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Elba, non solo mare

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Un ottimo modo potrebbe essere quello di farlo con il passo lento del camminatore che si perde tra l’azzurro del cielo e del mare ed il verde della macchia. Una ricca rete di sentieri consente di girare a piedi ogni angolo dell’isola, sentieri a mezza costa o che raggiungono le sommità dei vari monti presenti sull’isola. C’è anche la “complessiva” GTE, la Grande Traversata Elbana, che in alcune tappe percorre da est ad ovest o viceversa l’isola, con due varianti sulla altrettante parti della “coda” orientale. Se si vuole si possono fare tante escursioni in zone mirate includendo anche l’impegnativa salita al Monte Capanne, 1019 metri slm  (circa 2 ore/ 2,30 ore di camminata) con partenza da Marciana (quella a monte 375 m slm, non la marina). La cima è raggiungibile anche con una “comoda” bidonvia ma la salita a piedi, per quanto faticosa nell’ultima parte, ha tutt’altro sapore e se fortunati permette anche d’incontrare il muflone.  Dalla cima del Capanne, la vetta più alta dell’intera provincia di Livorno, si gode, nelle giornate di sole e limpide, una vista mozzafiato sull’intera isola  spaziando anche sulla Corsica, la costa toscana e molte delle isole dell’Arcipelago toscano. Attenzione però perché è anche molto facile incappare in un cappello di nubi che avvolge la sommità.
Se non avete voglia ed energie per i 644 metri di dislivello avete molte altre opportunità. Da San Piero, sopra Campo Nell’Elba, nella zona sud occidentale, quella granitica (dove si trova il Monte Capanne anch’esso in granito) c’è un bellissimo anello che con poco dislivello (314 metri) ma una lunga percorrenza (6 ore) passa dal Molino Moncione ed arriva al vecchio caprile di Pietra Murata e torna a San Piero (consigliabile in questo senso) Il sentiero corre nella macchia mediterranea con bellissimi scorci sul mare (sopra Cavoli).
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Nell’altro versante dell’isola (quello “ferroso”) a poca distanza da Capoliveri (Sud Est) si trova il monte Calamita (412 m Slm) percorso da una fitta rete di sentieri incluso quello delle Orchidee, un anello (Capoliveri Capoliveri) impegnativo di 20 Km, 6 ore e 20 di cammino e 570 metri di dislivello. Un trekking al cospetto delle fioriture d’arile e maggio delle orchidee selvagge che abbondano sull’isola. 
Sul promontorio di Monte Calamita si trova anche l’omonima miniera (visitabile, si consiglia prenotazione www.minieredicalamita.it ). La parte sud orientale è piena piena di ferro e l’attività estrattiva ha lunghissima tradizione (addirittura in epoca pre cristiana) oggi abbandonata a causa degli elevati costi ma non esaurita. Così la miniera sotterranea è stata sfruttata per 30 anni (50/80) prima di essere messa in stand by.
Due altri itinerari da segnalare sono nella zona tra Porto Azzurro e Portoferraio. Uno è la salita al Castello del Volterraio ed il relativo monte. L’altro è al Monte Orello (377 metri slm) con partenza da Campo a Peri che regala bellissimi scorci sul Monte Calamita, la Baia di Mola (sotto Porto Azzurro) ed il golfo di Porto Azzurro. Infine ancora nella zona di Cavo (punta nord Est dell’isola) a Capo Castello si cammina a mezzacosta osservando falchi e fagiani. 
Questi sono alcuni dei tanti possibili itinerari sull’isola. Il periodo ideale è la primavera tra bellissime fioriture, tra il verde della vegetazione e l’azzurro del mare. I sentieri, sopratutto quelli esposti a mare si sviluppano tra la macchia mediterranea, con il suo pungente ed inconfondibile profumo, ed i boschi di conifere, nelle parti meno esposte al mare, più riparate.
La segnaletica è buona, con i caratteristici segnavia biancorossi, cartellonistica e numerosi ometti di pietra. La primavera (come l’autunno) è anche più clemente dal punto di vista della temperatura. Certi tratti nella macchia sono totalmente privi di ombra e quindi ad alto pericolo ustione solare (prendere adeguate precauzioni).
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Dunque l’Elba permette di unire le attività “montane” con quelle marittime. Cosa c’è di più bello di un bagno rinfrescante nelle chiare acque isolane (ricordiamo che l’Elba è all’interno del parco dell’Arcipelago Toscano) che bagnano una delle altrettanto famose spiagge?
Se poi v’interessa la storia all’Elba anche questa non manca. Era il 4 Maggio 1814 quando Napoleone sbarcò a Portoferraio per il suo primo esilio, un centinaio di giorni furono sufficienti per segnare i luoghi ed i simboli (la bandiera). Entrambe le due residenze del Generale sono visitabili. Una in Portoferraio l’altra poco distante nell’entroterra a San Martino, con bella vista sul golfo, entrambe molto semplici ma con un forte profumo di storia. Nel bicentenario dell’esilio napoleonico l’isola si animerà  per tutta l’estate con molteplici eventi diversi tra loro che si susseguiranno per celebrare l’anniversario. Prima di arrivare alla villa di San Martino (due soli piani) c’è da visitare il museo open air dello scultore elbano  vivente Italo Bolano, le cui opere si trovano in giro per tutta l’isola.

Dove dormire: Ecoresort Casa degli Ulivi Porto Azzurro http://ecoresortcasadegliulivi.com/
Dove mangiare: La Caletta (Cala Mola Porto Azzurro) http://www.lacaletta-bsc.it/ Osteria del Noce (Marciana) http://www.osteriadelnoce.it/ (Segnalato Slow Food)  Summertime (Capoliveri) (Segnalato Slow Food)
La Botte Gaia (Porto Azzurro) (Segnalato Slow Food)  Caffescondido (Portoferraio){gallery}/elba/elbagallery4:190:150{/gallery}

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