Casa Burano, il dolce dormire nel cuore della Venezia Nativa

Burano è una bomboniera briosa e policroma che ogni anno accoglie oltre due milioni di visitatori, attirati dalla sua storia fatta di merletti e di pesca, dalla sua vicinanza a Venezia – bastano 40 minuti di motoscafo e qualcosa di più con i vaporetti municipali – e dalle sue facciate allegramente dipinte che permettevano ai pescatori, storicamente la spina dorsale dell’economia dell’isola, di individuare le loro case attraverso le fitte nebbie che calano sulla laguna nei mesi invernali.

In questo piccolo centro abitato il turismo ha gli stessi ritmi dello slow food con tante prelibatezze da gustare senza fretta: errando lungo viuzze e piazzette, sorseggiando un caffè nei bar a bordo dei canali e oziando nei negozi che vendono merletti e souvenir. Il merletto di Burano – quello vero fatto meticolosamente a mano dalle poche merlettaie rimaste sull’isola – si trova da Martina Vidal dove c’è anche un piccolo museo che traccia la storia di questa arte purtroppo in via di estinzione.

Al tramonto, quando i visitatori lasciano l’isola, i 2.000 abitanti riprendono possesso del loro piccolo borgo marinaro, i profumi della laguna s’insinuano lungo i sestrieri, le case colorate si riflettono nelle acque dei canali, e per gli ospiti di Casa Burano è giunto il momento di assaporare il suo ancestrale fascino.

Casa Burano, l’unico hotel sull’isola, è un albergo diffuso con tredici tra camere e suite disseminate in cinque delle tipiche case colorate, ristrutturate in collaborazione con artigiani e aziende locali. Le camere sono spaziose in stile minimalista – 25 metri quadrati le camera superior e 50 metri quadrati le suite – con pavimenti in legno naturale, TV, Wifi e bagni con mosaici artigianali e docce cromatiche. L’accogliente piano terra è attrezzato per momenti di relax e per la prima colazione, servita in cestini di vimini colorati.

L’albergo porta la firma della famiglia Bisol, quella storica del prosecco di Valdobbiadene, e fa parte di una visione per la valorizzazione del borgo e del territorio che comprende anche la rinascita di una tradizione vinicola secolare. “Qualche anno fa mio padre notò delle vite in un giardino privato a Torcello”, racconta Matteo Bisol. “Era la famosa uva Dorona, quella dei dogi, e siamo riusciti a farla crescere qui a Mazzorbo, in un antico vigneto murato dove ogni anno produciamo 4.000 bottiglie di Venissa, un vino pregiatissimo”.

All’interno del vigneto murato, raggiungibile da Burano attraverso un ponticello di legno, il Ristorante Venissa e l’Osteria Contemporanea Venissa. Nel ristorante Michelin il menu è di 5, 7 o 9 portate o à la carte; quattro i giovani chef e in tavola creazioni culinarie stilizzate e complesse basate sui prodotti dell’isola e della laguna, mentre l’Osteria propone un menu più tradizionale, sempre a kilometro zero. Il Venissa Wine Resort è anche dotato di cinque camere e, nell’Osteria, di una grande sala per eventi e incontri. Per gli ospiti del Resort e di Casa Burano la possibilità di partecipare ad attività come i corsi di voga tenuti da istruttori della Remeria di Burano, workshop fotografici e uscite di pesca insieme a pescatori locali.

Sulla vicina Torcello – che con Burano e Mazzorbo fa parte del consorzio Venezia Nativa per la promozione delle tre isole – sorge la Basilica di Santa Maria Assunta, uno dei siti più visitati della laguna per i suoi splendidi mosaici bizantini. Per conoscere questo versante settentrionale del grande specchio d’acqua ci sono Enrico e Domenico con il loro bragozzo Nettuno, che porta fino a otto persone per escursioni lungo canali sinuosi e silenziosi alla scoperta della flora e della fauna locale. Di assoluta priorità per Enrico e Domenico la conservazione e la valorizzazione dell’ambiente lagunare e delle tradizioni locali, e con i loro tour di Pescaturismo il visitatore entra in un incantato cosmo acqueo, a tu per tu con la storia e con i segreti secolari della laguna.

Info:
www.casaburano.it
www.venissa.it
www.facebook.com/pescaturismonettuno

Testo di Pamela McCourt Francescone

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