Palazzo Ducale, magnificenza simbolo di Venezia

Lo scalone dorato conduce nelle stanze del doge e del potere e ai luoghi delle meraviglie. Da fuori il Palazzo Ducale di Venezia sembra un merletto delicato, da dentro è tutto magnificenza e stupore tra ori, tele preziose,
soffitti elaborati, statue, giochi di prospettive e simbolismi.

Un capolavoro e un emblema di quella che è stata la Repubblica della Serenissima, padrona dai mari e dei commerci, ricca oasi indipendente, lontana dai grandi imperi e papato.

Il Palazzo Ducale, così rappresentativo, affacciato sul Canal Grande con le gondole in attesa di turisti, che di questi tempi sono rari, immerso nella nebbia che non fa vedere nemmeno l’isola e la chiesa di San Giorgio dall’altro lato dell’acqua, domina piazza San Marco e la riva.

Da un lato la grande basilica, il campanile, le colonne con il Leone alato e San Teodoro e il drago, dall’altra, un po’ defilato, il famigerato Ponte dei Sospiri. Davanti, quasi a sfida di grandiosità e diversità di stili, la rinascimentale Biblioteca Marciana.

Se da fuori incanta con l’arte gotica e i dettagli, la visita al Palazzo Ducale lascia esterrefatti da tanta bellezza, storia, ricchezza e abilità artistica.

Già il primo impatto è molto suggestivo con il cortile dove si affacciano le tre ali della struttura, di diversa epoca, con la scalinata marmorea, la Scala dei Giganti, antico ingresso d’onore, dominata dalle splendide sculture di Nettuno e Marte, scolpite da Jacopo Sansovino nel 1565 e simbolo della potenza di Venezia per terra e per mare. E poi le logge e gli archi quasi ricamati nelle pietre, le cupole della basilica di San Marco che si intravedono nel retro, l’orologio seicentesco, due pozzi del XVI secolo.

L’ingresso, poi, rivela altri particolari. Lungo la loggia d’accesso si incontra incastrata nel muro una sorta di bocca della verità: i delatori potevano denunciare chi avesse commesso un reato o non pagato le tasse inserendo qui un biglietto, attenzione però occorreva firmarlo e portare prove e testimoni, poi tre magistrati, gli unici a possedere una chiave per aprire la buca delle lettere, confutavano il tutto. Di queste cassettine ne esistevano altre all’interno del Palazzo Ducale, incorporate alle porte in legno.

Subito dopo, ecco la Scala d’oro, così detta perché completamente decorata con sottile lamine dorate. Molto scenografica, conduce alle tre stanze, una dietro l’altro, dove gli ambasciatori solevano aspettare i dogi.

Da qui un percorso introduce il visitatore in luoghi uno più bello, interessante e ricco dell’altro:
la sala del ala del Maggior Consiglio, una delle più vaste d’Europa dove si tenevano le assemblee
della più importante magistratura dello stato veneziano, la sala dello Scrutinio, destinata alle votazioni, la Sala del Consiglio dei Dieci, la sala del Senato, la sala della Bussola, dove si amministrava la giustizia, la Sala delle quattro porte, che conducevano ad altrettanti uffici e forse progettata dal Palladio.

Ovviamente tutti gli spazi sono superbamente arredati, decorati ed affrescati, con molti riferimenti simbolici alla Repubblica di Venezia, e nel Palazzo Ducale si possono ammirare opere di Tiziano, Tintoretto (come la monumentale tela del “Paradiso”), Paolo Veronese, Giambattista Tiepolo, Jacopo Palma il Giovane, Jacopo Sansovino, Francesco Bassano, Gian Battista Zelotti e altri.

Tantissime poi sono le curiosità che ospita il Palazzo Ducale: ad esempio nelle sale dedicate all’armeria si osserva l’armatura di Enrico IV, che regalò a Venezia dopo il suo arrivo qui nel 1604. Il re di Francia era basso,
come si deduce dalla corazza, e in suo onore, si racconta, fu portata in dono la più bella cortigiana di Venezia, nuda, su un vassoio d’argento, pare che il sovrano abbia gradito. Sempre nell’armeria, si nota, posta su un cavallo, l’armatura finemente cesellata del condottiero Erasmo da Narni, con tanto di effige di un gattino, da qui il soprannome, Gattamelata, del guerriero, sul petto.

Al Palazzo Ducale ci sono anche itinerari segreti, che si possono visitare solo su prenotazione con una guida specializzata, che si snodano lungo alcune delle stanze in cui, nei secoli della Serenissima, si svolgevano attività delicate e importanti, e nell’ambito di questi giri si vedono anche i Piombi, ovvero le prigioni poste sotto il tetto, con la cella dove fu detenuto Giacomo Casanova.

Al contrario, nel tour normale, i visitatori entrano nei Pozzi, ovvero le celle poste al pian terreno e ai primi piani del Palazzo Ducale, a filo acqua, e hanno la possibilità di passare all’interno del Ponte dei sospiri, così chiamato dai sospiri dei condannati che facevano ammirando la laguna mentre veniva portati in carcere.

A guardare fuori dal decoro della finestra, verso il Ponte della Paglia e la riva di San Marco, anche al visitatore
scappa un respiro stupefatto e ammirato nel constatare la meraviglia del Palazzo Ducale e l’unicità di Venezia.

Info: https://palazzoducale.visitmuve.it/

Foto di Sonia Anselmo

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