Bolsena, ortensie e miracoli sul lago

Lungo il viale che porta al lago, sulla passeggiata in riva, nelle piazze e negli angoli più caratteristici del borgo medievale. Bolsena a giugno diventa un giardino fiorito e un trionfo di rosa, bianchi e soprattutto dei blu intensi delle ortensie.

In questo mese la città dell’alto Lazio e della Tuscia festeggia il suo fiore simbolo: per tradizione ogni anno, nell’ultimo weekend di giugno (nel 2022 il 24-25-26 giugno) si svolge la festa delle ortensie, una mostra mercato che porta a Bolsena appassionati e coltivatori internazionali.

Il legame di Bolsena con le ortensie arriva da lontano, da inizio del Novecento quando furono piantati i primi esemplari sulla rotonda del lungolago. Le piante si trovarono subito bene, grazie al terreno vulcanico, ricco di minerali, e all’abbondanza di acqua, e proliferarono. Al punto che oggi ci sono circa 120 varietà di ortensie sparse in tutto il borgo.

Non solo, in contemporanea vennero piantati i primi platani per le vie intorno al lago: anche questi alberi hanno trovato il loro habitat naturale e alcuni raggiungono dieci metri di circonferenza e trenta metri d’altezza, dando ombra a chi passeggia e alle stesse ortensie.

Proprio uno di questi viali di platani collega il centro con il lago: da un lato la vivacità del borgo, dall’altra la pace incontrastata delle acque, tra la spiaggetta di sabbia nera e le anatre che nuotano serafiche nella luce del tramonto.

Le sponde del lago di Bolsena, all’interno della caldera principale del complesso vulcanico Vulsinio, sono sempre state abitate, sin dalla Preistoria. Tra i borghi affacciati sull’acqua, Bolsena, che gli dà anche il nome, è sicuramente quello più famoso anche per via della sua storia tra archeologia e religione, ma anche per essere base ideale per scoprire tutta la Tuscia, territorio magico, pieno di attrattive naturali, culturali e gastronomiche.

A una trentina di chilometri da Viterbo, scendendo dalla strada che parte da Orvieto verso il lago, Bolsena appare come una distesa di tetti tra il verde dei boschi di querce e castagne dei colli intorno e il blu delle acque.

Etrusca, romana, longobarda e infine facente parte dello Stato della Chiesa per secoli, la cittadina conserva molte vestigia antiche, come mura del IV secolo a.C e le catacombe di Santa Cristina. Proprio la martire, a cui è dedicata la Collegiata in stile romanico nel borgo medievale, è la protagonista del Miracolo
di Bolsena.

Una sera d’estate del 1263 un religioso boemo, Pietro da Praga, in viaggio
verso Roma in pellegrinaggio per dissipare i suoi dubbi sulla fede e in particolare sulla consacrazione, mentre diceva la messa nella chiesa pregò la Santa di intercedere presso Dio. Al momento di spezzare l’ostia questa si trasformò in carne, grondante sangue: Pietro, terrorizzato, avvolse il tutto nel panno cerimoniale, ma qualche goccia cola sul pavimento della chiesa e sull’altare. Il sacerdote portò tutto a Orvieto, dove in qualche momento c’era il Papa Urbano IV, che subito avviò un’indagine sul miracolo, a cui partecipò
anche Tommaso d’Aquino, e si appropriò delle reliquie: da quel momento non torneranno più a Bolsena, rimarranno nel duomo di Orvieto, che anzi viene edificato appositamente.

Il miracolo eucaristico è anche all’origine della celebrazione del Corpus
Domini ed è anche il famoso soggetto di un affresco di Raffaello nelle stanze del
Vaticano.

Dominata dalla Rocca dei Monaldeschi della Cervara, costruita tra il secolo XIII e il XIV come fortezza di difesa per il territorio e che oggi ospita un
museo territoriale sul lago e le sue popolazioni, Bolsena è sempre stata anche una tappa fondamentale della via Francigena per i pellegrini diretti a Roma.

Oggi Bolsena è un borgo tranquillo, che si trasforma in occasione delle tante
celebrazioni religiose e non che si svolgono lungo le sue strade, come l’infiorata per il Corpus Domini e soprattutto la festa dell’ortensie.

Info: www.visitlazio.com

Foto di Sonia Anselmo, Maria Luisa Bruschetini, dreamstime.com

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