Sul Rigi, tra cremagliera, mucche e formaggi

panorama dal Rigi

Il suono dei campanacci riempie l’aria, segue passo passo, si diffonde tra le montagne. Una sinfonia rustica che diventa una gradevole colonna sonora e accompagna le escursioni tra i sentieri. Le mucche, artefici involontarie di questa musica, pascolano tranquille sugli alpeggi verdi e freschi della Svizzera centrale. Anzi, sembrano mettersi in posa
allo scatto delle inevitabili fotografie.

Sono le nuove amiche che si incontrano percorrendo i percorsi facili e panoramici del Rigi, la regina delle montagne, 1800 metri di bellezza e natura incontaminata.
Amata da Goethe, tra i primi a scoprirla come destinazione, dalla regina Vittoria, da Ludovico di Baviera e da Mark Twain, appare incantevole nel sole del tardo pomeriggio, ma è affascinante anche quando la nebbia della mattina avvolge le valli, le casette sparute, i monti vicini, le mucche ed è proprio il suono dei loro campanacci a rivelare la via.

Dalla cima del Rigi, Rigi Kulm, si apre un panorama spettacolare sulle Alpi, sui tredici laghi circostanti e sull’intero Mittelland. Arrivare su in vetta è un’altra esperienza indimenticabile: si arrampica fin quassù la prima ferrovia a cremagliera d’Europa, risalente al 1871. Si prende a Vitznau, località  sul lago di Lucerna, e piano piano il treno rosso sale fino alla cima, con alcune fermate che portano a vari percorsi da trekking o passeggiate sul fianco del Rigi. Come quella di Rigi Kaltbad, a metà  strada verso la vetta.

Qui un’ampio spazio svela le terme con la piscina panoramica e dentro un complesso costruito dall’architetto ticinese Mario Botta. Le acque sorgano fredde e vengono scaldate fino a 35 gradi dalla legna dei boschi limitrofi. La sorgente minerale era già  nota nel Medioevo quando molti malati venivano a curarsi con gli impacchi d’erbe delle suore che vivevano nel vicino convento e poi si gettavano nell’acqua freddissima.

Kaltbad è un piccolo villaggio, con case in legno, fiori ovunque, il grande spazio diviso della Spa e dalla stazione ferroviaria, la chiesetta e una vista mozzafiato anche sulla funivia che arriva da Weggis, sempre sul lago di Lucerna. D’inverno è una famosa zona sciistica, a settembre si svolge una famosa sagra con giochi e cibo, d’estate è l’ideale per chi ama la natura e vuole addentrarsi nei boschi.

Ad esempio, basta prendere il comodo sentiero che parte alla destra dei binari, proprio dopo i giochi per i bambini e il campo di bocce, e si è subito circondati dalla meraviglia. Tra fiori di mille colori, tutti con la loro etichetta di riconoscimento per i neofiti di botanica, vedute verso la valle, la chiesa protestante in legno, ci si inoltra al suono dei campanacci fino ad un piccolo agglomerato di case e mucche libere.

Qui si può fare una sosta allo Chalet Schild (www.chalteschild.ch), un tipico hotel-ristorante tutto in legno e con molti dettagli ironici e divertenti, dove si possono assaggiare i prodotti locali, come la torta di formaggio e la birra di Rigi. Ritemprati dal cibo e dall’atmosfera, si possono affrontare gli altri sentieri della zona, alcuni molto panoramici, altri ideali per la
mountain bike, oppure tornare a Kaltbad e riprendere la cremagliera fino alla cima della montagna.

Una volta su, si scopre il Rigi Kulm Hotel ( www.rigikulm.ch) che proprio quest’anno compie duecento anni. O meglio, il 6 agosto del 1816 apriva qui il primo rifugio alpino della Svizzera: aveva sei posti letto a disposizione dei visitatori. Sessant’anni dopo gli hotel sulla Rigi Kulm diventarono tre e con l’apertura della cremagliera il turismo si incrementò notevolmente. Da allora il Rigi attirò ricercatori, avventurieri, letterati, come Mark Twain, e regine come Vittoria, portata fin quassù in portantina e che incantata dalla bellezza commentò “We are amused”.

Un altro assiduo frequentatore dell’hotel era Ludwig di Baviera, che donò un prezioso servizio
da te all’albergo, ancora oggi custodito in una vetrina. Dal 1906 il Rigi divenne una meta di vacanze anche invernali, con lo sviluppo degli sport, soltanto con le guerre mondiali arrivò la decadenza, ma negli anni Cinquanta tornò ad essere una delle destinazioni più amate della Svizzera e l’hotel venne ricostruito con i materiali del precedente e recentemente è stato rinnovato.

Per il bicentenario dell’hotel, sono previsti innumerevoli eventi fino all’autunno: spettacoli di luci, rappresentazione teatrale di “Viaggio di nozze con Mark Twain” con il primo atto recitato direttamente dentro la cremagliera, mostre come “Dal piccone all’asta per selfie” sul come sono cambiati gli utensili di viaggio e le esigenze dei turisti, cene speciali, la salita al Rigi con il treno a vapore e tanto altro ancora (www.200jahre-rigikulm.ch).

Dall’hotel partono anche altri percorsi a piedi sulla montagna. Scendendo tra campi con le mucche e le pecore si arriva al caseificio Chäserenholz dove Franz-Toni Kennel si dedica con passione alla produzione di formaggi artigianali di diverso tipo, consistenza e stagionatura, alcuni con qualche piccola innovazione: da quello con le olive a quello gustosissimo al rosmarino e dragoncello, a quelli freschi, a quelli più classici. Tutto a vero chilometro zero: il latte è quello delle mucche che si possono vedere nei prati accanto al caseificio. Si mettono in posa, scuotono la testa facendo vibrare il campanaccio ed ecco di nuovo il suono echeggiare verso i monti e accompagnare i visitatori di questo angolo di Svizzera.

Come arrivare: Swiss International Air Lines vola su Zurigo dai principali aeroporti italiani con tariffe convenienti (www.swiss.com). Da Zurigo si può prendere il treno fino a Lucerna (e da qui il battello sul lago fino a Vitznau) o Arth Goldau. Da Arth Goldau e da Vitznau partono due linee ferroviarie parallele a cremagliera fino alla cima del Rigi. Con Swiss Travel System è tutto molto facile: con Swiss Travel Pass si può girare l’intero Paese con treni, autobus, battelli e ferrovie di montagna. Inoltre, Grand Train Tour of Switzerland combina itinerari panoramici con viaggi ferroviari. I biglietti o il pass si possono comprare anche sul sito internet e si può anche arrivare in Svizzera dall’Italia con i treni Eurocity. Info: www.SwissTravelSystem.com

Info:www.svizzera.it

In collaborazione con www.svizzera.it, www.SwissTravelSystem.com, www.swiss.com

Foto di Sonia Anselmo

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