San Pietroburgo, magnifica opulenza

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Situata sul Golfo di Finlandia la città ha un’estensione territoriale notevole ed anche una rilevanza economica (é il più importante porto della Grande Russia) con grandi industrie e capitale finanziaria di primo piano. San Pietroburgo gode  di fatto di quella nuova opulenza che sta attraversando alcune fasce della Russia (ed alcune classi sociali in particolare). Ora l’ostentazione pare essere la cifra della città generando anche un netto contrasto tra la “modernità” e il carico storico che è la matrice della città. Nelle enormi e trafficate vie sfrecciano rumorose e costosissime macchine e moto, le vetrine degli stilisti mondiali sono presenti, le bellezze femminili non nascondono certo le proprie grazie ed il centro ha lussuosi appartamenti. Insomma il corso dell’economia russa qui si constata direttamente e costantemente girando per la città o almeno nel suo centro. Accanto a tanto lusso però c’è lo stridente contrasto che danno i vecchi autobus evidente (e peraltro apparentemente unico almeno in centro città) residuo del regime che girano per la città.
La caratteristica dell’ex capitale che colpisce maggiormente é le dimensioni delle strade e delle piazze, in perfetto stile zarista. Si comincia con  la Prospettiva Nevskij (o Neveskij Prospekt), Viale della Neva dal nome del fiume sul cui estuario si trova la città, una strada di circa 4,5 km che porta sino al fiume. Sul lungo percorso si aprono bellissimi palazzi di epoca zarista, ponti con statue sui canali, chiese di diverse  confessioni religiose, ristoranti, caffè (molti turistici) parchi e negozi di ogni genere. Il rumore del traffico é assordante e continuo mentre la gente si accalca sui marciapiedi. 
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Andando verso il fiume a circa tre quarti della Prospettiva (peraltro cantata da Franco Battiato  nell’omonimo brano contenuto in Patriots del 1980, quindi in un’epoca storica ben differente e narrata anche da Gogol in un suo racconto) di fronte alla Cattedrale di Kazan (il cui colonnato è ispirato da quello del Bernini di Piazza San Pietro) s’incontra un canale che lascia vedere la Chiesa del Salvatore Sul Sangue Versato una bellissima costruzione con i colorati e caratteristici tetti a cipolla che durante la Rivoluzione divenne un magazzino, per questo scherzosamente viene chiamata Salvatore alle Patate. Uno scorcio suggestivo che ci fa immediatamente piombare in una tipica atmosfera russa. 
Ma il “pezzo forte” della città è il complesso dell’immensità della Piazza del Palazzo D’Inverno ed il palazzo. Lo sguardo non riesce  in un’unica soluzione ad abbracciare l’intera visuale (ancor meno ci riescono gli obiettivi delle macchine fotografiche). Le dimensioni della piazza sono impressionanti (circa 300 mt di larghezza e 170 di profondità) e la quinta del palazzo con i suoi muri verdi poi completa l’opera. L’esagerazione e lo sfoggio degli Zar si manifestano in questo contesto pur tuttavia conservando un ottimo stile e tanta sobrietà. Molti edifici ed il palazzo d’Inverno tra questi, portano la firma di architetti italiani chiamati a corte dagli Zar proprio per dare un segno di eleganza alla città. E lo stile italiano si riconosce immediatamente. Alle spalle del grande palazzo imperiale scorre la Neva (anch’essa molto larga) nelle cui acque è ormeggiato l’incrociatore Aurora (oggi un museo), dai cui cannoni partì il colpo che diede inizio dell’assalto al Palazzo D’Inverno durante la Rivoluzione d’Ottobre.
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A pochissima distanza dal Palazzo un altro enorme spiazzo di un chilometro e mezzo di lunghezza e due parchi di considerevoli dimensioni. Ma la bellezza esterna del Palazzo d’Inverno (progettato a metà del ‘700 da Bartolomeo Rastrelli) corrisponde allo stupore dell’interno che  ospita uno dei più prestigiosi ed importanti musei del mondo l’Hermitage. Un solo giorno non è sufficiente per visitarlo con le tantissime sale dove si affollano capolavori dei più conosciuti artisti del Mondo. Tutte le più importanti scuole artistiche sono rappresentate: italiana, 
francese, spagnola, fiamminga, tedesca ed ovviamente russa. Impressiona poter ammirare una tale ricchezza artistica anche se bisogna muoversi tra gruppi  di persone che vocianti riempiono gli spazi.
Infine nel periodo estivo San Pietroburgo è da godere anche all’aperto. Il clima estivo è assolutamente gradevole e per la sua posizione  a nord a poca distanza dal Circolo Polare Artico le giornate sembrano non finire mai tant’è che anche la breve notte artica in prossimità del solstizio  si riempie di spettacoli e di occasioni per stare all’aperto. Al contrario anche il fascino della neve che ammanta tetti e vie nella stagione invernale  è unico ed offre una visione diversa della città sopratutto quando si riempie di luci nel periodo natalizio.
Sebbene entrare in Russia sia un po’ più complesso per la necessità del visto d’ingresso una visita a San Pietroburgo vale assolutamente la pena per respirare contrasti e la nuova (anche se ormai tanto nuova non lo è più) atmosfera ed aria che si respira in questa città ricca di storia ed ora anche di risorse economiche entrambe ostentate impunemente.{gallery}/sanpietroburgo/sanpietroburgogallery4:190:150{/gallery}

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Foto di Antonella Andreoli

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