Rethymno e dintorni, a Creta dove crebbe Zeus

I gatti dormono beati nella frescura del porticato, sembrano fare da guardiani al monastero di Arkadi, nei
dintorni di Rethymno.

C’è un’aria di assoluta rilassatezza e tranquillità, eppure un tempo qui si è combattuta la resistenza cretese contro gli ottomani, un eccidio di sangue e dolore.

Nel 1866, 943 greci, soprattutto donne e bambini si rifugiarono tra le queste antiche e sacre costruzioni per sfuggire alla furia turca. Dopo tre giorni di assedio, però, decisero di sacrificarsi facendo esplodere alcuni barili di polvere da sparo, sacrificandosi e causando perdite ai nemici, piuttosto che consegnarsi.

Oggi tutto ad Arkadi testimonia quei giorni cruenti: il refettorio trasformato in museo, l’ossario dedicato ai morti, un murales nelle vecchie cantine dei vini, persino l’albero bruciacchiato, testimone silenzioso nel tempo di quei drammatici eventi.

Da allora, il monastero Arkadi è un simbolo della libertà e sinonimo di eroismo.

Molte porte d’accesso e il chiostro dove riposano i gatti, con tanto di ciotole di croccantini a disposizione,
sono stati rifatti nel Novecento, cercando di riprodurre il monastero dei secoli passati. Tra le pietre, le rose che sbocciano, la polvere dei cortili, tutto sembra provenire da un’altra epoca.

Poco lontano da Arkadi, salendo le montagne dove sono stati scoperti siti risalenti a 3500 anni fa, sembra che il tempo si sia fermato. Come a Margarites, piccolo borgo dei dintorni di Rethymno concentrato sull’arte della ceramica. Qui nei laboratori si producono vasi, caraffe, piatti, esattamente come vuole la tradizione: con l’argilla del luogo, a volte cotti in un forno a legna che dà una colorazione più grezza, senza l’uso di smalto.

Alcuni si rifanno persino alla tecnologia a.C: sono sorprendenti i metodi inventati dagli antichi cretesi per gli oggetti di uso quotidiano, dalla saliera che distribuisce il giusto pizzico alla “teiera” che si riempie d’acqua calda e poi la fa scendere a gocce senza bruciarsi le mani, al vasetto che ripete il verso degli uccellini, gioco dei bambini di secoli fa.

Davvero curioso e interessante, anche perché in qualche laboratorio ci si può mettere alla prova al tornio, oltre che fare acquisti decisamente unici.

Continuando il tour della regione, che offre sentieri da trekking, da montain bike e per amanti della natura,
non si può non fare tappa a Rethymno.

Veneziana fino al midollo, è una deliziosa cittadina piena di negozi e locali affacciati sul porto turistico. Le stradine di Rethymno rivelano ad ogni angolo qualche sorpresa, tra tavolini dei caffè all’aperto e bouganville fiorite: qui un’incisione in latino, lì la Fontana Rimondi del XVI secolo con i tre leoni veneziani e intitolata a colui che portò l’acqua in città e che i turchi occultarono con un muro, qui i balconi chiusi in legno fatti costruire dagli ottomani sui palazzi, lì un piccolo laboratorio artigianale di baklava, qui la Loggia, rimasta intatta, lì un pupazzo di cartapesta appeso al lampione, residuo del Carnevale, che a Rethymno viene festeggiato in pompa magna con 400 persone in maschera che sfilano.

Su tutto domina la Fortezza Veneziana, simbolo di un passato florido: al suo interno il teatro Erifili che durante l’estate si anima del Festival del Rinascimento.

Il cuore di Rethymno è però il piccolo porto, costruito già nel Trecento dai veneziani, dove si staglia
il faro edificato dai turchi e oggi quasi un continuo ristorante all’aperto dove assaggiare le specialità cretesi.

Lasciando Rethymno e il suo gioco continuo di resti delle dominazioni straniere, una delle meraviglie
naturali del territorio che si incontrano è il lago di Kournas: l’unico lago di Creta è un paradiso silenzioso
dove l’acqua è cristallina e purissima e si può bere. Un’alternativa e una sosta rilassante tra un tour della regione e l’altro.

Secondo la mitologia, proprio nella zona di Rethymno Rea venne a partorire e a nascondere Zeus dal padre Cronos, abituato a divorare i propri figli, e qui il futuro Dio crebbe protetto dai Coribanti, i demoni cretesi che con il loro ballo e gli scudi coprivano il pianto del bambino. Culla del capo di tutti gli Dei, la regione di Rethymno non poteva che essere ancora splendente e selvaggia.

Info: www.visitgreece.gr www.incrediblecrete.gr

Foto di Sonia Anselmo

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