Rembrandt, immagine di Amsterdam

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In quel periodo, raggiunto l’apice del talento, sperimentò varie tecniche grafiche e pittoriche, riuscendo a dare ai suoi lavori una profondità senza precendenti e rendendoli ricchi, audaci, individualisti e intimistichi, lasciando stupefatti gli artisti che si sono ispirati a lui e gli osservatori di oggi. Nella rassegna, saranno esposti i lavori realizzati tra il 1652 e il 1669, anno della scomparsa del pittore, per un totale di 40 quadri, venti disegni e trenta stampe. I dipinti provengono da importanti musei e collezioni private in Europa e negli Stati Uniti e per la prima volta sono riuniti tutti in una mostra completa. Si potranno ammirare, tra i tanti capolavori, l'”Autoritratto con due cerchi”,  “Il Ritratto di famiglia”, “La Benedizione di Giacobbe”, “La Sposa Ebrea”, già da secoli determinanti per capire l’immagine di Rembrandt in tutto il mondo. Gli ultimi anni della vita del Maestro furono segnati da tragiche perdite personali e continue difficoltà economiche, eppure, nonostante tutto, riuscì a produrre le sue opere migliori. Anzichè scendere a compromessi, da anticonfromista quala era, cambiò radicalmente rotta, realizzando i suoi disegni, incisioni e dipinti più caratteristici, distinguendosi dai contemporanei per la scioltezza con cui creava, per il modo impareggiabile di utilizzare i colori e la luce grazie a metodi fuori dagli schemi e per la fenomenale capacità di  scandagliare i pensieri e i sentimenti più profondi dei suoi personaggi principali. Rembrandt seppe andare in fondo all’essenza delle cose in termini di intimità, contemplazione, conflitti interiori e riconciliazione.
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A “Late Rembrandt” si possono ammirare molti esempi del clamoroso talento e la sua continua sperimentazione con le tecniche pittoriche, come ne “Il suicidio di Lucrezia” o ne “Le tre croci”. La mostra, creata in collaborazione con la National Gallery di Londra, dove peraltro è stata esposta fino al 18 gennaio 2015, è divisa in dieci temi diversi e sono previsti anche, durante tutto l’arco di tempo dell’esposizione, conferenze, workshop per adulti e bambini, e una serie di lezioni tenute dai curatori del Rijksmuseum. Rispetto alla “versione” londinese, in Olanda la mostra è stata ampliata di quattro importanti dipinti che normalmente non vengono ceduti e la Seventh Art Productions le ha dedicato un documentario cinematografico, che illustra sia i preparativi della mostra presso il Rijksmuseum, sia l’allestimento dell’esposizione a Londra. A metà febbraio 2015 il documentario sarà proiettato anche nelle sale italiane. 
Sicuramente ammirare le opere dove sono state create, ad Amsterdam, offre un valore aggiunto. Rembrandt, sebbene fosse nato a Leiden, si trasferì nella città dei canali nel 1631, ci visse fino alla morte e ne diventò un simbolo. Nel Secolo d’Oro, qui si respirava un fiorente clima artistico di cui il grande pittore fu uno dei maggiori esponenti. Per questo, la città, oltre alla mostra al Rijksmuseum, vuole celebrare la sua opera. Andare alla ricerca dei posti dove visse e si ispirò potrebbe essere un modo inconsueto di scoprire Amsterdam.
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Magari inziando dalla piazza che deve a lui il nome, la Rembrandtplein, piena di caffè e birrerie, centro della movida notturna, un tempo conosciuta come Botermarkt, mercato del burro. Al centro 
la statua del pittore, raffigurato con lo sguardo rivolto verso il quartiere ebraico dove visse prima di cadere in miseria e trasferirsi nel Jordaan. L’altra meta da toccare è il museo Rembrandthuis: era la casa dove visse i suoi anni più prolifici, acquistata con i soldi della moglie Saskia. Nel 1658, caduto in miseria, dovette vendere tutto e da un inventario fatto per l’occasione e rimasto ai posteri si è potuto ricostruire l’atmosfera dell’abitazione con un letto a baldacchino, cavalletto e pigmenti, utensili di cucina. Inoltre, in questo periodo è allestita una mostra dedicata al significato e all’influenza di Rembrandt come insegnante nel periodo più tardo della sua carriera. Anche se egli rifiutava lo stile di pittura fiammingo allora in voga e riuscì ad intraprendere una sua strada personale, attrasse molti studienti di talento. Il rapporto tra Maestro e allievi è illustrato in una sessantina di opere ora in mostra nella vecchia abitazione. La casa è un tappa obbligata di  un tour apposito nei luoghi importanti per Rembrandt, una passeggiata di 4 chilometri che attraversa Amsterdam e la fa scoprire sotto un altro aspetto. E c’è anche un’escursione negli immancabili canali, per ammirare i luoghi di Rembrandt da una barca. 
Ovviamente il Rijksmuseum gioca la parte del leone nel tour sulle tracce del pittore e sarebbe un delitto non aggirarsi nel resto delle sale del museo. Per ammirare anche “La Ronda di Notte”, commissionata dagli stessi archibugeri per la visita di Maria de’ Medici, regina di Francia, nel 1638 e dipinto al primo piano di quello che oggi è il più vecchio hotel di Amsterdam. Il quadro ha ispirato non solo altri pittori, ma anche registi, scrittori e persino nel 2013 un flash mob dedicato alla riapertura del museo, dopo i lavori di ristrutturazione. Il Rijks, un enorme palazzo del 1885 in stile neogotico molto decorato, offre, a più di un milione di visitatori all’anno, un’inestimabile collezione soprattutto sull’arte olandese, oltre che sull’oggettistica e le ceramiche, dando una panoramica sulla storia, dal Medioevo a Mondrian, e con un occhio di riguardo al Secolo d’Oro. Nella Galleria d’Onore, il cuore del museo, si trovano i famosi capolavori di Rembrandt, Vermeer, Frans Hals e Jan Steen. Dallo scorso 1 novembre il Rijksmuseum ha inaugurato l’Ala Philips, totalmente rinnovata che attualmente ospita la mostra Modern Times. Con questa esposizione, il museo presenta per la prima volta la sua collezione fotografica del Ventesimo Secolo. Si tratta di una mostra vasta e coinvolgente, che raccoglie molte opere di famosi fotografi nazionali (Rineke Dijkstra, Viviane Sassen, Stefan Vanfleteren) e internazionali (Man Ray, William Klein, Moholy-Nacy, Dorothee Lange). Nella nuova ala, è stato inserito anche il ristorante RIJKS®, dove si presentano piatti tipici olandesi. Una sosta piacevole prima di riprendere il cammino sulle orme di Rembrandt, figlio privilegiato del Secolo d’Oro e di Amsterdam.
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Foto Sonia Anselmo, John Lewis Marshall, Rijksmuseum, Ronald Tilleman, www.holland.com
Info www.iamsterdam.com, www.holland.com, www.rijksmuseum.nl

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