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I due prodotti principe della stagione, le mele e le zucche, quest’ultime già raccolte, sono da provare assolutamente, anche usati nella maniera locale. Per la zucca, ad esempio, si può mangiare la famosa zuppa, cremosa e gustosa, servita in tutti i ristoranti. Ma le soprese non finiscono qui e se si è curiosi oltre che golosi, la Stiria offre tantissime possibilità, magari con un tour di degustazioni nelle varie aziende che creano le specialità di questa parte dell’Austria. Rimanendo in tema zucca, si deve assaggiare l’olio di semi di zucca, una delle prelibatezze originali della zona. Profuma di noce, è di colore verde scuro, ha un sapore intenso, non sopporta le alte temperature e quindi mai cuocerlo, meglio usarlo per condire le insalate, le minestre o persino il gelato di vaniglia. Per vedere come si produce e testarlo, si può provare con una visita al frantoio Berghofer (www.berghofer-muehle.at): qui una delle tre sorelle proprietarie da sette generazioni dell’azienda e del mulino sul fiume Raab vi accoglierà con ricche spiegazioni. Nei campi stiriani cresce una varietà di zucca particolare, che dona semi senza buccia: i contadini li prelevano direttamente sui campi, lasciando a macerare lì la polpa o trasformandola in cibo per maiali. Per fare un litro di olio ci vogliono almeno due chili e mezzo di semi o circa una quarantina di zucche, per questo il prezzo finale è sui 17-20 euro a seconda della qualità. Nel frantoio si producono 150 litri al giorno, tutto l’anno, perchè i semi hanno la fortuna di non seccare subito e quindi si possono spremere quando si vuole, mentre il mulino del XII secolo è usato ancora per produrre farine di vario genere: i coltivatori possono portare qui le materie prime, usare i macchinari dell’azienda e avere il risultato finito. Nell’annesso negozio, si vendono anche i semi di zucca al naturale o con varie alternative strane, dal chili al wasabi e al cioccolato, e i fagioli della Stiria: grossi, marroni e molto gustosi, si sposano alla perfezione con l’olio dei semi di zucca. E se vi macchiate il vestito durante l’assaggio, niente paura: basta mettere il tessuto al sole e la macchia d’olio sparirà.
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Parlando di condimenti, l’ideale è assaporare l’aceto di mele balsamico, altra specialità stiriana. Da Göelles (www.goelles.at), la gentile moglie del proprietario vi guiderà in un mondo di profumi e gusti originali nella visita alla cantina. Qui si producono sedici tipi di grappe, tutte con frutta locale, dal ribes all’albiccocca passando per prugne, pere, sambuco (tipico anche questo della zona) e ovviamente mele, quattro liquori fruttati, quattro vini e quindici varietà di aceto, da quelli tradizionali, come al vino bianco, a quelli sorprendenti come il delicato e fresco al pomodoro. Il fiore all’occhiello della distilleria è però l’aceto balsamico di mele: ci sono diversi tipi, a seconda della maturazione, ma quello più prestigioso è senz’altro l’invecchiato di vent’anni, che usare centellinato magari sul gelato. Gölles offre anche un utile brochure con ricette di piatti e cocktail da usare con i loro distillati, oltre ad una spettacolare vista sulle colline coltivate con sullo sfondo il castello di Riegersburg.
Sempre da queste parti, un’altra tappa del tour enogastronomico è la Fromagerie (www.thecheeseartist.at) dove il giovane e simpatico chef Bernhard Gruber, nativo di Salisburgo ma trapiantato in Stiria, mette alla prova la sua passione e la sua arte sui formaggi della zona. Raccoglie i vari tipi e crea, grazie alla fantasia e all’unione con altri preziosi ingredienti locali come le erbe, e offre un risultato degno dei più esigenti gourmet: da assaggiare il roquefort con il cioccolato e il mosto d’uva. Originalità al servizio della qualità e della genuinità.
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Parlando di cioccolato, non ci si può esimere da una visita alla Zotter (www.zotter.at), uno dei grandi successi della zona, con un proprietario creativo, estroso e lungimirante che propone degustazioni di ben 184 tipi di cioccolato. E per accompagnare tutte queste gustose specialità, un altro prodotto principe della Stiria, il vino. Per apprezzarlo al meglio, l’ideale è una visita alle cantine Winkler Hermaden (www.winkler-hermanden.at) proprio sotto il castello di Kapfenstein. Il palazzo del XI secolo è oggi un hotel di charme e ristorante con una vista mozzafiato sulla zona e fino al confine con la Slovenia: non a caso, le sue sale elegamente ristrutturate, il terrazzo e il giardino vengono usate per festeggiare i matrimoni. Il castello fu donato per meriti onorifici all’antenato militare e nobile degli attuali proprietari che omaggiano tuttora l’avo con i nomi dei loro vini. Nelle cantine, una moderna, una risalente al 1750 e l’altra al 1650, giaciono in grossi botti fatte con il legno delle querce locali i prestigiosi nettari, mentre si possono ammirare i vigneti che forniscono uva bianca e nera in un suolo vulcanico e dotato di minerali come il quarzo verde, l’olivina che dà il nome ad uno dei vini. Sono venti tipi, prodotti con grande passione e in maniera tradizionale dal proprietario e dalla sua famiglia. Non resta che brindare a questa terra, la Termeland Stiriana, così fertile, unica e golosa.
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Foto di Sonia Anselmo, Harald Wohnhas, www.thermenland.at
In collaborazione con www.thermenland.at