In Olanda la magia dei fiori d’inverno

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Ma è tutta l’Olanda ad aver votato una gran parte del proprio folclore e della propria economia ai fiori. Ad Alsmeer ad esempio, ogni giorno si tiene la più grande asta floreale del mondo: qui un enorme giro d’affari ruota intorno al commercio di quasi 14 milioni di esemplari su 715.000 metri quadrati dove si cede al miglior offerente il 60 per cento della produzione mondiale di fiori recisi. Ad Amsterdam poi la passione dei bulbi assume proporzioni gigantesche: oltre 600.000 sono quelli coltivati negli innumerevoli giardini pubblici, di cui il più noto è, senza dubbio, l’Hortus Botanicus, voluto dalla Compagnia delle Indie Orientali nella seconda metà del 1600. In quel periodo i comandanti delle navi ricevettero un preciso ordine, quello di fare incetta di piante esotiche e imbarcarle per l’Olanda. Una volta giunte a destinazione venivano classificate in base ai tipi di foglie, fiori e frutti da esperti botanici.
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Da qui transitarono anche le prime piantine di tè: non va dimenticato infatti che l’Olanda è seconda solo alla Gran Bretagna per il consumo di tale bevanda. Una passione che si rinnova da oltre 400 anni complice la già citata Compagnia delle Indie, che introdusse sul mercato queste profumatissime foglioline. Sempre da Amsterdam passarono l’albero della canfora, la camelia, la palma da olio e il caffè che, donato a Luigi XIV, proseguirà poi il suo viaggio per il Brasile. Nei numerosi parchi, anche fuori Amsterdam, si rimane estasiati davanti a tanta bellezza, cascate di tulipani, tappeti di giacinti e narcisi, spettacolari amaryllis, uno dei più importanti fiori per interno del Paese. Il principe incontrastato dei bulbi è comunque il tulipano, che affonda le sue origini in tempi remoti.
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Il genere Tulipa nacque nelle regioni dell’Asia centrale, proseguì fino in Cina, Mongolia, Kashmir, India, Persia, Caucaso e Turchia, dove venne coltivato raggiungendo l’apice della popolarità grazie alla sua fama di simbolo di onore e gloria. In Occidente i bulbi del tulipano giunsero verso la metà del Cinquecento, tramite l’ambasciatore austriaco a Costantinopoli, che ne portò una notevole quantità a Vienna, dove però non seppero coltivarli in modo adeguato. Da Vienna ad Amsterdam il viaggio fu breve, tanto da far diventare l’Olanda il paese europeo dove i tulipani ebbero maggior successo, al punto, da essere considerati il simbolo caratteristico della nazione. All’inizio del Seicento esplose ad Amsterdam la febbre del tulipano, i prezzi salirono all’impazzata e chiunque avesse un lembo di terra piantò ogni sorta di bulbo. La tulipanomania dilagò, favorendo le speculazioni e la lievitazione dei prezzi: e pensare che solo molto tempo dopo si scoprì che era un virus l’artefice delle bellissime striature del fiore.
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Il termine tulipano deriva dal greco turban, forse perchè la sua forma ricorda quella del turbante. Numerose sono le leggende legate a questo fiore, tra le quali un’antica storia d’amore di origine persiana racconta che un tulipano spuntò proprio nel punto in cui caddero gocce di sangue e lacrime versate da una ragazza innamorata. Nel mondo orientale il suo nome significa “amore perfetto” e ogni colore è portatore di un preciso significato simbolico: i tulipani bianchi sono un messaggio per rivendicare dignità o per chiedere perdono, i gialli per illuminare la giornata a chi li si dona, i rosa esprimono amore romantico e affetto, i rossi dichiarazioni di amore vero ed irresistibile, i variegati un complimento alla bellezza di chi li riceve.

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