Valencia, città di novità, gastronomia e tradizioni

La forte brezza fa agitare le chiome degli alberi e crea onde nei bacini artificiali ai lati degli edifici della Città delle Arti e delle Scienze. Valencia mostra così il suo lato più moderno, racchiuso nell’opera dell’architetto locale, Santiago Calatrava, ideata sul tema della natura e dell’acqua, diventata ormai da tempo tappa obbligata per i visitatori.

La città della Spagna meridionale, con il suo clima favorevole, con una media di 300 giorni di sole l’anno, e ai facili e numerosi collegamenti aerei con l’Italia, è un ideale destinazione per un city break in ogni stagione.

Tantissime sono le attrazioni e per tutti i gusti, dalle tradizioni all’enogastronomia e allo sport, che fanno di Valencia una meta suggestiva e sempre al passo con le novità, che nel 2019 saranno moltissime.

Come ad esempio, il Parco Centrale, un’area verde che si arricchisce di altri ettari, con circa 90 mila esemplari
di arbusti e di alberi, aree di socializzazione per cani, aree gioco per bambini, una fontana di 1.000 m2 con un ampio specchio d’acqua e pareti per arrampicata.

Tutto in grande per Valencia. Ormai da tempo la Ciutat de les Arts i les Ciències è un punto di aggregazione e socialità. I vasti edifici sembrano grosse balene arenate sul vecchio letto del fiume Turia, oggi asciutto e trasformato in giardino. Stanno lì, immobili, bianche e luminose, con dentro il mondo interattivo, l’acquario,
le esperienze scientifiche. Fuori, a poca distanza, il Palau Alameda è diventato in fretta il nuovo luogo di incontro da non perdere in città, con la sua vista sui giardini del Turia e con i suoi tre spazi: Àtic, un bar-ristorante con vista panoramica, La Sala, un ambiente destinato a eventi e Azza, la discoteca che ricorda la New York degli anni ’50 e che combina gastronomia, liquori premium e la miglior musica per ballare tutta la notte.

Da qui è facile arrivare al porto, anche questo moderno e fondamentale per una città che ha basato la sua storia sulla navigazione e il commercio. La Marina de Valencia sarà il regno degli skater: nello spazio pubblico, nato dopo la ristrutturazione dell’edificio modernista del 1917, è in arrivo per la prossima estate skatepark.

A un lato della Marina, svetta il Palazzo dei venti e delle vele, nome più adatto di questo non si poteva dare,
da dove si possono ammirare le tante regate che si svolgono in queste acque: l’ex base della squadra leader dell’America’s Cup del 2007 è stata trasformata in un nuovo spazio dedicato alla cultura, alla creatività e all’innovazione. Sulla facciata de La Base campeggia un murale dell’artista urbana Hyuro, un’enorme tela su cui
svariati artisti internazionali dipingeranno storie dai contenuti sociali.

Più romantico il lungomare, tra palme e ristorantini, con una spiaggia che pare gettarsi all’infinito nel Mediterraneo, mentre appena al di là della strada si susseguono le vecchie case di pescatori colorate di tinte pastello, che rendono il quartiere Cabanal unico. Ci si arriva comodamente con una metropolitana che sembra appena uscita dalla fabbrica, lucida, pulitissima e veloce.

Se Valencia è diventata famosa negli ultimi anni proprio per la modernità che ha saputo portare al suo skyline,
la zona centrale e storica accontenta chi cerca le tracce del passato. La città ha fatto parte per secoli del regno di Aragona e i monarchi hanno lasciato il segno anche qui. Come nella meravigliosa Lonja de la Seda, l’antica Borsa, oggi Patrimonio dell’Unesco.

Costruita in quindici anni, tra la fine del Quattrocento e il Cinquecento, quello che fu il secolo d’oro di Valencia, è un concentrato di stili, gotico in maggioranza, ma anche rinascimentale, con influenze ebraiche nelle decorazioni delle porte, archi arabi e croci cristiane.

Un palazzo merlato nato per i mercanti che qui trattavano i prezzi dei prodotti principali di allora: zafferano,
riso, olio, vino e seta. Tra innovazioni stilistiche per l’epoca, come la scala a chiocciola che porta al piano superiore, e bassorilievi con argomenti “terreni” e sensuali, la Lonja oggi racchiude due palazzi con un cortile interno, sale con soffitti a cassettoni e una curiosa sfilata di ritratti di re e regine su uno dei muri esterni: si riconoscono i sovrani cattolici, Fernardo d’Aragona e Isabella di Castiglia, e il loro nipote, Carlo V, colui
il quale possedeva l’impero su cui non tramontava mai il sole, che però non era molto amato dai suoi sudditi di qui.

Valencia visse il massimo dello splendore grazie ad Alessandro VI, il perfido papa Borgia, originario proprio di questa zona, che donò il titolo di “metropoli” e permise la nascita dell’Università. Il nome Borgia risuona pure nella Cattedrale, a pochi metri di distanza dalla Lonja.

Un guazzabuglio ben riuscito di stili, impiantato tra il 1262 e il 1429, dominato dal campanile detto il Miguelet,
che al tramonto si incendia di un color rosa deciso. All’interno cappelle, statue e per Natale un presepe molto realistico, con tanto di Re Magi con al guinzaglio un ghepardo dal collare di brillanti.

Le parti più importanti sono appunto la cappella Borgia, dedicata all’unico santo della famosa e famigerata famiglia, Francisco, e dominata da tre grandi ed espressive opere di Goya, e uno dei punti focali per tutti quelli che sono attratti dai misteri e dai Templari: la cappella del Santo Calice, che conserva quello che sarebbe il mitico Santo Graal, l’antico calice, poco più di una coppetta in agata, originaria della Palestina, custodita in una teca, da dove avrebbe bevuto Cristo durante l’Ultima Cena.

Oggi è disponibile un nuovo centro di interpretazione per conoscere il suo passato: l’Aula Grial. Si tratta di uno spazio sensoriale da sperimentare: annusando le spezie, indossando le tuniche dei monaci o gli abiti dei templari e bruciando incenso, mentre si ripercorre la storia del sacro calice. Un viaggio nel tempo che ben si addice alla parte storica di Valencia, che ha altri gioielli da scoprire.

Come la Basilica della Vergine de los Desamparados, collegata alla cattedrale da un arco rinascimentale, e frequentatissima dai fedeli ad ogni ora del giorno, la plaza de la Virgen con la fontana dedicata al fiume Turia, la piccola e deliziosa Plaza di Santa Catalina con l’omonima chiesa.

A maggio 2019, dal 3 al 5, ci sarà un’occasione unica per scoprire luoghi che solitamente non si possono visitare di ben 48 edifici storici:per l’Open House Valencia si potrà parlare con i creatori di opere o restauratori nel corso delle visite guidate gratuite, oltre a mostre, musica da strada, una rassegna cinematografica, itinerari in bici. Senza dimenticare gli appuntamenti per i golosi.

La gastronomia è una delle ricchezze di Valencia. Nel cuore della città è un susseguirsi di locali, pasticcerie, bar, caffè, sempre pieni che offrono il ben di Dio: i churros, frittelle da intingere nella cioccolata densa e bollente, i fartons, una specie di brioche, da assaggiare con l’horchada, latte di cipero, o l’Agua di Valencia, per chi ama i cocktail alcolici, sono i prodotti della città più amati, senza dimenticare i tanti ristoranti
che offrono paella, il piatto principe, e tapas a ritmo continuo.

Non solo, Valencia è sempre più una meta amata dai gourmet. Una delle novità è l’apertura del quarto ristorante, Llisa Negra, dello chef tre stelle Michelin Quique Dacosta: protagonista la cucina semplice, con materie prime di qualità, e alla griglia.

Lo chef Ricard Camarena è stato insignito della seconda stella Michelin per il suo ristorante che si trova presso Bombas Gens, un’antica fabbrica industriale convertita in un nuovo centro culturale e artistico che ospita mostre, incontri, workshops e attività socio-culturali. Il Ristorante Ricard Camarena diventa il primo della città con due stelle e l’unico in tutta la provincia.

Valencia si conferma a tutti gli effetti una città enogastronomica per eccellenza e raggiunge, così, quota cinque stelle Michelin con i ristoranti Riff, Sucede e El Poblet. Camarena dirige anche il Canalla Bistro, nel quartiere di tendenza Ruzafa, dove c’è anche il Mercado de San Valero, il primo street food market di Valencia, con un’offerta vairegata e una ricca programmazione musicale.

Ancora cibo al Convent Carmen, uno spazio ricreativo-culturale che ospita concerti, conferenze, mostre e attività per tutte le età, dentro un convento del 1609. Il suo giardino esterno accoglie un mercato gastronomico, un’area per spettacoli dal vivo e un ampio spazio per godere del massimo relax circondati dalla vegetazione.

Da non perdere è lo storico Mercato centrale, davanti alla Lonja, dove si può acquistare qualsiasi tipo di alimento in uno spazio che sembra un museo, con cupole, ceramiche e vetrate.

Per smaltire le calorie Valencia si può girare a piedi: le strade alberate con gli aranci sui rami, la zona commerciale con negozi di ogni genere, dominata dal Mercato di Colon, un tempo mercato, oggi galleria chic di bar, la Estacion del Norte con i suoi mosaici Art Nouveau, l’IVAM (Instituto Valenciano de Arte Moderno), il primo museo d’arte contemporanea aperto in Spagna, che proprio nel 2019 compie 30 anni e festeggerà con l’apertura del Pati Obert, un suggestivo giardino di sculture e rassegne come quelle di Léger, Dubuffet, Zineb Sedira, Susana Solano o Paco Roca.

Tutta proiettata alla contemporaneità, con l’apertura anche di nuovi hotel e strutture di ogni genere in centro, Valencia non dimentica i rituali antichi e tipici: il rinomato Festival de Las Fallas (Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità), che si terrà dal 15 al 19 marzo 2019. Quest’anno fonderà la tradizione artistica
con la trasgressione creativa. Il duo artistico valenciano Pichiavo, rinomato per fondere l’arte classica decostruita e l’arte urbana, collaborerà con gli artisti falleri Latorre e Sanz nella realizzazione della falla principale: la falla municipal.

L’arte di Pichiavo ha già conquistato festival, gallerie e muri di tutto il mondo ed è stata la protagonista di progetti di grandi marchi quali Bulgari o Quiksilver. A Valencia è possibile ammirarla su un enorme murale nella Ciutat Fallera, il quartiere incui gli artisti falleri creano le loro opere d’arte e, durante Las Fallas, nella Plaza del Ayuntamiento. Un ennesimo motivo per visitare la vivace Valencia.

Info: www.visitvalencia.com
Foto di Sonia Anselmo e www.visitvalencia.com

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