Isole dell’Attica, la Grecia tra natura e archeologia

C’è quella con le cascate, quella dove non ci sono auto e ci si muove con gli asini, quella famosa
per i pistacchi, quella legata a una battaglia navale antichissima. Le isole della Grecia meno conosciute sono quelle dell’Attica, la grande regione che comprende anche Atene e che offre tante attrazioni per ogni stagione.

Storia, archeologia, cultura, movida, shopping, attività balneari e sportive, senza dimenticare l’enogastronomia: un territorio ricchissimo, dotato di clima mite e moltissime curiosità, spesso su rotte poco battute dal turismo di massa. In particolare, l’Attica seduce per le isole dense di natura e bellezza, facilmente raggiungibili da Atene,
che sia in auto, in traghetto o con un volo interno.

Perfette per l’estate, ma anche con la primavera che rende meno affollate le spiagge, tutte bandiera blu,
e i vicoli dei borghi secolari, sono un’estensione ideale per passare un po’ di tempo dopo aver indugiato
nelle strade della capitale, tra l’orgoglioso e remoto passato, edifici moderni come il centro culturale Stavros Niarchos Fondation, lo shopping delle vie centrali, le soste gastronomiche nei ristoranti di Plaka o nelle cantine
vinicole nei dintorni, e la movida notturna, con ben due bar ai vertici delle classifiche dei migliori del mondo.

Le isole dell’Attica sono diverse tra loro ma complementari, come è stato più volte spiegato in una serata
a Roma all’Ambasciata di Grecia per presentare queste destinazioni originali e la loro regione.

A cominciare da Hydra, quasi scoglio sul mare, a novanta minuti dal Pireo con aliscafo o tre ore di traghetto, vicino alla costa del Peloponneso. Case di pietra, un pittoresco porto, la piccola chiesa di Agia Paraskevi,
tantissime taverne dove assaporare un bicchiere di ouzo e i piatti di mare, e le spiagge. E gli asini, in groppa ai quali ci si muove per le stradine del borgo, tra alcuni monasteri, il museo storico e il municipio.

A Pasqua, poi, Hydra si anima di una processione nel giovedì Santo con i canti dei pescatori e la rituale benedizione del mare. Un’altra festa importante è quella di Miaouleia, che si tiene il sabato più vicino al 21 giugno: si celebra un grande figlio dell’isola, l’ammiraglio Andreas Miaolis, che fu determinante nella guerra di Indipendenza. L’evento si chiude con una danza tradizionale e il falò di una fregata turca, tra musica e divertimento.

Un po’ come accade a settembre a Spetses, l’isola vicina, con il festival dedicato all’Armata, che celebra una battaglia navale svoltasi in questi mari nel 1822. Anche qui si incendia una finta nave turca.

Spetses è piccolina, anche questa senza auto, e si gira in groppa agli asini. Il bel lungomare conduce all’antico
porto, alla chiesa di Agia Paraskevi e alla casa museo di Laskarina Bouboulina, un’eroina della guerra d’indipendenza. Ovviamente per arrivare alle spiagge di questa isola, che era abitata già nel 8000 a.C e il cui nome curiosamente deriva dall’italiano, spezie, ci si può muovere anche in bici o in motorino. Spetses è raggiungibile dal Pireo con due ore e mezza di traghetto, oppure facilmente da Porto Heli, proprio dirimpettaio sulla costa.

Stesso tempo dal Pireo con il ferry per arrivare a Poros, nel caldo abbraccio del golfo di Saronico. Con l’antico tempio di Poseidon a fare da sentinella, Poros è ricca di siti archeologici, anche risalenti alla prima età del bronzo. Oltre ad oziare nel suo mare blu, sono da vedere le strette stradine di Hora, il borgo principale, il museo archeologico, il Zoodochou Pigis Monastery immerso nella foresta di pini e ovviamente il Tempio di Poseidon. Da assaggiare, oltre al pesce freschissimo, la marmellata di limoni: Poros infatti è famosa in tutta la Grecia per i suoi agrumeti.

Poco lontana la penisola di Mehtana, raggiungibile sempre via mare, ma anche con l’auto dalla celebre Epidauro con il suo teatro, è il luogo dell’Attica deputato alle spa. Qui ci sono alcune sorgenti di acqua calda, ideali per il benessere e per la cura dei reumatismi, attriti e i problemi di pelle.

Nella sola città di Methana ci sono 25 fonti sulfuree, mentre nella parte nord est la temperatura delle sorgenti è sui 30 gradi. Menthana si è formata grazie all’eruzione di un vulcano e questo la rende così particolare. Anche qui non mancano le spiagge, alcune dotate di naturali sorgenti mentre nei dintorni sulla terraferma Troezen regala molte chiese bizantine, i resti del palazzo di Teseo e antichi miti come quello di Aegeus, il re che diede il suo nome al mare.

Un’altra isola dell’Attica da visitare è Agistri, immersa in acque azzurre, nel verde delle pinete e nei colori dei suoi pittoreschi villaggi. Famosa per le spiagge incontaminate e per i miti antichi legati alla Guerra di Troia, Agistri è ideale per gli sport acquatici e per le passeggiate nella natura a cavallo.

Poco distante, la grande Aegina porta con sé il fascino dei siti archeologici, delle chiese bizantine,
dei borghi dalle tortuose vie. Nella mitologia greca Zeus si innamorò di Aegina, la più bella delle venti
figlie del Dio Asopus: la portò su questa isola, a cui diede il suo nome.

Curiosamente fu il primo luogo della Grecia classica dove si coniò moneta, chiamata Helonai, dalla parola
helona che significa tartaruga, perché questo animale veniva raffigurato sopra. Aegina è un santuario per gli amanti della natura, con l’ospedale greco per gli animali selvatici e nella piccola isola Moni, a 8 minuti di barca, interamente ricoperta di pini e alberi, si possono vedere liberi scoiattoli, capre selvatiche, pavoni e cervi.

Aegina, però, è soprattutto l’isola dei pistacchi che vengono celebrati in festival apposito in settembre e si possono visitare le piantagioni, oltre che apprezzarli insieme ad altri prodotti locali, come miele e formaggi.

Le isole dell’Attica non sono certo finite. Kythera e Antikythera sono quelle più lontane da Atene e si
raggiungono con voli interni in 45 minuti.

Kythera fa parte del mito: si dice che Afrodite emerse proprio da queste acque. Il legame con la bellezza lo porta dietro nella natura mozzafiato: non solo le spiagge e la costa, ma anche l’interno con le cascate di Fonissa e le montagne con sorgenti naturali. Non solo, la principale città, Hora, ha le fortificazioni medievali, così come molti altri villaggi risalgono a quel periodo, con antiche case e chiese.

Antikythera, proprio di fronte, è più piccola ed è famosa per un santuario di Apollo, per i mulini a vento e per le tante taverne di pesce fresco.

Invece, l’isola dell’Attica più vicina a Atene è Salamina, famosa per molti eroi, a cui è stata dedicata una statua al porto. Pare che qui Euripide scrisse molte sue opere, esisteva un’acropoli e un santuario di Dioniso, ma è stata anche teatro di una celebre battaglia navale contro i Persiani del 480 a.C.

Oltre alle spiagge e ai luoghi storici, Salamina è celebre per la gastronomia, come i tradizionali pancakes e le torte salate con pasta fillo, per molti eventi culturali che culminano con un festival a settembre e per le passeggiate a cavallo nelle pinete. Salamina, così come le altre isole dell’Attica, sospese tra natura, storia, enogastronomia e mitologia, regala sicuramente emozioni diverse agli amanti della Grecia.

Info www.athensattica.com

Foto www.visitgreece.gr, dreamstime.com

88 Condivisioni

Lascia un messaggio