Obidos, borgo fortificato dove il tempo si è fermato

Obidos Portogallo

Gli scalini verso il camminamento sulle mura con il castello sono ripidi. Bisogna fare attenzione, soprattutto a scendere. Ma mentre si ammirano i tetti e le viuzze di Obidos l’emozione prende il sopravvento l’emozione prende il sopravvento.

Raccolta, antica e magica, questa città fortificata medievale, a un’ottantina di chilometri a nord da Lisbona, sembra rimasta ancorata nelle pieghe dei secoli, sospesa nello scorrere del tempo.

Obidos è una delle mete più affascinanti del Portogallo, oltre ad essere uno dei borghi conservati meglio di tutto il Paese.

Un gioiello da scoprire dall’alto delle sue mura ancora intatte, ovviamente facendo molta attenzione: dal lato esterno, verso i campi, il mare e l’orizzonte, ci sono i parapetti delle fortificazioni, ma verso l’interno no, è tutto libero, basta un piede messo male e si rischia di cadere di sotto. Un pizzico di prudenza anche scendendo i gradini o affrontando le scoscese discese verso il centro di Obidos, dove sembra quasi di rotolare giù.

Però, camminare sulle mura è una delle esperienze da fare ad Obidos. Anche perché permette di vedere con un’altra
prospettiva il borgo con il suo castello, i tetti delle case, le piazze con le chiese, i negozi di artigianato,
i gatti stesi al sole, i fiori davanti ai portoni.

Obidos sorge su un’altura non lontana dalla costa atlantica, dalla penisola di Peniche. Una posizione strategica
che in passato le è valsa notevoli benefici, soprattutto dalla fine del XIII secolo, quando il re Don Dinis offrì,
dopo averlo conquistato dai Mori, il borgo alla moglie Isabel, come dono di nozze.

In questo modo Obidos entrò a far parte della Casa das Rainhas, il patrimonio delle regine. Da allora sino al 1883 la città e le terre circostanti fecero sempre parte dei possedimenti delle sovrane portoghesi.

Come nel Medioevo a Obidos si entra dalla porta meridionale di Santa Maria, un tripudio di decorazioni e di azulejos risalenti al XVIII secolo. Una volta varcato l’ingresso, la magia del borgo conquista immediatamente i visitatori con il suo labirinto di stradine, di case dall’intonaco bianco, dagli angoli dipinti di azzurro o di giallo, dalle finestre in stile manuelino, dalle bouganville che corrono lungo le pareti e colorano le abitazioni.

Il tutto viene reso ancora più incantevole al tramonto, dove Obidos e le sue mura assumono un colore dorato
che sa di fiaba, di passato, storia antica.

Il Medioevo è ancora presente nella cinta muraria e nel castello, costruito dai Mori e rifatto da Don Dinis,
oggi diventato una posada, perfetta per vivere un weekend sotto il segno del romanticismo.

Ma non solo, la sensazione di essere immersi nel passato si ha anche passeggiando tra le stradine e ammirando i tanti capolavori d’arte e religione, come l’Igreja Matriz de Santa Maria, la bella cappella di São Martinho, l’Igreja da Misericórdia, l’Igreja de São Pedro, il Pelourinho, ovvero la colonna della gogna.

Un salto al Museu Mincipal permette di osservare le opere di Josefa de Óbidos, una notevole pittrice del XVII secolo, dal comportamento artistico irriverente. Nei suoi quadri si riflette l’influsso dei grandi maestri dell’epoca, come gli spagnoli Zurbarán e Francisco de Herrera, o i portoghesi André Reinoso e Baltazar Gomes Figueira, suo padre.

All’esterno delle mura, poi, si possono vedere l’Acquedotto e il Santuário do Senhor Jesus da Pedra, a pianta centrale.

Grazie al suo aspetto raccolto e antico, Obidos è l’ideale per varie manifestazioni che si susseguono
nel corso dell’anno e la rendono molto vivace: il Mercato Medievale in estate con feste e intrattenimento a tema, il Natale con le decorazioni e le illuminazioni che rendono tutto più incantato, la Festas della Settimana Santa con la via Crucis. E poi la Stagione di Musica Classica Barocca, il Festival di Clavicembalo e il Festival dell’Opera che creano nel borgo un’atmosfera speciale, con spettacoli all’aperto nelle calde serate estive.

Un altro appuntamento imperdibile di Obidos è il Festival del cioccolato, particolarmente apprezzato dai visitatori: a marzo, una giuria di specialisti premia alcune ricette nell’ambito di un concorso internazionale.

Del resto, la città fortificata è una tappa gastronomica interessante per gli amanti del cibo e dei prodotti locali. Tra questi bisogna assaggiare la zuppa di pesce della Lagoa de Óbidos, da abbinare con i vini della Região do Oeste.

Ma la specialità più famosa è Ginjinha di Óbidos, un liquore al gusto di ciliegia, che si può provare in vari posti all’interno del borgo e viene servita in un bicchierino di cioccolato edibile, in modo che i due sapori si fondino in una goduria del palato. Una golosità che si sposa alla perfezione con l’atmosfera romantica e antica di Obidos.

Info: www.visitportugal.com
Foto: dreamstime.com

Articoli correlati
https://www.latitudinex.com/europa/sul-tago-sfila-la-lisbona-dei-navigatori.html
https://www.latitudinex.com/europa/arco-monumentale-su-lisbona.html
https://www.latitudinex.com/pensieri-in-viaggio/berlenga-lisola-selvaggia-dei-gabbiani.html

63 Condivisioni

Lascia un messaggio