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Stoffe batik, tappeti ricamati, capi in seta dipinti a mano, gioielli in argento ma soprattutto articoli d’artigianato, oggetti in ceramica, ottone e vetro soffiato sono in vendita nelle botteghe disseminate tra le pittoresche stradine del quartiere dello Spittelberg, alle spalle del Ring. Regno della tolleranza e della multirazzialità, questo quartiere è sempre stato fin dai tempi passati un pò diverso. Covo di ladri e meretrici, nel Settecento, era considerato come la zona più depravata di Vienna. Era decisamente a luci rosse, avendo conquistato l’appellativo di “Corte di Venere”, anche si di regale non c’era neanche l’ombra. Si racconta che il nome della zona (Spittel è un’antica parola viennese che significa ospedale) derivi dal fatto che i suoi frequentatori finissero davvero nei nosocomi a causa di qualche spiacevole imprevisto trasmesso dalle inquiline che vi risiedevano. Tra i personaggi più famosi Giuseppe II, primo figlio di Maria Teresa d’Asburgo, le cui visite sono tuttora testimoniate da una targa appesa all’interno del ristorante Gasthaus Witwe Bolte in Gutenbergasse. Reso irriconoscibile da abiti borghesi, venne cacciato dal locale per il suo comportamento non troppo ortodosso. Altra tappa per le Festività è il Mercatino della Cultura e di Natale che si tiene nel cortile d’onore del castello di Schönbrunn fino al 26 dicembre e dopo il 25 si trasforma in un mercatino di Capodanno dal 27 dicembre al 1 gennaio. Anche questo molto caratteristico e ricco d’atmosfera, specializzato nella vendita di prodotti tipici dell’artigianato austriaco, decorazioni natalizie fatte a mano, gli fa da cornice la splendida residenza estiva degli Asburgo nel luogo dove un tempo sorgeva una “bella fontana” (questa la traduzione di Schönbrunn). Come la maggior parte dei palazzi imperiali associabili a Maria Teresa, l’esterno fu dipinto di un bel giallo carico, colore preferito dall’imperatrice. Invece, il mercatino di Natale Vecchia Vienna, nella piazza triangolare Freyung, nel centro storico, vanta una lunghissima tradizione, qui si teneva un mercatino di Natale già dal 1772. Oggi vi si possono acquistare articoli da regalo particolarmente ricercati che spaziano dall’artigianato artistico, decorazioni in vetro, i tradizionali presepi. Ed ancora il villaggio di Natale in Maria-Theresien Platz, tra il Museo delle Belle Arti e il Museo di Storia Naturale, qui sono ospitati 60 stand con originali idee regalo ed artigianato artistico tradizionale.
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Romantico è il termine usato per definire il “Villaggio di Natale” presso il Vecchio Ospedale generale di Vienna, molto frequentato, soprattutto dai giovani, nei giorni che precedono la Vigilia. Anche sulla Karlplatz è di scena il mercatino dell’Avvento mentre un altro Villaggio di Natale è al castello del Belvedere, E per concludere, ma non ultimo come importanza, il Mercatino invernale nella Piazza della Ruota Panoramica, qui l’avventura è in primo piano. Con le sue 430 tonnellate di peso per 65 metri di altezza, il Reisenrad, la ruota panoramica, costituisce una sorta di anticamera del Prater, l’immenso spazio verde di oltre 1700 ettari con luna park, impianti sportivi, caffè e ristoranti che si estende per circa 10 km lungo la sponda occidentale del Danubio. Simbolo della capitale, assieme al Duomo di Santo Stefano, è visibile da molto lontano facendo ormai parte integrante dello skyline cittadino. Grazie alla bassa velocità a cui si muove, un giro sulla Ruota è sicuramente il modo migliore per godersi una stupenda panoramica di Vienna. Ma terminato l’Avvento e celebrato il Natale, la festa a Vienna non è certo finita. Numerosi gli appuntamenti che si susseguono in attesa del Capodanno, a partire dai vicoli del centro storico dove si moltiplicano colorati chioschi di prelibatezze, alcune vie si trasformano in vere e proprie piste da ballo, si attende l’arrivo dell’Anno Nuovo a passo di valzer, ma non solo, anche di musica pop, rock e country. Negli alberghi più lussuosi le serate di gala sono numerosissime. Uno degli eventi più attesi è però il Ballo Imperiale del 31 dicembre nelle eleganti sale di rappresentanza del palazzo della Hofburg. A dare inizio alle danze la celebre frase “Alles Walzer”, rigorosamente d’obbligo l’abito lungo per le dame, il frac o lo smoking per i cavalieri, e a mezzanotte nell’intera città si odono i rintocchi delle campane delle chiese e del Duomo di Santo Stefano, mentre fuochi d’artificio danno il via ad un tripudio di scintillanti luci e colori. Il giorno dopo milioni di spettatori in tutto il mondo seguono in diretta tv il Concerto di Capodanno dei Wiener Philarmoniker sotto la bacchetta dei più prestigiosi direttori d’orchestra. Allo spettacolo, nella famosissima Grosser Saal del Musikverein, splendida sala dorata addobbata per l’occasione con fiori provenienti da Sanremo, assistono i pochi fortunati che riescono a prenotare il biglietto, come minimo un anno prima. Tutto questo e molto altro nella magica Vienna di Sissi, dove ancora oggi è possibile sognare ad occhi aperti.
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