Svitto, dove è nata la Confederazione Svizzera

Svitto

La firma è semplice, giusto un “François” e basta, scritta con una calligrafia elegante senza essere datata. Eppure suscita emozioni: è quella di un re unico, uno dei maggiori esponenti del Cinquecento e dell’Europa dell’epoca, Francesco I di Valois, sovrano di Francia. Il documento che la riporta è custodito, insieme a tantissimi altri, a Svitto, vivace cittadina circondata dalle montagne e a cinque minuti dal lago di Lucerna.

Questo è il Cantone dove è nata la Svizzera e il Museo dei Patti Federali (www.bundesbrief.ch) è un’interessante tappa per scoprire la storia, spesso poco conosciuta, di questo Paese.
Già l’edificio del museo è una bella sorpresa con la sua struttura architettonica d’epoca razionalista, dei primi anni Trenta del Novecento, il grande affresco sulla parete, il cortile con il giardino e l’enorme statua di un soldato pronto a indossare la divisa per difendere la sua Patria.

All’interno, con un allestimento interattivo e contemporaneo, è uno scrigno di tesori inestimabili. Tutti documenti preziosissimi, come quello con l’autografo di Francesco I: un anno dopo la famosa battaglia di Marignano, il 29 novembre 1516, il re francese e la Confederazione firmarono un trattato di pace, noto come “la pace perpetua”. Un’intesa che in qualche modo, tra privilegi economici, commerciali e politici, riconobbe la sovranità della Confederazione dell’epoca.

Il museo ha molte altre carte, pagine, pergamene e prove che portano in loro il sigillo della Storia. Il documento più importante è il “Patto federale” del 1291: un pregiato foglio dove i Cantoni di Svitto, Uri e Untervaldo stipulano un’alleanza per la sicurezza e la pace delle zone alpine, mettendo le radici per la Svizzera di oggi. L’atto, con quello che è rimasto delle ceralacche originali dei tre cantoni, è custodito sotto una serie di vessilli antichi.

Il Museo racconta così tutta la Storia del Paese, tra miti e leggende: conflitti, rotture, compromessi, cooperazione, ma anche battaglie per la libertà, la cacciata dei balivi asburgici, gli eroi e il Giuramento del Rütli. Non mancano nemmeno le vicende dei mercenari, molto popolari in quest’aerea: questi cantoni rimasero cattolici, al momento della Riforma Protestante, proprio perché da qui venivano molti soldati e capitani che appoggiavano il Papa e gli imperi, diventando
estremamente ricchi e portando agiatezza al loro Paese. Molti dei documenti conservati nel museo furono trovati all’interno dell’antica torre medievale che ancora si vede in un angolo verde del centro di Svitto.

Se il museo dei Patti Federali riporta le prove reali della nascita della Confederazione, il poco lontano Museo Nazionale Svizzero, o Forum, (www.forumschyz.ch) entra nel dettaglio delle vicende. In un edificio originale del Settecento, prima granaio e poi arsenale, sono spiegate le origini e alcune curiosità della Svizzera, che deve il suo nome e lo stemma proprio a questo cantone e al capoluogo. Svitto, in tedesco Schwyz, gronda Storia da ogni angolo, monumento e casa. Basta una passeggiata per rendersene conto.

Un muro di cinta racchiude un bel giardino con alcune strutture particolari. Come la casa in legno più vecchia d’Europa, risalente al 1287, quindi poco prima dei famosi patti federali, che ha visto praticamente nascere la Svizzera. Si chiama Betlemme, un tempo apparteneva a una famiglia del posto, ha due piani, è sopravvissuta ad un incendio che ha distrutto molto del villaggio dell’epoca e oggi è usata per esposizioni mentre la sala al piano terra ospitava feste e cerimonie.

Agli inizi del Seicento i proprietari fecero costruire il bel palazzo barocco alle sue spalle e nella casetta ci si trasferì la servitù. La famiglia fece i soldi proprio con i mercenari delle guerre, che venivano addestrati in quello che oggi è il cortile e dormivano sopra le stalle
dei cavalli, ora tutto adibito a museo. Da qui si gode una bella vista sulle cime del Mythen, che abbracciano protettive Svitto.

Interessanti sono anche le altre dimore padronali del XVI e XVII secolo, la grande piazza principale d’ispirazione rinascimentale italiana (si dice che un capitano di ventura fu talmente impressionato dalle piazze della Toscana da volerne creare una a Svitto), il municipio con le pareti affrescate nel XIX secolo, la maestosa chiesa barocca circondata da due piccole cappelle.

A Svitto e negli immediati dintorni ci sono le coltivazioni di ciliegie e si produce il kirsch, il liquore tipico.
Lungo l’itinerario dei ciliegi si scoprono borghi interessanti, come Brunnen, affacciata sul lago di Lucerna. Famosa già  nel Medioevo per la posizione favorevole per i commerci, ha un piccolo porto da dove attraccano i traghetti che fanno la spola sul lago con Lucerna e le altre località vacanziere. Anche qui si respira la Storia della Svizzera: nel 1315 i cantoni di Uri, Schwyz e Unterwalden firmarono una seconda alleanza.

Nell’Ottocento e nel Novecento Brunnen, anche grazie all’apertura della ferrovia del Gottardo, divenne un’apprezzata meta per le vacanze con la passeggiata sul lungolago e gli edifici della Belle Epoque. A ricordare quei periodi è l’hotel Seehotel Waldstätterhof (www.waldstaetterhof.ch): sfogliare il suo libro degli ospiti è come andare a ritroso nel tempo tra i Vip di sempre, mentre Winston Churchill ci venne in luna di miele nel 1908. Oggi l’albergo presenta sontuosi saloni, una Spa moderna e un ristorante (www.aecht-schwyz.ch) affacciato sul lago dove si mangia al motto ächt SCHWYZ, ossia Svizzo puro. Non poteva essere altrimenti in un luogo che ricorda le origini della Svizzera.

Foto di Sonia Anselmo e www.svizzera.it
Info: www.svizzera.it
In collaborazione con www.svizzera.it, www.SwissTravelSystem.com, www.swiss.com

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