A Guimarães la cultura incontra la storia

 

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Il nome però il luogo se lo è fatto esattamente al 1128, quando fu fondata la nazione portoghese e Alfonso Henriques venne incoronato primo re dopo una battaglia d’indipendenza con il regno spagnolo di Leon, combattuta e vinta proprio a pochi chilometri dal castello di Guimarães. Re Alfonso nacque tra quelle mura e per questo ha avuto a cuore sempre la città, che con lui cominciò a vivere un periodo d’oro, fino a quando la capitale fu trasferita a Lisbona. E per Guimarães iniziò il declino. Per fortuna il castello, con le sue mura merlate, posto sulla collina “Sagrada”, rimane ancora lì, suggestivo nell’illuminazione notturna, a ricordare la storia portoghese.
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Anche se andò in rovina a causa dei cambiamenti della corona e solo nell’Ottocento fu ristrutturato e trasformato in caserma. Senza pace, nel 1935 è stato di nuovo restaurato e oggi una sua ala è riservata alla Presidenza della Repubblica, per eventi diplomatici. Il resto è usato per mostre e manifestazioni culturali, come i molteplici appuntamenti che si accavalleranno durante quest’anno di primato culturale europeo in condivisione con la slovena Maribor.  Il castello, dunque, rimane ancora il simbolo della città. Per arrivare in cima alla collina si può percorrere un tortuoso sentiero acciottolato che attraversa splendide stradine storiche. Spesso e volentieri sono percorsi da effettuare con calma, assaporando i negozi e i laboratori artigiani che affiancano: qui si apprende l’arte della ceramica, che tanta importanza ha avuto nella vita commerciale della città portoghese.
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Le tecniche per la ceramica sono le stesse sviluppate nel Medioevo, così come l’arte della tessitura e del ricamo, anche essa fondamentale per l’economia della zona. Accanto ai laboratori artigianali, sfilano le boutique di stilisti innovativi a segnalare che Guimarães è legata alla tradizione e al passato, ma lanciata verso il futuro. Il suo centro storico è perfettamente conservato e alcune piazze, come la bella piazza Oliviera, sono un punto di ritrovo dei numerosi giovani che vivono qui. La piazza è dominata e prende il nome da Nossa Senhora de Oliveira, la chiesa ricostruita nel XIV secolo sui resti di un antico monastero, che è un altro dei simboli del luogo. Imperdibile una sosta in uno dei tanti bar con i tavolini sulla piazza per ammirare l’architettura dell’edificio che domina lo spazio.
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Anche qui, in occasione degli oltre 600 eventi programmati per l’anno della Cultura europea, ci saranno molti appuntamenti. In questa straordinaria annata ci saranno pure 200 laboratori incentrati sui valori di “Città”, “Cittadinanza e partecipazione” e “Dimensione europea”, che proporranno tutta la fervente attività culturale e artistica di Guimarães. Per l’occasione sono stati anche allestiti nuovi spazi come l’Arts and Creativity Platform, il Design Institute e il CampUrbis, mentre vecchi edifici, come ex fabbriche, sono stati ristrutturati e riportati a nuovi scopi. Fra questi il Centre for The Subjects of Art and Architecture. Tutta questa modernità però non snatura il fascino medievale di Guimarães, unico e prezioso. Uno degli appuntamenti imperdibili, ad agosto, rimane la fiera in costume, con tanto di sfilate e mercati d’epoca, dedicata al periodo d’oro della città. 

 

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Foto: Latitudine X, www.visitportugal.com

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