Il caldo Natale di Copenaghen

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In pieno centro, di fronte alla piazza del Municipio (con il palazzo ispirato al Rinascimento italiano e a Siena in particolare, anche se sulla cima dominano gli orsi), è un luna park per tutti i gusti e per i bambini di qualsiasi età. Già il fatto di avere un posto dedicato alle giostre sin dal 1843 nel cuore della città la dice lunga sul carattere  degli abitanti di Copenaghen. A Natale, poi, è il luogo dell’eccellenza per celebrare. Basta varcare l’illuminato arco all’entrata, sotto lo sguardo vigile dei soldatini di legno,  e si è subito in un mondo di fiabe. Ogni singola pianta, ogni singolo lampione, ogni singola giostra è tutta un luccichio di luminarie eleganti. L’insieme è garbato e caldo allo stesso tempo, con il lago con i cigni bianchi di luce, i tronchi fintamente innevati, le palline blu, rosse o viola, la Pagoda Cinese che ospita Santa Claus in carne e ossa, e la Basilica Russa, centro del parco, arricchita dall’albero formato gigante. Al Tivoli c’è uno dei mercatini natalizi più amati e grandi: le casette di legno sono dei piccoli capolavori dove si vendono decorazioni di ogni genere, dal kitsch a quelle più sobri, folletti vestiti da Babbo Natale, ranocchi da appendere, candele dell’Avvento, ghirlande di pigne e bacche per buon augurio. E poi caramelle e dolci, alcuni fatti appositamente per le Feste, liquirizia declinata in ogni modo possibile, e montagne di cioccolato, di cui i danesi sembrano essere ghiotti. Non mancano i cappelli e i guanti di tutti i tipi per sfidare il freddo nordico, gli oggetti in vetro o ceramica, specialità tradizionali artigianali. Mentre i bambini ruotano sulle giostre dal sapore antico e i ragazzi più grandi si tuffano in picchiata dalle montagne russe, le renne brucano in un recinto e i cori natalizi accolgono i visitatori. Il giorno di Natale, poi, nel grande teatro va in scena il balletto “Lo schiaccianoci”, con le scene realizzate sui disegni della Regina Margrethe, che è esattamente come i suoi sudditi, alla mano e lavoratrice. Quest’anno poi il Tivoli per la prima volta da decenni resta aperto per festeggiare Capodanno, con vari party nei ristoranti e i fuochi d’artificio allo scadere della mezzanotte. Uscendo dal parco, l’atmosfera natalizia domina anche il resto di Copenaghen. Lo Strøget, la prima via pedonale d’Europa, lunga due chilometri, il regno dello shopping, è addobbata con cuori rossi giganti e ghirlande, come nelle vie vicine, tutti i negozi sono un brulicare di gente, colori e ornamenti. A metà, sulla grande piazza Gammeltorv/Nytorv (ovvero la “vecchia” e la “nuova” piazza riunite dopo una serie di incendi del XVIII secolo), alle spalle della bella fontana rinascimentale, c’è un altro mercatino dominato da un bianco abete e da piccola giostra con Babbo Natale.
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Tutto intorno le casette di legno vendono oggetti in argento, i soliti cappelli e guanti, ma soprattutto cibo: non solo dolciumi, ma anche gli hot dog con cipolle, tipici dei pølsevogn, i chioschi delle piazze che gli abitanti preferiscono ai fast food. Da assaggiare sono anche la speciale birra, la Julebryg,  a elevato tasso alcolico e gusto ricco, prodotta dai vari microbirrifici sparsi per la città (spesso con annesso ristorante e possibilità di degustazione)  che hanno ormai soprassato in apprezzamento il marchio più famoso della Danimaca, Carlsberg, e il gløgg, una sorta di vin brulé più forte, con uvetta, mandorle, zenzero,  cannella e acquavite, servito bollente. Estremamente tradizionale come l’albero vero, non di plastica, con le candele accese ad ornamento, o i nisser (folletti natalizi) che si vedono ovunque, persino guidare gli autobus, vestiti con pantaloni grigi (ma la gonna per la signora nisse), scarpe di legno e un lungo cappello rosso a punta. Sono dispettosi: si comportano male se tutto non va per il verso giusto così per generazioni i bambini danesi hanno dovuto rappacificarsi con loro lasciando delle scodelle di pappa di riso e latte nascoste in soffitta. Altra tradizione è  il calendario dell’Avvento che i più piccoli appendono alle finestre di casa e sfogliano, dal 1 al 24 dicembre, guadagnando un dolciume o un piccolo gioco ogni giorno. Ogni casa è decorata con raffinatezza e calore, origami di carta, palline o corone di bacche vengono appesi ai vetri o alle porte per buon augurio e rendono tutto più accogliente. È lo hygge, l’arte di vivere danese che spinge a decorare le finestre, a lasciar intravedere l’interno delle case con le candele e ninnoli ed ospitare in modo super caloroso. Gli abitanti di Copenaghen amano la compagnia ed è facile fare amicizia, anche tra i tavoli dei caffè o nelle soste “mangerecce” dei mercatini. Uno dei più frequentati è quello di Christiana, l’ex quartiere hippy, ora sede di artisti alternativi. Le bancarelle vengono aperte solo da dicembre e vendono prodotti di artigianato, ideali per i regalini da mettere sotto l’albero. I doni si possono acquistare anche in uno dei luoghi più caratteristici della città: Nyhavn, il nuovo porto, ovvero il canale costruito nel Seicento da architetti olandesi per facilitare il trasporto delle merci. Lungo le banchine, un tempo zona malfamata, i palazzi hanno tinte pastello, mentre i ristoranti sfilano uno dietro l’altro. C’è l’imbarazzo della scelta. Soprattutto a Natale, quando sul molo si svolge un altro mercatino, tra ghirlande e Babbi Natale, frittelle di mele e le immancabili idee regalo, dove spesso e volentieri nel pomeriggio fino a tarda sera si alternano nel palco allestito cori natalizi, ma anche concerti jazz e degustazioni di birra. Da Nyhaven una lunga passeggiata riporta in centro, passando per il castello di Christianborg, uno dei tre palazzi reali di Copenaghen, oggi sede del Parlamento danese. Da qui, ci si può perdere nelle stradine acciottolate del centro, ammirando i tanti negozi e le festive decorazioni, fino alla Rundetarn, la torre campanile rotonda. Unica nel suo genere, con l’osservatorio in cima voluto dal re Cristiano IV, è affascinante nella salita con la rampa circolare che permetteva di portare con i carri e i cavalli gli strumenti astronomici a 36 metri d’altezza: come secoli fa stregò Pietro il Grande di Russia, oggi ammalia i visitatori che dalla terrazza possono osservare tutta Copenaghen, con le sue case rosse, le chiese antiche, le decorazioni festive e le vie brulicanti di vita e immergersi, ancora una volta, nella magia del Natale.
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In collaborazione con Visitdenmark.com e Visitcopenhagen.com

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