Danzica, la preziosa fenice sul Baltico

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Coste basse, rettilinee e sabbiose, qui sulle spiagge circondate dalle dune e dalle foreste di alberi resinosi  si trova  la stessa resina che, nel periodo terziario, parecchi milioni di anni fa, si fossilizzava diventando ambra, a volte imprigionando insetti o pezzi di piante preistoriche. Gli antichi credevano che la sua lucentezza provenisse dai raggi del sole solidificati e riportati sulla spiaggia dalle onde. Nonostante abbia subito tante distruzioni   nel corso dei secoli fino ad essere rasa al suolo per il 90% nella seconda guerra mondiale, la città  ha sempre trovato la forza e la determinazione necessarie per essere ricostruita, con il suo motto che invita a guardare avanti con saggezza ma anche con fermezza. Nec Temere, Nec Timide , non temerariamente, ma nemmeno timidamente. Capitale della Pomerania, è anche uno dei maggiori centri economici della Polonia; Danzica è¨ il nome in italiano, quello polacco è quasi impronunciabile Gdansk, quarto centro della Polonia, capitale marittima del Paese, una città polacca dall’anima tedesca, contesa tra due popoli, tedesco e polacco, che ha sempre giocato un ruolo di primo piano nella storia della Polonia. La sua posizione geografica le permise di diventare un’importante sede  della Lega  Anseatica ( la potente alleanza tra città mercantili che controllavano il commercio del Mare del Nord tra il XVI e il XVIII secolo ). Nel corso della sua lunga storia divenne oggetto di numerose contese e dominazioni da parte  delle maggiori potenze europee, sino ad arrivare al Trattato di Versailles del 1919 quando si decise che il delta della Vistola sul Baltico insieme a Danzica diventassero “città libera”, sotto l’autorità delle Nazioni e della Polonia, sottraendola in questo modo al potere  tedesco. Sfortunatamente questo avvenimento provocò conseguenze apocalittiche, vent’anni dopo innescò una serie di eventi che portarono la Germania nazista a riconquistare Danzica  aggredendo la Polonia e causando l’inizio del secondo conflitto mondiale. Prima della guerra i tedeschi erano il 95%  della popolazione, dopo la sconfitta furono sostituiti dai polacchi, dando vita ad uno dei tanti esodi post bellici che interessarono gran parte dell’Europa.

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Fedelmente ricostruita mattone dopo mattone, quasi tutto quello che si vede oggi è frutto della sapiente e minuziosa opera di ricostruzione del dopoguerra, la città visse una stagione di grande popolarità negli anni Ottanta con la fondazione di Solidarnosc: dai cantieri navali e con il leader dei sindacati, poi Premio Nobel e Presidente della Polonia, Lech Walesa, arrivarono i primi venti di cambiamento dell’est. La Danzica odierna stupisce ed affascina per i suoi palazzi rinascimentali, le strade pittoresche, le belle case d’influenza architettonica olandese, un’intensa vita culturale, le gallerie  d’arte, i locali e le birrerie all’aperto lungo i moli del porto. Un luogo incredibilmente cosmopolita, con abitanti  in gran parte giovani con tanta voglia di costruire il futuro. Una delle zone più caratteristiche è Glowne Miasto con la lunga Via Reale, simile alle vie reali di Varsavia e Cracovia, era il percorso dei re polacchi nell’entrare in  città. La fontana del Nettuno, sulla Piazza del Mercato, con la sua originale balaustra in ferro battuto del ‘500  con al centro il dio del mare, simbolo della città e della sua potenza marittima, si è salvata dai bombardamenti perchè smontata e messa al riparo in un magazzino. Alcune vie di Danzica presentano un’atmosfera un più bohemienne tanto da essere state  location di fiction cinematografiche tra le quali lo sceneggiato televisivo degli anni ’70 “I Buddenbrock”, preferita a Lubecca, luogo  originaria del libro di Thomas Mann.In tempi passati sui suoi tetti svettavano arditi campanili gotici, sulle sue mura si aprivano imponenti porte,  i due quartieri storici – Stare e Glowne Miasto – traboccavano di case anseatiche e rinascimentali. Sulla Matriacka, la strada della omonima chiesa, la più grande della Polonia, sfilavano negozi d’ambra, il fiume Wisla era solcato  da battelli, lungo il Dlugi Targ, l’antica via del mercato, era un susseguirsi di bancarelle di aringhe e suntuosi  palazzi appartenenti ad una borghesia ricca e colta. Grazie alla paziente e capillare opera di ricostruzione tutti  questi luoghi sono tornati al loro antico splendore e Danzica ha riconquistato per intero l’aspetto della deliziosa  ed affascinante città  baltica, come la Fenice ha saputo brillantemente risorgere dalle proprie ceneri.

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