Sorprese moderne a Bilbao


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Inaugurato nel 1997 e costruito in soli quattro anni su progetto di Frank Gehry con pietra calcarea, vetro e titanio, è famoso in tutto il mondo non solo per l’archittettura dell’edificio, ma anche per la collezione di arte contemponarea permanente al primo piano, mentre il secondo e il terzo piano sono dedicati a esposizioni temporanee: fino a marzo 2011 è in cartellone “Haunted”, mostra di foto, video e performance, e fino a gennaio 2011 “The Golden Age”, un’esibizione di pittori fiamminghi e olandesi, come Rembrandt e Jan Vermeer. Dentro al museo tantissime opere da apprezzare: come quelle dedicate al “Tempo” di Richard Serra, come l’insinuante serpente, o come, tra i quadri, le “Marilyn” di Andy Warhol. A fare da guardia al museo, il simpatico Puppy, un West Highland Terrier formato gigante, ricoperto di 70 mila fiori, che vengono cambiati ogni stagione, diventato ormai il simbolo più pop di Bilbao. È un’opera, ma potrebbe essere anche un arredo urbano, dell’artista americano Jeff Koons, conosciuto da noi anche perché è l’ex marito di Cicciolina. Puppy è divertente, proprio come i tulipani dello stesso Koons che danno un colpo di colore su una delle verande del Guggenheim. Queste si affacciano sul fiume, proprio dove si può ammirare uno dei luoghi più incantevoli di Bilbao: il Paseo de la memoria, un lungofiume incorniciato di alberi e palazzi, nuovi e vecchi, arricchito da panchine, piazze e fontane. Il posto più amato dai “bilbaini” che qui passano a qualsiasi ora del giorno e della notte, portano a spasso i tantissimi e curati cani, fanno jogging, improvvisano concerti.

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Tutto sotto lo “sguardo” protettivo di “Maman”, il gigantesco ragno creato da Louise Bourgeois. Chi ci passa sotto gli accarezza le enormi zampe, quasi come fosse ormai un animale di casa. È un esempio perfetto per questa Bilbao aperta all’arte contemporanea, ma senza perdere la sua identità. Basta un’occhiata intorno al ragno per capirlo: sul lungofiume i lampioni sono a forma di prua di una nave perché qui un tempo sorgevano i cantieri navali, ora soppiantati dal Guggeheim, il ponte La Salve, in vista del quale i marinai di ritorno a casa pregavano Nuestra Señora de Begona, nella chiesa alle pendici del monte che sovrasta la città, è stato rielaborato per celebrare i dieci anni del museo con una struttura rossa ideata dall’architetto francese Daniel Burren, l’università dall’altra parte della riva è rimasta in un edificio di impatto classico. Bilbao, Bilbo in lingua basca, è una città in continua evoluzione, con i cantieri che vanno a passo di marcia e che entro il 2011 la renderanno ancora più nuova. Ma allo stesso tempo la tradizione è ben ancorata alle radici. A volte le due cose si sommano, come nel Museo delle Belle Arti, dove i padiglioni alternano contemporaneo e antico, esattamente come le splendide collezioni presenti che mettono in luce i grandi talenti degli artisti baschi. O come nel mercato della Ribera, del pesce e della verdura, dove le vetrate scintillanti fanno da specchio ai palazzi vecchi del centro storico.

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Lì, il cuore antico di Bilbao è un labirinto a forma di conchiglia fatto di viuzze che si aprono in larghe piazze, dove ogni angolo è pieno di negozi, locali dove giocare lo sport tradizionale basco, la pelota, e bar per assaggiare i gustosi pintxo, elaborate tartine. Queste sono strade che fanno parte del Camino di Santiago: pellegrini di ogni epoca ed età le hanno attraversate visitando le chiese come la cattedrale gotica, dedicata a San Giacomo, o San Nicolas, affacciata sul lungofiume. E proprio riprendendo la passeggiata a piedi, si incrocia un’altra meraviglia moderna: il ponte Zubizuri, disegnato dall’architetto Santiago Calatrava. Bianco e sospeso, è un altro esempio del rinnovo urbano della città: dopo la crisi delle acciaierie, che qui erano l’industria dominante, e un’alluvione negli anni Ottanta, Bilbao ha cambiato volto e continua, incessante, a farlo. Ingressi della metro che sembrano grossi lumaconi di vetro nelle piazze, ex fabbriche trasformate in parchi, ex cantine di vini in centri polifunzionali, con tanto di piscina, ristorante e biblioteca, tram che corrono con le rotaie nel verde, metropolitana collegata all’oceano, una linea per i turisti, la Bilboats, che percorre il fiume e arriva al mare, dove c’è il ponte sospeso di Vizcaya, dichiarato Patrimonio dell’umanità dall’Unesco. Tutto è moderno, super funzionale e pulitissimo: più volte al giorno ogni singola strada viene spazzata dai garbi, le macchinette per lavare i marciapiedi. Ogni piccolo dettaglio rende Bilbao una città accogliente e vivibile.

In collaborazione con Vueling, Ente turismo spagnolo, Basquetour. 

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