Art Nouveau, Praga e l’anima liberty della città

Palazzi con decori esterni, sinuosi disegni sui soffitti e alle pareti, fiori, foglie e figure femminili dai lunghi capelli, vistosi orecchini e sensuali e impalpabili abiti. L’anima Art Nouveau di Praga traspare ovunque, persino alla stazione e alla posta centrale.

E’ facile da trovare, basta un occhio attento e curioso mentre si gira la città. Con undici secoli di Storia, Praga è uno scrigno di meraviglie architettoniche di ogni epoca, dal gotico al barocco, ma è proprio lo stile in voga tra la fine dell’Ottocento e la prima decade del Novecento ad essere più rappresentato, magari in dettagli curiosi.

Merito del fatto che si svolsero la Mostra del Giubileo nel 1891 e nel 1895 l’Expo ed entrambi gli eventi portarono
alla creazione di nuovi impianti, aree e strutture come il palazzo industriale della Fiera, immerso nel parco Stromovka, a Holesovice, ex quartiere industriale, oggi rivitalizzato e trasformato in art district.

Proprio il palazzo della Fiera, con le sua cupola e la scala a chiocciola esterna, è uno dei simboli dell’Art Nouveau di Praga: fu costruito proprio per la mostra del 1891 con travi d’acciaio e assemblato in soli 142 giorni, e tuttora viene usato per festival, esposizioni, convegni, come il recente Future Port Prague, manifestazione internazionale e di grande successo sulla tecnologia.

Di certo la struttura fieristica non è l’unica preziosa opera legata al Liberty. Moltissimi palazzi del centro storico di Praga portano i segni dell’Art Nouveau, con l’architettura, le arti decorative o il design, il tutto ispirato alla Natura.

Il merito dell’esplosione dell’Art Nouveau a Praga è dovuto anche all’arrivo dei primi tram e metropolitane
che portano ad una ristrutturazione del centro storico: alcune zone, come il Quartiere Ebraico e la Città Nuova, Novi Mesto, furono in alcuni casi rasi al suolo e ricostruiti secondo i dettami artistici dell’epoca.

Ecco allora il fiorire dell’Art Nouveau, o Liberty dal nome di un grande magazzino londinese che vendeva
oggetti legati a questa tendenza, nata a Parigi intorno al 1890 e arrivata con enorme successo a Praga, qui chiamata, come in Austria, Secessione.

Lo stile mette l’accento sulla decorazione pittorica e scultorea assumendo spesso le forme aggraziate di una figura femminile e, riguardo all’architettura, sulle inedite possibilità espressive di materiali come il vetro e il ferro battuto, dando vita ad edifici estremamente eleganti.

Nome tutelare di questo movimento è Alfons Mucha, pittore, grafico, fotografo, decoratore. Nel 1887 l’artista ceco, dopo aver studiato a Monaco e a Vienna, partì per Parigi dove conobbe la fama grazie a un manifesto
realizzato per lo spettacolo Gismonda di Sarah Bernhardt.

Mentre il tipografo temeva lo stile non convenzionale di Mucha, all’attrice piaceva moltissimo e concluse subito col pittore un contratto esclusivo di sei anni.

Il primo manifesto teatrale ebbe così tanto successo presso i parigini che alcuni collezionisti cercarono di corrompere l’attacchino affinché cedesse loro la locandina o potessero ritagliarla dalla bacheca con una lama di rasoio.

A Parigi l’artista ceco lanciò un nuovo modo di creare, con motivi floreali e vegetali e figure leggiadre dai capelli fluttuanti, chiamato proprio Stile Mucha, base dell’Art Nouveau.

A Praga è imperdibile una visita al museo a lui dedicato, dove si possono ammirare alcuni quadri, poster, le locandine che disegnò per la divina Bernhard, le foto che scattò alle sue modelle, anche nude, in pose sensuali ancora oggi a distanza di più di un secolo. (https://www.mucha.cz/it/ Kaunický palác Panská 7 110 00 Praga 1)

Il museo, con annesso negozio dove è possibile comprare sounvenir ispirati all’artista e gioielli di design, è solo il punto di partenza per scoprire l’Art Nouveau a Praga, anche perché si trova in una traversa della via commerciale Na Prikope e proprio dietro piazza San Venceslao.

Da qui è facilissimo arrivare alla Posta Centrale, con il bel salone con il lucernario, la Sinagoga del Giubileo o di Gerusalemme, risalente al 1906 con i suoi stucchi rosati, e poi proseguire per la Stazione ferroviaria con la
grande cupola, realizzata dall’architetto Josef Fanta nel 1909 giocando con l’immaginazione, i colori e i particolari ornamentali.

La Stazione è una delle più importanti strutture del periodo, seconda solo alla Casa Civica, in piazza Republiky,
poco passata la gotica Torre delle Polveri. E’ l’apoteosi dell’Art Nouveau praghese, con saloni, auditorium, caffè
e ristorante: costruita tra il 1902 e il 1911, con una profusione di marmi, mosaici e ferro battuto, ha visto tutti i maggiori talenti della Secessione della città compreso Mucha.

Per continuare ad ammirare le opere di Mucha, che curiosamente in ceco significa mosca, bisogna girare
per Praga. Ad esempio uno dei più significativi sono le vetrate che creò per la cattedrale di San Vito, al Castello, ispirate alla nascita del Cristianesimo in Boemia.

Invece, il famoso ciclo pittorico sull’Epopea Slava è oggi conservato alla Galleria Nazionale nella sede del palazzo Veletrzni a Holesovice.

L’Art Nouveau di Praga non finisce certo qui. Esempi eclatanti sono gli alberghi dalle facciate liberty, come Hotel Paris Prague, in pieno centro storico con gli interni originali del 1904 essendo dichiarato Monumento Storico, il Gran Hotel Europa su piazza San Vecenslao, con all’esterno ninfe dorate e all’interno profusione di specchi, l’Hotel e Café Imperial, amato da Franz Kafka, e Art Nouveau Palace Hotel del 1909 e frequentato da personaggi come il tenore Enrico Caruso.

Tra gli innumerevoli esempi liberty, molti palazzi del quartiere Ebraico, l’edificio delle assicurazioni in via Spálená, l’attuale sede del Goethe Institut sul lungofiume Masarykovo nábreží, il ponte Cech, il monumento a Jan Hus in piazza della Città Vecchia, alcuni passaggi, ovvero gallerie commerciali, come il Lucerne Pasaz, e poi insegne, negozi, ristoranti e tanto altro ancora. Tutto più che sufficiente a consacrare Praga come una città simbolo dell’Art Nouveau.

Info: www.czechtourism.com
www.prague.eu

Foto di Sonia Anselmo e www.czechtourism.com
In collaborazione con www.czechtourism.com

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