Svizzera d’inverno, tra sport e feste

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Narra la leggenda che il giovane albergatore Johannes Badrutt, proprietario della pensione Faller (poi Kulm Hotel), fece una scommessa con i suoi ospiti inglesi: avrebbe pagato soggiorno e spese di viaggio se, ritornati in inverno, non avessero trovato un clima mite e soleggiato. Gli inglesi persero la scommessa. Arrivati  a dicembre attraverso il Passo dello Julier, ripartirono a Pasqua abbronzati e soddisfatti. Era il 1864 e da allora St. Moritz e tutta l’Engadina sono protagonisti dello sviluppo del turismo invernale grazie ai turisti inglesi e all’intraprendenza di alcuni albergatori e abitanti del luogo. Le Alpi svizzere, frequentate fino ad allora solo nei mesi estivi, diventano un polo d’attrazione soprattutto per la borghesia britannica. Contemporaneamente, a pochi chilometri di distanza, un’altra località dei Grigioni muove i primi passi nellʼospitalità questa volta grazie a un medico tedesco, Alexander Spengler, che intuisce le potenzialità dellʼaria di montagna per curare le malattie polmonari. Insieme allʼolandese Willem Jan Holsboer – tra i fondatori anche della Ferrovia  retica – aprirà il primo sanatorio di Davos. Due pazienti tedeschi, Friederich Unger e Hugo Richter, giungono in questo villaggio di contadini proprio nel febbraio del 1865. Traggono beneficio dai metodi di Spengler e decidono di fermarsi a Davos dedicandosi alla professione medica e gestendo la pensione Strela. Negli anni successivi accorrono a Davos malati da tutta Europa, fra cui la moglie di Thomas Mann, le cui vicende ispirano il romanzo “La montagna incantata”. La Svizzera inizia ad affermarsi anche come destinazione benessere.
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Furono quindi i Grigioni a guidare lʼavanzata dellʼinverno svizzero, seguiti a ruota dallʼOberland Bernese e dalle Alpi Vodesi.
Lo sviluppo turistico va di pari passo con la diffusione degli sport invernali e delle prime competizioni. Gli inglesi, già appassionati alpinisti, portano in Svizzera mille idee inedite su come divertirsi su neve e su ghiaccio. Tra il 1870 a il 1890 fanno la loro comparsa il pattinaggio, lo slittino, il curling e lʼhockey. Gli sport su ghiaccio furono i primi ad essere introdotti nelle Alpi. Gli inglesi fondano a Davos il primo Club di Pattinaggio (1870) e il primo Club di Curling (1892) della Svizzera. La località grigionese fece costruire la più grande pista di pattinaggio d’Europa (16’000 mq), divenendo alla fine del XIX secolo il centro europeo degli sport su ghiaccio. Tra il 1898 e il 1910 ospitò cinque campionati  del mondo di pattinaggio artistico, disciplina in cui gli atleti svizzeri si sono sempre distinti. Invece il curling, riservato alle classi agiate, rimane a lungo una specialità dei turisti britannici. 
Anche lo slittino, da secoli impiegato come mezzo di trasporto, diventa uno sport e la slitta in legno, fabbricata a Davos, diventa una vera e propria icona. Già nel 1872 gli inglesi costruiscono a St. Moritz, dietro l’Hôtel Kulm, una prima pista artificiale per slitte. Durante la stagione 1884/85 fu realizzata a St. Moritz la leggendaria pista Cresta Run, lunga 1,2 km.
Nel 1892 si tiene a St. Moritz la prima competizione riservata ai bob, inizialmente esclusi dalle corse di slitte. Nella stessa località viene costruita la prima pista di bob (1903/04) che contribuisce in maniera decisiva alla popolarità della disciplina. Solo sette anni più tardi in Svizzera si contano già 61 piste.  L’hockey, in origine praticato sulla terra con un bastone e una palla, fu trasformato da esperti pattinatori in uno sport invernale e chiamato bandy o disco su ghiaccio. Le località vodesi di Leysin e Les Avants, sopra Montreux, svolsero un ruolo pionieristico nell’evoluzione di questa disciplina sportiva.
Fino agli anni ʼ20 lo sport invernale era una pratica dʼelitè. Fu solo lo sci a trasformarlo in un fenomeno di massa. Le Olimpiadi invernali del 1928 disputate a St. Moritz diedero il loro contributo decisivo.
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Nel secondo dopo guerra St. Moritz, Davos, Zermatt e Gstaad erano ormai conosciute in tutto il mondo e la Svizzera si era guadagnata il titolo di destinazione invernale per antonomasia. Le montagne svizzere vengono adattate agli sport invernali e sorgono impianti di risalita e trenini a cremagliera in tutto lʼarco alpino. Oggi si contano 1800 tra funivie, funicolari e skilift. La ricerca dellʼinnovazione in questo campo non è mai cessata. Svizzero è il primo skilift ad ancora al mondo, inventato nel 1934 a Davos, e la prima seggiovia orientabile inaugurata a Laax nel 2012, con design Porsche. La creatività investe anche lʼambito sportivo. Nel 2001 lo svizzero Joe Steiner inventa lʼairboard e nei comprensori vengono dedicate alcune aree a questa nuova disciplina. Numerose, inoltre, sono le conquiste nel  campo della sostenibilità come il primo skilift a energia solare nella Safiental o il primo albergo Plus Energy sul Muottas Muragl.
Per sfruttare al meglio quest’inverno delle celebrazioni sono pronte nuove proposte. A Nax, in Vallese, sbarca lo skijöring, ovvero sciare trainati da un cavallo, già in uso in Engadina, Arosa e Château d’Oex. Al confine con la Francia, nel territorio delle Franches-Montagnes, un altopiano caratterizzato da grandi pascoli e  boschi di abeti, molte fattorie di Saignelegier propongono escursioni a cavallo anche dʼinverno come alternativa alle racchette da neve e allo sci di fondo. Gli appassionati di snowboard troveranno in Laax il posto giusto per le  loro acrobazie, chi preferisce pattinare nel bosco avrà un percorso tracciato in Bassa Engadina, per chi si dedica al pattinaggio su ghiaccio dal 20 dicembre 2014 al 28 febbraio 2015 Interlaken aprirà un’enorme pista, per i golfisti sulla neve c’è Nendaz con il suo campo con le palline colorate, per i provetti sciatori Zermatt propone una pista con telecamere che riprendono e conteggiano la discesa. Inoltre, ovunque offerte speciali, feste e occasioni uniche per celebrare i 150 anni di turismo. Sicuramente, però, l’appuntamento in calendario più curioso è quello che propone Saas Fee in Vallese per ricordare i trent’anni dal video di “Last Christmas” degli Wham!, girato proprio qui nel 1984. Non solo sport, dunque, per il turismo  della Svizzera sotto la neve.
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Foto di Switzerland Tourism
Info: N. verde 0080010020030, www.svizzera.it o info@myswitzerland.com 

 

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