Incontri ravvicinati a Tortuguero in Costa Rica

navigazione sul fiume

La barca avanza lentamente sull’acqua fangosa tra le due rive. Un coccodrillo prende beatamente il sole sulla piccola spiaggia: è gigantesco, immobile, con le fauci aperte, sta dormendo e sembra finto, di plastica, ma non c’è dubbio che appena qualcosa lo distrarrà  si muoverà velocemente. Una mandria di mucche, con i loro fidi aironi guardabuoi, uno per uno, osservano placidamente dall’altra parte del fiume.

Ad ogni angolo una sopresa e un tuffo nella natura più selvaggia, incontaminata, indomita: il Costa Rica è così, totalmente dedito alla conservazione e al rispetto di quello che ha avuto in dono, che è davvero tanto. Tutto ecosostibile, grande attenzione al riciclo, con flora e fauna che sono i veri padroni del Paese. A Tortuguero, nel nord, questo concetto è molto chiaro.

Gli abitanti gestiscono le loro attività con un senso di timore reverenziale verso la natura e chi arriva qui è tenuto a fare lo stesso. Tortuguero è una lunga e stretta striscia di terra tra l’acqua: da una parte il fiume omonimo e gli altri canali, Cano Mora, Harold e Chiquero, che creano un labirinto liquido con diverse diramazioni, dall’altra l’oceano Atlantico, da una parte coccodrilli e caimani, dall’altra onde alte, correnti pericolose, piranha, squali e barracuda.

Meglio non avventurarsi in queste acque se non con una barca. Del resto a Tortuguero si arriva solo così, a bordo di piccoli natanti che fanno la spola tra La Pavona, una sorta di imbarcadero
con lo stretto necessario, e il paese di Tortuguero: una gita che catapulta subito nell’atmosfera
del luogo, un’oretta scarsa di percorso dove se si è già  fortunati si possono ammirare alcuni animali e la vegetazione super lussureggiante, prima di arrivare al molo del villaggio o a quelli dei lodge sparsi lì intorno, tutti costruiti con estrema attenzione all’ambiente.

Abitando in uno di questi lodge è subito chiaro che gli umani devono sottostare alle leggi della natura e inchinarsi ai re della zona: può capitare che un iguana vi dia il benvenuto sul prato,
guardandovi sonnacchioso, che una grossa lucertola dalla coda lunghissima vi osservi sorpresa sulla vostra porta, che un boa cucciolo si rilassi tranquillo sopra le travi del soffitto della reception. Normale essere svegliati dal fragore degli oropenduli che hanno fatto il loro stravagante nido sull’albero davanti alla vostra stanza oppure dalle scimmie urlatrici in vena di giocare sul tetto.

E’ proprio questa la magia del luogo: quella di essere proprio dentro la natura, dentro la foresta con i suoi suoni, odori e sapori. Inevitabile aguzzare la vista e stare all’erta per cogliere ogni minimo movimento in una sorta di animal watching continuo. Già il nome del luogo la dice lunga: Tortuguero, chiamato così perché Cristoforo Colombo quando approdò qui durante la sua quarta spedizione, nel settembre del 1502, trovò migliaia di tartarughe.

Ci sono ancora, ovviamente: quelle lacustri che spuntano scure tra i tronchi adagiati sulla riva, quelle di mare, protette e coccolate, che vengono a nidificare sulla spiaggia dell’Atlantico e che un tempo erano a rischio perché gli indigeni pensavano che le loro uova fossero afrodisiache e quindi le andavano a rubare. Oggi no, dal 1975, anno di nascita del parco, tutto è ben custodito, ci sono volontari e i biologi che si occupano dei nidi e dei piccoli, finché non saranno in salvo nel mare.
Anche perché qui arrivano tre specie di tartarughe: quella Verde, che può pesare fino a 200 chili, la Carey e la Baula, mastodontica che può raggiungere i 500 chili.

La spiaggia dove nidificano non ha niente di caraibico, anzi. Sferzata dal vento e spesso dalle piogge, è una lunga distesa bianca silenziosa e deserta, piena però di ogni detrito che porta la marea, dato che le correnti sono davvero molto forti e proprio per questo nessuno viene a fare il bagno o a prendere il sole. Per quello sono più sicure le piscine dei lodge.

Meglio così perchè la natura deve restare incontaminata e siamo in uno dei tanti parchi nazionali del Costa Rica. Questo è ovviamente il Tortuguero, riserva biologica del prezioso Bosco Tropicale Umido e casa di oltre 2000 specie di piante e 400 di alberi, con al centro un vulcano ormai spento. A seconda del tipo di terreno e di acqua, tutto cambia in pochi metri. Andare alla scoperta di questa meraviglia, sempre con guide esperte che garantiscono la tutela dell’ambiente, a bordo delle barche che si muovono lungo i canali è una suggestione continua.

Gli incontri ravvicinati possibili sono innumerevoli: il mawamba, ovvero l’aninga, un tipo di cormorano locale che ha dato il nome anche ad una parte del parco, si scalda le ali al sole, poco più in là  un caimano si riposa nascosto tra la vegetazione, qualche airone azzurro prende il volo, una lucertola di Gesù non sembra aver voglia di camminare sull’acqua, un gruppo di scimmie ragno si rincorre tra le palme, un tucano lascia nel cielo una scia dei suoi meravigliosi colori, innumerevoli iguane sembrano giocare a nascondino sugli alberi, qualche simpatico bradipo dorme raggomitolato all’incrocio dei tronchi, un jacana si muove becchettando tra le piante acquatiche. E poi lamantini, coccodrilli, altri tipi di scimmie, tapiri, ragni, rane, rospi, pipistrelli, farfalle, fregate, colibrì: in fondo, questo è l’habitat di circa 57 specie di anfibi, 11 di rettili, 309 di uccelli registrati, 30 di pesci d’acqua dolce, compreso il pesce gaspar, e 60 di mammiferi.

Anche la flora non scherza: fiori tropicali spettacolari nei colori e nelle forme, frutta dal profumo inebriante e vegetazione estremamente rigogliosa con foglie gigantesche. Per ammirarla
al meglio, conviene una passeggiata a piedi tra i sentieri nel Mawamba Park, una parte del più grande parco Tortuguero, proprio sulla striscia di terra abitata, dove si possono osservare da vicino le rane in alcuni “ranari” appositi e le farfalle nei “mariposari”.

Anche il piccolo paese di Tortuguero è perfettamente integrato nella natura: case e panchine dai colori accesi, atmosfera caraibica, chiesetta,negozi di souvenir, ristoranti, il molo e un centro espositivo per la tutela e la conservazione del parco. Un borgo dove persino i cestini
della spazzatura sono consacrati agli animali. Perché a Tortuguero ovunque si giri si rimane a bocca aperta, con gli occhi gonfi di bellezza e con il cuore pieno di emozioni.

Dove dormire: Mawamba Lodge Tortuguero, Tortuguero Canalis, 10980-1000 Costa Rica, www.mawamba.com
A pochi centinaia di metri dal villaggio, immerso nel parco tra il fiume e l’oceano, offre bungalow in legno confortevoli e spaziosi, tutto creato con rispetto della natura, piscina, ristorante, bar, molo privato.

Foto di Sonia Anselmo
Info : www.visitecostarica.com

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