Keyodhoo, le Maldive più autentiche in guest house

Il tramonto incendia il cielo di oro e arancio, mentre i canti del muezzin di Keyodhoo arrivano di sottofondo, trasmettendo un senso di pace.

Lo stesso che portano le nuvole bianche sul mare azzurro e sospeso sull’orizzonte curvo, disegnano un paesaggio da paradiso terrestre, qualcuna foriera di pioggia ma dopo pochi minuti di temporale torna il sereno e nel cielo si dipinge l’arcobaleno che spesso si riflette sull’acqua.

Le Maldive sono davvero un sogno, un luogo incantato che sembra un eden incontaminato. Lontano dai resort, la vita
scorre lenta nei villaggi dei pescatori delle isole come Keyodhoo, sull’atollo di Vaavu, raggiungibile con meno di due ore di barca veloce dall’aeroporto e da Malè.

Qui si trovano le Maldive autentiche, quelle che regalano una sensazione di tranquillità, facendo dimenticare
stress e problemi quotidiani. Dove la vita è fatta di pesca e turismo, dove la sera l’illuminazione è quasi
inesistente e si vede la luna piena e le stelle, dove le stradine sono di sabbia così la frequente pioggia
non lascia segni, dove i negozi di souvenir aprono su richiesta e dove si paga solo in contante, meglio dollari o euro, non esiste un bancomat o una banca su tutta l’isola. In compenso c’è un ospedale, mentre la moschea con un piccolo minareto segna il panorama e fervono i lavori di ampliamento del porto e della palestra della scuola.

I bambini ordinati in divisa entrano nelle aule affacciate sul cortile dai generosi fiori e le mura tinte di azzurro pastello, le donne sgranano in strada le verdure o mettono a seccare le tipiche noci locali al sole, gli uomini la sera giocano a carte su tavolini improvvisati, tutti si riposano sulle curiose sedie a sdraio fatte di rete, disseminate ovunque come fossero le panchine di una città occidentale.

E’ la natura la vera regina di Keyodhoo. Un airone si appoggia sulla sabbia, un altro che ha l’ala messa male ed è una mascotte del villaggio staziona imperterrito su un piccolo pontile, la testa di una tartaruga marina fa capolino nelle acque trasparenti del porto, alcuni pesci volanti saltano nell’ora del tramonto proprio a riva.

E poi tutti i pesci della barriera corallina, gli angeli, i picasso, i fucilieri, i chirurgo e i farfalla, quelli più grandi si incrociano in giochi di passaggi veloci nell’acqua più alta, mentre nelle acque basse, tra coralli e rocce, sembra esserci una nursery con i cuccioli dei pesci.

Si lasciano ammirare facendo snorkeling proprio a pochi metri dalla larga spiaggia bianca, dotata di alberi e lettini, con le strutture delle altalene nell’acqua e sovrastate dalle sterne che lanciano in alto le loro grida. Lontano, sui rami all’interno volano i grossi pipistrelli, mentre tra i tronchi è facile avvistare le piccole iguane, agili e veloci.

E’ veramente un paradiso nel paradiso Keyodhoo e sa regalare a chi vuole una vacanza alternativa e meno costosa dei resort, a contatto con i sempre sorridenti maldiviani, un’esperienza davvero unica. Sono tante le guest house presenti e in giro per il villaggio si sente parlare italiano, ormai conosciuto pure dagli abitanti.

Ma se si cerca un trattamento speciale, a cinque stelle, senza spendere una follia, Into The Blue Lodge è l’indirizzo giusto. Erika, umbra, e suo marito Ali, di Keyodhoo, hanno creato una struttura curatissima in ogni dettaglio: cinque camere, due delle quali appena realizzate al piano superiore e con vista tramonto, spaziose, arredamento in legno locale, ampi bagni e dotate di ogni confort, dall’aria condizionata al wi fi e alla cassaforte, anche quella ricoperta di legno.

La differenza è nel trattamento che Into The Blue Lodge riserva ai suoi ospiti: non clienti, ma amici da coccolare, viziare e persino commuovere, come con la sorpresa della cena sulla spiaggia.

La guest house propone ogni giorno un’attività, un’escursione da fare per scoprire i magici dintorni di Keyodhoo sull’atollo Vaavu. Anche qui Ali non lascia mai soli gli ospiti, li guida con mano esperta nel fare snorkeling e cucina ottimi pranzi sulla spiaggia: ricette maldiviane, come il riso, ma anche italiane, con la pasta al dente, perfetta con il pesce locale.

Con la tipica imbarcazione dhoni si solca il mare delle Maldive, se si è fortunati si vedono anche i delfini o qualche tartaruga. Capi, il capitano della barca dal sorriso smagliante e la gentilezza incorporata, e il suo assistente Racheed, giovanissimo e sempre solerte nell’aiutare gli ospiti, fanno parte del trattamento speciale.

Tra le mete da scoprire l’isola deserta di Ambara, con il pontile in legno di facile attracco: palme e altri alberi nel centro, una parte di barriera che si getta a picco nell’oceano, una striscia di sabbia che gioca ad apparire e scomparire con la marea, tantissimi pesci e piccoli aironi per nulla spaventati dagli umani. Sarebbe idilliaca, se non fosse che sono rimasti nell’entroterra i ruderi di una vecchia abitazione di guardiani, con i tetti in lamiera per terra, e i rifiuti che qualche incivile continua a lasciare, nonostante a Keyodhoo siano parecchio severi, giustamente, con le raccolte differenziate.

Altre escursioni irresistibili sono quelle alle lingue di sabbia, piccole isole uscite dal nulla e che subiscono
i capricci delle maree. Per avere l’impressione di essere totalmente immersi nel blu, si va al relitto, punto
ideale per lo snorkeling: si tratta di un peschereccio che qualche anno fa si è incagliato nella barriera, senza
nessun danno umano, ma che è impossibile tirare su, ci hanno provato pure con le boe, ma niente da fare. E’ diventato la casa ideale dei pesci e dei coralli: ammirarlo a filo d’acqua, con una bicicletta che spunta legata a prua, è una grande emozione per chi adora lo snorkeling.

Una volta tornati a Keyohdoo si può prendere un aperitivo in spiaggia, andare nell’affollato bar del porto,
gustare una cena tipicamente maldiviana a buffet al Café Thin Fah Dhandi, dove peraltro lo chef si è abituato
a cucinare piatti italiani ottimi, compresa la lasagna.

Into The Blue Lodge, poi, organizza su richiesta immersioni, pesca al bolentino, crociera al tramonto, e una notte sotto le stelle in un’isola deserta.

Una volta finita la vacanza, non si ha per niente voglia di tornare alla vita quotidiana. Keyodhoo, con l’accoglienza dei suoi abitanti e la strabiliante natura, rimarrà sempre nel cuore e si vorrà tornare a scoprire ancora una volta le Maldive più autentiche.

Info:
www.visitmaldives.com
www.intothebluelodge.com
https://www.facebook.com/intothebluelodge/

Foto di Sonia Anselmo

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