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Mühlebach, ad esempio, con le sue vecchissime case lignee, gli edifici padronali attesta l’antica ricchezza e il potere politico esercitato dalle locali famiglie patrizie e può anche vantare il più antico nucleo abitato di costruzioni in legno di tutta la Svizzera. Nel 1964 il comune di Binn decise di tutelare l’alta valle con vincoli di gestione ambientale per la protezione della natura con un accordo tra la Lega Vallesana per la Protezione della Natura, il Club delle Alpi e la Protezione Ambientale. Del resto la storia della valle parla chiaro: Grengiols, Ernen e Binn per secoli si sono venuti a trovare su un importante asse viario, a cavallo della principale cresta alpina. Il Passo dell’Arbola fu addirittura utilizzato dai celti prima e dai romani poi per diventare nel Medioevo, la via dei commercianti. Lasciate nel cassetto le sue leggende la valle di Binntal è oggi conosciuta per la sua cultura, i suoi tulipani, (è possibile ammirarli a Grengiols) la sua cucina prelibata, ma soprattutto per i suoi straordinari minerali. L’escursione in questa valle costituisce un’esperienza naturale di alto valore emotivo, non solo per i paesini vallesani con le loro case di legno scuro, ma anche per tratti e scorci spettacolari. Poco distante dalla strada principale, verso il Goms, sulla riva sinistra del Rodano si trovano i tre comuni di Grengiols, Ernen e Binn. Il Parco nelle vicinanze del Passo dell’Arbola trova sfogo in un affascinante paesaggio palustre punteggiato da numerosi laghetti alpini cristallini in cui si riflettono il cielo e le catene montane. Nei pressi di Ausserbinn, si rimane senza fiato per l’impressionate gola della Twingi. Ed è in questo posto che in giugno fiorisce la rarissima violaciocca vallesana a picco sulla roccia. Nei campi di segale, poi, sopra Grengiols, a fine maggio si può ammirare il tulipano locale, che allo stato naturale non cresce in nessun altro posto al mondo. In estate, i prati di montagna, soprattutto nella valle Saflischtal, si trasformano in un vero e proprio giardino dei fiori alpini. Il Parco paesaggistico della Valle di Binn protegge un patrimonio naturale e paesaggistico unico.
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I minerali della Binntal
Fin dal XVII secolo la valle di Binn è rinomata per la ricchezza dei suoi minerali. I cristalli rinvenuti nelle discariche della cava Lengenbach, hanno un interesse scientifico e collezionistico di alto profilo. Se ne contano più di 150 tipi e hanno caratteristiche preziose, anche per la la rarità con cui si trovano. Questi luoghi sono, insomma, il paradiso per geologi e mineralologi. Nella valle vi sono miniere di tipo solfureo, da cui si estraggono minerali come la Lengenbachite che prende il nome dalla frazione di Binn, Lengenbach. Sono molti i collezionisti che si aggirano nelle discariche delle miniere alla ricerca di micromount (i cosiddetti microcristalli). Binntal Turismo propone escursioni mineralogiche dove il visitatore potrà armarsi di martello da geologo, e “spaccare” le rocce alla ricerca dei preziosi cristalli. Che forse non avranno un alto valore commerciale, tuttavia il gusto di trovarne uno, renderà l’esperienza davvero unica. Info: Binntal Tourismus – Tel. +41 (0) 27 971 45 47 Mail: tourismus@binn.ch
Come arrivare
La Binntal si trova nel distretto di Goms a nord di Ernen, e confina a sud e a est con l’Italia (provincia piemontese di Verbano-Cusio-Ossola), i monti che fanno da confine con l’Italia sono anche spartiacque con la Valdossola. Vi si arriva facilmente sia in auto che con i mezzi pubblici da Briga o Göschenen, via Fiesch, fino a Binn.
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Curiosità chi erano i Briganti?
Riportiamo di seguito un testo di Francesco Saverio Sipari tratto dalla “Lettera ai censuari del Tavoliere” (1863)
“Lo dirò io, nato e cresciuto tra essi. Il contadino non ha casa, non ha campo, non ha vigna, non ha prato, non ha bosco, non ha armento; non possiede che un metro di terra in comune al camposanto. Non ha letto, non ha vesti, non ha cibo d’uomo, non ha farmachi. (…) Il contadino non conosce pan di grano, nè vivanda di carne, ma divora una poltiglia innominata di spelta (farro), segale omelgone, quando non si accomuni con le bestie a pascere le radici che gli dà la terra matrigna a chi l’ama. (…) Se gli mancano per più giorni gli ottantacinque centesimi, il contadino, non possedendo nulla, nemmeno il credito, non avendo da portare nulla all’usuraio o al monte dei pegni, allora (oh, io mentisco!) vende la merce umana.; esausto l’infame mercato, pigli il fucile e strugge, rapina, incendia, scanna, stupra, e mangia. Dirò cosa strana: mi perdonino. Il proletario vuol migliorare le sue condizioni nè più né meno che noi. (…) Ma il brigantaggio non è che miseria, è miseria estrema, disperata: le avversioni del clero, e dei caldeggiatori il caduto dominio, e tutto il numeroso elenco delle volute cause originarie di questa piaga sociale sono scuse secondarie e occasionali, che ne abusano e la fanno perdurare. Si facciano i contadini proprietari”.
Informazioni pratiche: Vallese Turismo, tel. + 41 (0) 27 327 35 90 (centro di prenotazione diretta), www.vallese.ch – Foto: © swiss-image.ch
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