Un pianista a Taiwan


TAIPEI – Non ero mai stato in Asia prima di questi concerti. Ho girato parecchio grazie alla musica, suonando le tastiere e il piano con molti artisti,ma avevo visitato solo gli Stati Uniti, il Canada e il Brasile. Taiwan è arrivata casualmente: da quasi due anni mi sto dedicando al mio progetto PianoPianoForte”, un cd con brani scritti durante la mia vita (alcuni risalgono a quando avevo diciotto anni). L’ho proposto sul mio Myspace e, proprio quando stavo per mollare, sono finito in vetta alla classifica inglese e americana del social network. Da lì è iniziato tutto. Sono stato contattato da un’organizzazione di concerti asiatica che mi ha proposto di suonare a Taiwan. Sono stati molto seri e discreti, mi è piaciuto il modo come hanno portato avanti le trattative: non pensavo si concretizzasse. E invece sono finito sul palco del National Concert Hall Theatre di Taipei! La prima cosa che mi ha colpito della città è stata la mia faccia sui manifesti di annuncio dello spettacolo: era dovunque, in tutte le strade, e la gente che mi passava accanto mi riconosceva e mi chiedeva l’autografo!

Un’emozione stranissima. Poi sono rimasto colpito dallo stesso teatro: un bellissimo edificio in stile orientale (foto a lato), con all’interno una sala da duemila posti e l’organo a canne più grande dell’Asia. Lì ho suonato il mio piano, le mie composizioni e anche otto inediti che faranno parte del prossimo cd: è stato un modo per capire come possano arrivare al pubblico i miei scritti. I brani sono tutti ispirati alla mia vita, alle mie esperienze, raccontano momenti veri e durante i concerti li introduco spiegando: a Taipei avevo un interprete sul palco per tradurre i miei pensieri. Ho avuto un’accoglienza straordinaria, che porterò sempre nel cuore. Ho sempre apprezzato la loro religione, la filosofia e persino la loro medicina. Ma qui ho riscontrato una disponibilità senza paragoni: hanno esaudito tutte le mie richieste, sempre con il sorriso sulle labbra e una grande gentilezza. Ecco, mi piacerebbe sapere se la loro cortesia è solo un estremo gesto di rispetto o se dentro di loro sono davvero così. Hanno ascoltato la musica con profonda attenzione alle sfumature e i piccoli dettagli che ci sono suonando solo il piano. Dopo il concerto, ho avuto il tempo a disposizione per firmare autografi e fare le foto, il tutto sempre con molta educazione. Mi dispiace solo che tra le prove e i concerti non sia riuscito a fare di più il turista e a vedere meglio la città. Magari la prossima volta! Già si parla di altri spettacoli per il prossimo anno, ci  vogliono otto mesi per organizzarli e lì sono molto precisi per la promozione e il resto.

A Taiwan sono molto ospitali. Mi hanno offerto cibi che non so nemmeno cosa siano e non voglio saperlo! Sono uno curioso, ma la cucina cinese in patria è molto diversa da quella che mangiamo noi in Italia, sono sapori strani per un occidentale. Alla fine per fortuna che c’è il riso: uno aggiunge le varie salse ed è sempre buono. Però il primo McDonald’s che ho trovato mi ci sono fiondato: erano buoni persino i loro panini!

 

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