“Parigi ha un posto nel mio cuore. Ci sono andato in occasione del mio venticinquesimo anno di matrimonio. È stato un viaggio fantastico, magico. Un momento
in cui ho davvero staccato la spina e mi sono goduto ogni momento e ogni angolo di Parigi, bella, culturale, artistica, romantica. Non c’è stato nulla che mi abbia deluso della città, ma c’è stata una cosa che mi ha affascinato più di tutte. Sulla scalinata del teatro dell’Opera c’era un gruppo di ragazzi, evidentemente studenti del Conservatorio e non artisti di strada che hanno messo su uno spettacolo estemporaneo. Hanno iniziato con trombe e tromboni e poi a loro si sono lentamente uniti altri musicisti, riprendendo le note e entrando nel suono e nella magia di un momento che non dimenticherò facilmente. Ero abituato a vedere violini e fisarmoniche a ogni angoli di strada e nelle metropolitane. Certo, pur sempre affascinanti, ma questa sulla scalinata dell’Opera è stata un’altra cosa. Secondo me, chi va a Parigi non può certo perdersi una visita al Centre Pompidou, il magnifico e imponente museo di arte contemporanea. E non può perdersi una puntata alla Tour Eiffel, con la coppa di champagne e le mille luci della città, praticamente ai tuoi piedi. Altra cosa impedibile è la cena su uno dei Bateaux Mouches. Non può neanche mancare un giro ai ristoranti tipici e la scoperta dei loro sapori tradizionali. La vera magia di Parigi è che per quanto i parigini possano essere organizzati, lo sono in maniera naturale, non fanno perdere il romanticismo alle cose e ai luoghi. Sicuramente la capitale francese è stata fonte di ispirazione per “Buona luna”, il mio nuovo album. Non avevo ancora chiaro il progetto. Un artista quando inizia a immaginare un nuovo progetto, sente dentro emozioni che quando sono embrionali non sa neanche come definirle. Ma sa che sono forti. Al ritorno da Parigi è nato “Buona luna”. Anche a Parigi, avevo con me alcuni oggetti da cui non mi separo mai, li ho sempre in tasca, quando sono a Napoli, quando sono in palcoscenico e non dimentico mai di metterli in valigia quando parto: sono una corona e un crocifisso. Adesso mi piacerebbe visitare la Grecia, non quella turistica, però. Sicuramente vedrò Atene, ma sarà una visita di passaggio. Vorrei andare in un’isola che mi permetta più il contatto con la natura che la vita modana”.
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