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Una musica irresistibile, il jazz, e una delle cucine creole più gustose del mondo. Sono i due volti di New Orleans da ammirare almeno una volta nella vita. Alla presentazione del documentario tv “Da Palermo a New Orleans…e fu subito jazz”, Renzo Arbore confessa il suo amore per la città della Louisiana. Dove è andato per ritrovare le origini del jazz e per riscoprirne le origini siciliane. Per l’occasione Arbore va oltre la musica raccontando l’altra New Orleans: quella dei piatti cajun, delle delizie della tradizione creola, delle raffinatezze dell’alta cucina francese. Ma anche la New Orleans che dopo l’urgano Katrina ha ricominciato a vivere, riconquistando la sua vecchia anima. Una città che ha molto da offrire agli amanti della musica e della buona tavola, eppure è quasi ignorata dai turisti. Ma New Orleans è soprattutto jazz. Sulla nascita di questo genere musicale Arbore ha in serbo una grande sorpresa: “Pochi sanno che il 26 febbraio 1917, un musicista italiano di New Orleans, incideva il primo disco al mondo nella storia del jazz. Era siciliano e si chiamava Nick La Rocca”. Con queste parole inizia il suo reportage musicale, in onda lunedì su Rai 2 alle 23.30. Per realizzarlo Arbore ha girato il mondo raccogliendo storie e immagini tra Palermo, Salaparuta, New Orleans, New York e Chicago. Il reportage, con la regia del palermitano Riccardo Di Blasi, racconta tante vicende di musica ed emigrazione, e la vita dei grandi musicisti siciliani negli Stati Uniti, di cui molto spesso in Italia si ignorano il successo e l’importanza nella musica mondiale. Per una strana alchimia, dalla Sicilia e principalmente da Salaparuta sono partite per l’America famiglie che hanno fatto la storia del Jazz e dello Swing. Il 26 febbraio del 1917 negli studi della Victor a New York, una band chiamata “The Original Dixieland Jazz Band” e capitanata da Nick La Rocca incideva il primo disco al mondo di Jazz! La Band si era formata a New Orleans,
tra un gruppo di amici quasi tutti di origine siciliana che suonavano nelle bande locali con strumenti e influenze forti portate con loro dalla terra di origine. “A quel tempo due aziende costruttrici dei primi grammofoni meccanici a manovella si contendevano il nascente mercato della musica riprodotta, la Columbia e la Victor. Entrambe, per spingere le vendite delle proprie macchine, registravano dischi di grandi star del mondo dello spettacolo. La più giovane Victor, grazie alle vendite dei dischi di Caruso e di Sousa, divenne nel 1917 l’industria leader. “Quando la luce rossa si accese – ricordò La Rocca – avemmo il tempo di contare “uno-due” e fu un miracolo, come cominciassimo insieme: non so, forse il buon Dio era con noi”. Il papà di Nick La Rocca era stato addirittura trombettiere del generale La Marmora. E il grande Louis Armstrong dichiara in un’intervista di essersi ispirato giovanissimo proprio alla musica di La Rocca e della sua band, creatrice come dice lui di un “Suono nuovo”. Il filmato si apre e si chiude con una chiacchierata fuori programma da casa Arbore, con Enrico Rava, il trombettista e jazzista italiano più famoso al mondo, il giornalista e critico Marco Molendini, e un collegamento da New York. Renzo Arbore, conducendo di persona le interviste, ha inoltre incontrato a New Orleans vecchi amici e parenti di La Rocca nonché il mitico Louis Prima.
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Foto di Archivio Rai e www.lousianatravel.com