Come si prepara per un viaggio?
Si prepara a propria insaputa, cercando di non chiedersi e di non chiedere, lasciando alla sorpresa la pianificazione, all’insaputa il progetto, e ci si spia.
Cosa non dimentica mai di mettere in valigia?
Partendo dal concetto che per viaggiare bisogna montarsi la testa, metto la testa comprensiva di occhi e orecchie, bocca e naso. Per quanto riguarda i libri, lo spazzolino e le guide, ci pensano loro a entrarci.
Il viaggio che ricorda di più e che porta nel cuore?
Sicuramente la prima esperienza in barca a vela, all’isola del Giglio. In Kenya, da ragazzo con la scuola, e i viaggi fantastici mai fatti ma continuamente vissuti nel presente, nel passato e nel futuro.
La musica che metterebbe nel suo iPod per rivivere le emozioni di quel viaggio?
In Kenya ascoltavo Barry White e rimetterei la sua musica. Ma senza troppe nostalgie, anche perché la musica la fanno i posti e non certo l’iPod.
Il cibo più particolare che ha assaggiato?
Sabbia del deserto, e vento quando ci rimasi davanti a bocca aperta.