Come si prepara per un viaggio?
Mi preparo a caso. In effetti mi piacerebbe, ad esempio, leggere tutto il possibile sulla mia destinazione e organizzarmi, ma non lo faccio mai fino in fondo. A volte riesco giusto a leggere la Lonely Planet mentre sono in volo. Però in qualche modo lo faccio: cerco molto sul web o parlo con persone che sono già state nel posto che mi aspetta. Ecco: parlare soprattutto è la cosa che fa più parte della mia preparazione a un viaggio. È, anzi, proprio una chiave del viaggio.
Cosa non dimentica mai di mettere in valigia?
La mia curiosità. Dirò di più: è lei che parte e spesso io resto a casa. Se invece parliamo in senso materiale, devo dire che in questo io le valigie le sbaglio sempre, dal peso al contenuto. Dovrei magari avere solo vestiti dello stesso colore per non sbagliare negli abbinamenti. Alla fine ho scoperto che porto con me sempre roba che non mi serve. Però fondamentali sono la crema per il viso, il balsamo e un pettine. Sembrano cose futili, ma, soprattutto nei posti caldi, averli o non averli ti cambia la vita. E poi cerco di non dimenticare mai i medicinali da viaggio.
Il viaggio che ricorda di più e che porta nel cuore?
La prima volta che sono stata a Bali. Ero da sola e lo ricordo come un grande cambiamento. Ha rappresentato il viaggio che desideravo da tanto, ma che non riuscivo a fare. Anche perché, da perfetta aracnofobica, fino ad allora mi muovevo solo verso le città. Ricordo anche il soggiorno alle isole Togian, sempre in Indonesia, e lì, devo dire, che di ragni belli grossi ne ho visti tanti.
La musica che ascolterebbe per rivivere le emozioni di quel viaggio?
Potrei proporre mille associazioni, ma per primi mi vengono in mente i Negrita, almeno fra i gruppi italiani. Nella loro musica senti proprio la passione per il viaggio alla scoperta del sud del mondo e dell’animo. Poi Roy Paci e anche gli Aerosmith. Ovviamente (dicevo che mi vengono in mente mille cose) anche la musica locale, specie se il posto ha una forte estrazione musicale, oppure quello che piace alla gente del posto. Faccio un paio di esempi: per un viaggio a Parigi in sottofondo ci starebbe bene il musical “I dieci comandamenti” in versione originale francese, con i brani di Pascal Obispo. A Londra invece, perché no, i Take That. Che sembra un ascolto superficiale, ma se riempiono ancora la Wembley Arena una ragione ci dev’essere e ascoltarli nella “loro” città ti fa entrare meglio nel fenomeno.
Il cibo più particolare che ha assaggiato?
Ancora un’esperienza asiatica: le cose più buone che abbia mai assaggiato sono la zuppa di pollo tom kha gai diffusa in tutto il sudest del continente e i noodles. Ma in generale mi piace mangiare e assaggio tutto. Tranne il chili.