Dopo vent’anni in cui non aveva più inciso un disco, il seminale compositore dell’Ethio Jazz ha dato recentemente alle stampe la registrazione del suo incontro al Barbican di Londra con il collettivo The Heliocentrics, del batterista Malcom Catto (Mulatu Astatke & The Heliocentrics “Inspiration Information” Strut Records). Un lavoro che ha permesso di riaccendere i riflettori su un artista che vanta una carriere prestigiosa, impreziosita dalle collaborazioni che negli anni Settanta ebbe con Duke Ellington. Da anni Mulatu vive tra Addis e Boston, senza disdegnare qualche incursione europea: un nomadismo che gli permette di sviluppare la sua arte ignorando sia i confini tra i generi che, conseguentemente, quelli geografici. Questo cd è una sorta di “the best”, e in quanto tale è inclusivo di molte sfaccettature della sua musica. E’ documentata la complessità della sua proposta artistica, una macedonia fatta di ethio-jazz, inni sacri della musica copta, latin music, musica afrocubana, elementi di improvvisazione… Ascoltandola si capisce perché qualche critico è arrivato a definirlo “il McCartney etiope”.
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A cura di Claudio Agostoni per Radio Popolare