Con Dublinia a spasso nel tempo

{gallery}/dublinia/dubliniagallery1:190:150{/gallery}
Si inzia da dove tutto è cominciato: ovvero dai Vichinghi, che fecero parecchie invasioni da queste parti, prima di stabilirsi definitivamente nell’841, creando  per creare un loro villaggio chiamato An Dubh Linn, ovvero laghetto di acqua nera, oggi Dublino. I Vichinghi ci impiegarono sette giorni di mare dalla Scandinavia per approdare in Irlanda. Il museo accoglie i visitatori proprio con il rumore delle acque, quelle solcate dall’antico popolo, e subito pone l’accento sulla caratteristica di abili navigatori: sono riprodotte le barche con cui viaggiavano per le terre allora conosciute e per le scoperte nuove, navi che avevano tutto, compresi i letti e le toilette. Il mondo vichingo viene poi sviscerato in maniera dettagliata con immagini, filmati, manichini ma soprattutto con giochi interattivi per scovare tante curiosità: dall’uso del famigerato copricapo con le corna, che sarebbe un falso storico, all’alfabeto con le rune, alle molte parole di origine vichinga che si usano normalmente tuttora, da rock a ice. La scoperta dei Vichinghi a Dublino è un evento piuttosto recente, grazie anche al ritrovamento di alcuni scheletri dell’epoca nella zona del Trinity College, ma non c’è dubbio che l’Irlanda debba tanto a questo popolo
di navigatori, guerrieri e commercianti. Secondo gli storici, si deve a loro la creazione di molte città sparse per tutta l’isola, da Limerick a Cork, mentre molti luoghi hanno nel nome una radice nordica, anche se Dublino fu la loro base principale.
{gallery}/dublinia/dubliniagallery2:190:150{/gallery}
Furono conquistatori, razziarono i monasteri dei locali, non per religione ma per soldi, e provocarono guerre, ma inserirono anche l’Irlanda in una rete commerciale al quanto ampia per l’epoca, che andava dal Baltico alla Turchia, e controllarono i piccoli regni locali. Il loro primo re nato in Irlanda fu Olaf il Bianco McAulille, ovvero figlio di Olaf, che fu nominato Re di Dublino. Il museo spiega benissimo come vivevano i Vichinghi, cosa mangiavano, che erano esperti gioiellieri, che coniarono monete. Insomma, non solo rozzi guerrieri. A Dublinia è il momento di un altro salto temporale: si entra in un piccolo tunnel con il rumore di un temporale e la macchina del tempo trasporta all’epoca dell’invasione anglo-normanna. La prima figura che si incontra, quasi fosse un guardiano, è Strongbow, il  mitico arciere al servizio di Enrico II d’Inghilterra. In realtà si chiamava Riccardo di Clare, fu conte di Pembroke e di Buckingham, fu governatore d’Irlanda e morì a Dublino. Al museo le sale dedicate al Medioevo sono poste tutt’intorno ad un plastico che mostra la Dublino di quegli anni, cinta da mura, e che si amplia sempre di più, diventato una città fortificata. Ogni sala, poi, racconta un’atmosfera diversa. Il visitatore sembra essere trasportato in una fiera  paesana con ogni dettaglio in bella vista, dai rimedi degli speziali ai campioni di stoffe in vendita e alla gogna. Si entra poi nella stiva di una nave ancorata su un molo del fiume Liffey per vedere come si commerciava, ci si immerge nel dramma cupo della grande peste del 1300 che decimò l’Europa, Irlanda inclusa, e infine la
ricca casa di un mercante del 1400 apre le sue porte ai visitatori di oggi.
{gallery}/dublinia/dubliniagallery3:190:150{/gallery}
Dublinia chiude con l’ultimo livello, quello dedicato agli archeologi, a cui si devono le scoperte che hanno portato a chiarire il passato della città. Qui, i ragazzi possono approfittare dei laboratori per provare il brivido di diventare cacciatori di tesori, che siano oro o ossa, come gli scheletri in mostra, come Maggie, una dublinese del Medioevo. Oppure a improvvisarsi detective alla scoperta del puzzle che è la Storia. Dublinia finisce in bellezza: dopo tante curiosità, si esce nell’attigua cattedrale di Christ Church, emblema della città medievale. Nella sua cripta, c’è la tomba di Strongbow: così il cerchio temporale si chiude al meglio.
{gallery}/dublinia/dubliniagallery4:190:150{/gallery}
compass1ok Clicca qui per vedere la mappa su Google

mondo Articoli correlati
Dublino dell’anima dark

Foto di Sonia Anselmo e Turismo Irlandese

In collaborazione con Turismo Irlandese
Per informazioni Ufficio per il Turismo dell’isola d’Irlanda, Piazzale Cantore 4, 20123 Milano, tel.02 48296060, aperto al pubblico dal lunedì al venerdì dalle 14 alle 17,    informazioni@tourismireland.com, www.irlanda.com, www.facebook.com/turismoirlanda, www.youtube.com/turismoirlandese

0 Condivisioni

Lascia un messaggio