Eur, giro in bus del quartiere di Roma della Formula E

Eur per passione. Perché le nostre radici sono qui, ci siamo nati e cresciuti, ci viviamo. Perché appena vediamo la
cupola della basilica di Santi Pietro e Paolo da lontano, apparire dal viadotto della Magliana o in fondo
al panorama romano di un hotel del centro, scorta dal finestrino di un aereo, o scagliarsi contro l’arancio del tramonto, ci commuoviamo, ci batte il cuore.

Eur per noi, compresa chi scrive, è sinonimo di casa. Per altri è solo un quartiere di Roma, per alcuni rappresenta l’architettura del Novecento e del Razionalismo Italiano, per altri è un’infamia legata a Mussolini che lo volle e per questo va distrutto e depredato, per altri è il parco dove passeggiare sotto i ciliegi e fare hanami, la recente moda copiata dal Giappone, oppure è la zona a luci rosse con le prostitute in strada 24 ore su 24, o quella dei divertimenti con parecchie discoteche. Infine, negli ultimi due anni è la sede della Formula E che porta l’Eur al centro di un evento sportivo mondiale, sotto i riflettori della tv, ma anche che blocca l’intero quartiere per giorni, con spalti, tribune, box, transenne e tutto quanto ne consegue.

Per far vedere la bellezza dell’Eur con gli occhi di chi ci vive, prima dell’avvento del E Prix, è stato organizzato un tour gratuito su un bus a due piani. L’hanno voluto Ripartiamo dall’Eur Onlus, associazione di abitanti molto determinati a riportare il quartiere al decoro e allo splendore di un tempo, con tantissime iniziative sul territorio proposte dalle singole commissioni che ne fanno parte (da concerti e letture a pulizia dei viali e aiuole, da passeggiate nel verde a coinvolgimento degli studenti di zona per capire meglio la mobilità elettrica e l’impatto sull’ambiente) e da Etic, ovvero Turismo, Innovazione e Commercio, la rete delle imprese dell’Eur costituita per valorizzare un quartiere dalle mille potenzialità.

La partenza del bus era a viale Europa, cuore, asse portante e immagine del quartiere. In passato arteria dello
shopping elegante, spesso ha dovuto sottostare alle regole di mercato, con l’inflazione di bar con tavolini
di caffè all’aperto e persino bancarelle. Anche la sua prospettiva non è più quella di una volta: danneggiata
per sempre dalla Nuvola dell’archistar di oggi, che si è mangiata impunemente metri di strada, i marciapiedi e due file di tigli.

Il circuito dell’E prix passa proprio davanti all’edificio recente, per poi avere il clou con la rotatoria dell’Obelisco, piazza Marconi. Anche il bus turistico ci è transitato per far ammirare le costruzioni bianche con le colonne che compongono l’aspetto neoclassico dell’Eur: sono sede di alcune discoteche, ma soprattutto del Muciv, l’insieme dei tre musei, Preistorico Etnografico Pigorini, dell’Alto Medioevo e quello delle Arti e Tradizioni Popolari, più alcune sale dedicate al Museo dell’Arte Orientale, da poco trasferito all’Eur. Tutti i musei sono
interessantissimi, spesso sottovalutati, ospitano mostre temporanee ed eventi a tema, e sono visitabili con un unico biglietto: per informazioni www.museocivilta.beniculturali.it/.

Alle spalle, l’altro asse dell’Eur collega due edifici simbolo, il Palazzo dei Congressi e il Palazzo della Civiltà e del Lavoro, meglio conosciuto come Colosseo Quadrato, oggi Palazzo Fendi. Le grande statue con i cavalli ai quattro angoli si scagliano nel cielo azzurro e sono testimoni silenziosi dell’Eur.

Rappresentano i Dioscuri, mentre le altre statue poste tra gli archi delle facciate sono allegorie delle virtù del popolo italiano. Sulla collina, il Palazzo della Civiltà è uno degli emblemi del quartiere, ritratto in film,
video, servizi di moda e persino copertine di cd, un po’ come è successo per quasi tutto l’Eur. Da Fellini in poi si è perso il conto di quante pellicole, fiction e clip siano stati girati tra queste strade, dall’ “Ultimo bacio” a “Distretto di Polizia”, da “Inno nazionale” di Luca Carboni a “Salirò” di Daniele Silvestri.

A fare da naturale scenografia è spesso anche il Parco con il Laghetto: in primavera si riempie dei colori dei fiori di ciliegio e da un paio d’anni è di moda fare hanami, ovvero i pic nic in stile orientale, tra i prati. Gli alberi ornamentali furono donati dal Giappone all’Eur per le Olimpiadi del 1960: del resto molte costruzioni, persino lo stesso laghetto artificiale, oggi dalle acque non limpide e fortunatamente ancora abitato da pesci e anatre, furono usati per quella manifestazione o edificati appositamente, come il Velodromo, ormai abbandonato da decadi.

L’evento sportivo di questi anni è invece la Formula E: il bus ha seguito il suo circuito e i “dietro le quinte” passando davanti al Salone delle Fontane, usato oggi come sede espositiva e fieristica, il Lunaeur, riportato recentemente alla giusta gloria, l’Archivio di Stato, ha costeggiato il Palazzo dei Congressi e gli eucalipti che vennero piantati per arginare l’umidità della zona, mentre in lontananza si è vista la mole del Palazzo dello Sport, o Palaeur o Palalottomatica, realizzato da Pier Luigi Nervi e che ha ospitato negli anni il gotha della musica italiana e internazionale.

L’Eur, o meglio Esposizione Universale Roma o E42, fu ideato in vista dell’Esposizione Universale del 1942 negli
anni Trenta e furono chiamati a collaborare numerosi archistar dell’epoca, come Giuseppe Pagano Pogatschnig, Luigi Piccinato, Luigi Vietti, Adalberto Libera, Gaetano Minnucci, Ernesto Lapadula, Mario Romano, Luigi Moretti, sotto il coordinamento tecnico di Marcello Piacentini, il cui lavoro è stato recentemente rivalutato.

L’ispirazione è quella dell’urbanistica classica romana, con cenni del Razionalismo italiano, che rendono il quartiere unico e la forma è quella di un pentagono. I lavori furono interrotti per la Seconda Guerra Mondiale e vennero ripresi negli anni Cinquanta per le Olimpiadi, facendo qualche modifica rispetto al progetto originario.

Il bus con a bordo tantissimi abitanti, visitatori, bambini e persino cagnolini, in un’atmosfera di festa, ha finito il giro dove l’ha iniziato: su viale Europa, sotto le scalinate della chiesa, così iconica. La Basilica dei Santi Pietro e Paolo, con davanti le enormi statue dei due Santi, bianca come tutti gli edifici dell’Eur, è un altro simbolo: dal piazzale su cui è costruita si gode una veduta che nei giorni tersi arriva fino ai Castelli Romani e soprattutto su viale Europa. Purtroppo da qui si vede chiaramente la simmetria voluta dagli architetti del Novecento e distrutta da quelli degli anni Duemila.

Una delle tante violazioni che ha subito questa zona per anni e contro le quali combattono con grande
determinazione e caparbietà gli associati di Etic e di Ripartiamo dall’Eur, che mettono la loro diverse professionalità e il loro tempo al servizio del quartiere, con amore e orgoglio, e lentamente stanno vedendo qualche frutto. Anche con le iniziative come il tour in bus, che presto verrà replicato con una serie di visite guidate a piedi per il quartiere. Per chi vuole approfondire la sua storia e la sua architettura e non si limita a vederlo come scenografia della Formula E.

Info https://www.facebook.com/RipartiamoDalleur/
https://www.facebook.com/ETICEUR/

Foto Sonia Anselmo, Etic

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