Sulle orme degli Aborigeni

 

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Il bacino linguistico di 250 idiomi e la commistione di popoli provenienti da oltre 140 Paesi al mondo costituì una delle più interessanti e complesse culture tribali, che nella regione del Victoria è tuttora  rappresentata dai Koorie e Kulin, la popolazione indigene di questa area. Adesso, alla mostra si può ammirare la più grande raccolta di testimonianze della popolazione Koorie e ripercorre lo sviluppo della loro cultura, che affonda le radici in duemila generazioni ed è ancorata al presente e protesa al fututo. Con “First Peoples”, attraverso un percorso  multimediale, il visitatore può usufruire delle testimonianze dirette di membri delle popolazioni aborigene di tutte le età,  dai 7 agli 82 anni. L’esposizione traccia un quadro dettagliato del complesso sistema sociale, culturale, linguistico  (vi sono oltre 40 gruppi linguistici solo nel Victoria) e economico di queste popolazioni in relazione anche al tessuto sociale contemporaneo. Inoltre, si possono ammirare più di 600 reperti e numerose opere di artisti aborigeni contemporanei,  oltre che apprendere infinte informazioni sulle leggende e la cultura di queste popolazioni: come ad esempio quella di Bunjil,  l’aquila dalla coda cuneiforme che incarna lo spirito creatore che ha dato vita a tutte le forme viventi e alla Terra. La particolarità di Melbourne e del Victoria è che la cultura di queste popolazioni è viva e presente per le strade  della  città o tra i parchi e le riserve naturali che costellano la regione. Può capitare infatti di imbattersi in qualche abitante alle prese con il didgeridoo, lo strumento a fiato dal suono ipnotico realizzato dagli indigeni australiani circa 1,500 anni fa e che ora affascina con la sua originalità il pubblico di tutto il mondo. Non è raro incontrare in un parco ragazzi che si sfidano al lancio del boomerang e trovare qualche esperto che si offra di impartire lezioni  su come utilizzare questo strumento unico: anch’esso è frutto della tradizione aborigena che oggi rivive sotto altre  forme e che continua a fare parte delle abitudini degli abitanti.
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Inoltre, una volta visitato il Melbourne Museum, se si vuole approfondire l’argomento c’è l’imbarazzo della scelta. Ad esempio, la conservazione della cultura delle popolazioni originarie è la missione anche del Koorie Heritage Trust, che si occupa di tramandarla e promuoverla attraverso iniziative, come corsi e seminari, e mostre con performance dei  nativi stessi. Oppure il Royal Botanic Garden di Melbourne permette di intraprendere un viaggio attraverso le terre ancestrali dei Kulin, partecipando alla Aborigenal Heritage Walk: qui si potranno toccare con mano le erbe e le piante utilizzate  a scopi terapeutici e partecipare alla tradizionale cerimonia del fumo.  Se ci si dirige verso la costa sud-orientale si ha l’occasione di visitare Tower Hill, dove oltre ad ammirare la natura rigogliosa del luogo e le specie animali che la popolano come koala, canguri, emu e echine, è possibile  avventurarsi tra i resti di un antico villaggio in uno scenario particolarmente suggestivo. Il vulcano spento ospitò  infatti circa 30 mila anni fa un insediamento aborigeno che ora è visitabile grazie alla cooperativa aborigena locale, Worn Gundidj Aboriginal Cooperative, che offre a chi arriva l’occasione di ammirare opere d’arte e artigianato aborigeno e acquistare alcuni tra i manufatti degli artisti del luogo.  Per meglio addentrarsi nello spirito e nella natura di Tower Hill, vale la pena di approfittare anche dei tour guidati  dagli esperti della cooperativa, che offrono tanti spunti per capire al meglio lo stile di vita e l’unicità di questi luoghi. I nativi popolano la regione del Victoria e accompagnano il viaggio di chi vuole scoprire ogni lato della cultura di questi luoghi. La catena montuosa  dei Grampians è uno dei siti più importanti del continente per l’arte rupestre, sia per la qualità della conservazione, sia per il numero di testimonianze. Ammirare il tocco delle mani degli uomini che migliaia di anni fa popolavano questi luoghi è un’esperienza unica, che qui trova la sua massima espressione.  Inoltre il Brambuk Aborigenal Culture Centre permette di ripercorrere nel dettaglio la storia di questi resti e conoscere, ad esempio, quali sono le sei  stagioni che scandivano la vita dei “first peoples”. Niente di meglio per scoprire tutte le tracce degli aborigeni.
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Foto e info www.visitmelbourne.com e www.visitvictoria.com

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