Cervo e la musica a picco sul mare

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Per arrivare alla parte antica del paese bisogna arrampicarsi, sebbene di pochi metri, sulle colline alle spalle del mare e si entra dunque “a monte” e non a mare come nella maggior parte dei casi. Il borgo, ben restaurato e conservato e dove si circola solo a piedi, si dipana in discesa degradando verso l’acqua. I carrugi (le strette viuzze tipicamente liguri che servivano e servono per difendersi anche dal vento e dal sole) proprio per il fatto che il borgo, è molto “chiuso”, non sono così evidenti. Entrando da una bella porta di pietra in una piccola piazzetta che porta verso il basso, s’inizia già a capire ciò che ci aspetta: vicoli con gradini e discese con l’acciottolato per terra ci fanno tornare indietro nel passato e respirare un’aria differente. Anche nelle ore più calde la temperatura non è mai infuocata e la ventilazione garantisce un refrigerio invidiabile. Il tutto circondato da un piccolo e discreto agglomerato di tipici negozi di souvenir, che non disturbano. Veramente pochi passi per arrivare a quello che è il gioiello del borgo: la piazza San Giovanni, detto Sagrato dei Corallini, sormontata dall’omonima chiesa. Sospesa tra cielo e mare la piazza è un vero balcone sulla costa. Sotto il paese degrada verso il Mar Ligure, con lo sguardo che può correre senza nessun ostacolo. È uno spazio aperto, centro di un paese che invece si racchiude su sé stesso. Ovunque in e da questa piazza si vedono, nella stagione estiva, le macchie di colore che regalano le fioriture delle bouganvillee. Un angolo, uno scorcio mozzafiato dominato dall’imponenza della chiesa che sovrasta l’intera piazzetta. Un borgo di grande suggestione assolutamente da visitare anche se solo di passaggio sulla costa ligure.

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Da non perdere. Se poi avete un po’ di tempo ci si può spingere ancor più all’interno e in pochi chilometri si arriva sulle colline per visitare Villa Faraldi, uno dei borghi dell’entroterra “occupati” dagli stranieri che li hanno salvati dalla decadenza. Provenienti dal nord Europa sono spesso artisti che hanno trovato nell’interno ligure un habitat ideale per le loro attività creative. Villa Faraldi, anch’esso sede di un festival, è inoltre un’occasione per visitare le opere d’arte all’aperto realizzate e donate dagli “invasori” stranieri che ormai sono diventati parte integrante del tessuto sociale della cittadina.

Dove dormire: Pochi gli alberghi a Cervo (due), qualche campeggio, ma soprattutto molti B&B alcuni all’interno del borgo per varie tasche e diverse tipologie.

Dove Mangiare: Sulla tavola il trionfo della cucina mediterranea, con olio d’oliva protagonista. Due ristoranti (altamente) consigliati (perché provati di persona): il San Giorgio e Serafino entrambi con una strepitosa vista mare.
Info: www.cervo.com.

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