Calabria, andar per santuari e borghi marini

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La Calabria tirrenica dal finestrino dell’aereo testimonia una perseverante strategia di conquista tra terra e mare. Paesi acquattati tra le pieghe della montagna, distesi su un pianoro, inseguiti dal mare oppure rotolati per coste ripide, rimasti in bilico, o posati sul lungomare. Terra non facile da abitare, 780 chilometri di coste, ma chiusa nelle sue montagne.

La Calabria ha svolto un ruolo particolare nella storia del Mediterraneo, e luogo di osmosi
tra spiritualità orientale e occidentale. Oggi rimango i monasteri e un intenso movimento di persone locali e non, che raggiungono questi luoghi di culto, per spirito religioso, ricerca spirituale e come semplici turisti per il valore monumentale. A onor del vero, molti monasteri sono collocati in siti in cui viene spontaneo contemplare la bellezza del creato.

Il viaggio attraverso la Calabria dei monasteri parte dall’inizio. Il Santuario di San Francesco di Paola accoglie un considerevole afflusso di credenti, si inserisce tra le principali mete italiane del turismo religioso.

La vicenda terrena di San Francesco di Paola è stata straordinaria, anche se molte delle notizie biografiche si perdono nel si dice. San Francesco nacque a Paola nel 1416 e morì in Francia alla veneranda età di 92 anni. Francesco fu un personaggio scomodo, operò in difesa degli umili, fu un grande taumaturgo, istituì l’Ordine dei Minimi, con una regola molto austera. Ironia della sorte, a lui così umile Papa Sisto IV ordinò di andare a Parigi, alla corte del re Luigi XI, gravemente ammalato. Il frate calabrese, di fatto, si trovò a essere una pedina nella scacchiera diplomatica europea.

La costruzione del convento, poi santuario, è densa di eventi miracolosi, significativi di un Francesco che risolveva aspetti quotidiani e umani compiendo miracoli. La struttura si è sviluppata a partire dalla piccola grotta, dove Francesco, all’età di tredici anni, visse da eremita, vari gli ampliamenti e modifiche, ultimo intervento è stato costruzione della nuova sala liturgica, inaugurato nel 2000.

Paola è una città  del Sud, di panni stesi, ragazzi, che fortuna, giocano in strada, in alcuni squarci urbani ricorda Napoli. E’ superfluo affermare che la devozione a San Francesco è palese, siamo nella sua città. La città ha vissuto sorti discontinue di benessere e notorietà, fu importante porto commerciale, poi nel XVI la peste la segnò duramente, poi tra la fine del 1600 e 1700 tornò a brillare. Purtroppo il cielo grigio e la pioggia non mi ha lasciato, il tempo di intrufolarmi nei vicoli e godermi le piazze con vista mare.

Da Paola, proseguendo la linea della costa in direzione sud e salendo di qualche chilometro, si arriva a un borgo evoluzione di un castello medievale. Belmonte Calabro (Cs) è il prototipo del paese spopolato, arrancato sulla costa, inondato di luce e silenzio, chi ci vive, lo abita con cura. Il suo territorio va dal mare alle montagne, famoso per il pomodoro, che si presenta grande e dal colore pallido quasi rosato.

Il centro storico scivola sulla terrazza sul mare con alle spalle un palazzo signorile in stato di abbandono, in lontananza Stromboli, l’isola vulcano, interrompere la linea perfetta dell’orizzonte liquido. Nel saliscendi di scale, chiassi e vicoli, interventi di recupero si alternano a facciate cadenti, testimonianze di un ruolo importante, fu fondato nel XIII e raggiunse un’importanza tale tanto che nel 1600 fu istituito il titolo di Principe di Belmonte.

Dove Dormire: Best Western Villa Fabiano Palace Hotel L’hotel si trova a Rende (Cs), un’ora dall’aeroporto di Lamezia Terme, 40 minuti da Paola, praticamente a Cosenza. Camere arredate bon ton, anche gli spazi comuni seguono la linea del misurato con dettagli più dolci e informali. L’hotel è dotato di centro benessere, piscina e palestra con corsi aperti al pubblico e ai clienti, con disponibilità  di personale trainer. Purtroppo ho provato solo la piscina, certo non è un’olimpionica, ma è molto rilassante, anche per solo qualche minuto sotto il getto di acqua. www.villafabiano.it

Dove mangiare: Il Ristorante Quasimodo ho trovato ottimi alcuni piatti come il millefoglie di pesce spada o la tagliata di tonno rosso, in altri mi sembrava mancasse qualcosa. Una presentazione attenta da osservare, insomma un buon ristorante dove la centralità dell’incontro non il cibo, ma altro.

Al di là della tradizione gastronomica rosso e piccante la Calabria offre sapori inconfondibili.
Una ghiottoneria sono le Crucette, ossia fichi essiccati aperti e disposti a croce, passati al forno, arricchiti con mandorle, noci, scorzetta di arancia o limone. Su questa base tradizionale si possono fare e degustare intense variazioni, come la copertura di cioccolato, oppure semplice fichi essiccati.

A Belmonte Colavolpe è una dolce sosta. Da un secolo la Famiglia Colavolpe si occupa della lavorazione e conservazione dei fichi in maniera tradizionale e con nuove idee, che potrebbero essere ottime delizie per le prossime ceste natalizie.

Info www.turiscalabria.it/

Foto di Maria Luisa Bruschetini

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