Bologna, vocazione musicale

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Bologna ospita di continuo festival musicali e  concerti in qualsiasi spazio disponibile, non solo i locali. Tra i più usati, il teatro Comunale, inaugurato nel 1763, che ha ospitato opere di Rossini, Verdi e Wagner: molte delle prime italiane dei drammi del compositore tedesco. A pochi passi dal teatro, si trova un laboratorio artigianale dove ancora si tramanda l’antica tecnica liutaia bolognese, cominciata nel XV secolo. Da sempre immersa nelle sette note, la tradizione musicale risale al Medioevo,  Bologna è stata nominata dall’Unesco Città Creativa della Musica, un prestigioso riconoscimento che si fonda sulle eccellenze del passato e sulla richezza delle proposte del presente. Classica, jazz, lirica, pop, rock, d’avanguardia: di tutto e di più. Bologna ho ospitato Doninzetti e Rossini, ha visto suonare Miles Davis e Louis Amstrong, è stata al centro della scena degli anni Ottanta del Novecento, con gruppi come Skiantos, è legata a Dalla, ma anche a cantautori come Luca Carboni e Cesare Cremonini e al mito di Gianni Morandi da Moghidoro, provincia di Bologna. 
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Numerose le manifestazioni di ogni genere, sparse durante l’anno, dal Festival Jazz a Rock in Idro o Strummer Live Festival, dedicato al leader dei Clash, quest’anno il 30-31 maggio e il 1-2 giugno con in cartellone Iron Maiden, Black Stone Cherry, Fatboy Slim, Queen of the Stone Age, mentre non è difficile incontrare ad ogni angolo della città musicisti di strada.
Esiste un percorso da fare sulle tappe inerenti alle sette note. Non solo il teatro comunale, ma anche svariate chiese, come quella di Santa Maria dei Servi, dotata di un organo a trasmissione meccanica, protagonista di molti concerti odierni, e quella di Santa Cristina, risalente al 1247 e usata come architettonico strumento musicale, data la sua stupefacente nitidezza acustica, e famosa anche per le suore musicanti, dove le sorelle cantavano nascoste in un’aula dietro l’area absidale per non essere esposte a occhi indiscreti, mente la voce si propagava senza eco in tutto l’edificio religioso. Santa Cristina custodisce anche due tesori artistici, le uniche sculture di Guido Reni, e vari capolavori della scuola bolognese dal Cinquecento al Settecento. Il percorso sulle meraviglie architettoniche e sulle note continua con la Basicila di San Petronio, in piazza Maggiore. È la più importante cappella musicale, istituita nel 1436, con una fama europea, con un organo
monumentale tuttora funzionante, costruito negli anni Settanta del Quattrocento: è il più antico al mondo tuttora in uso. Su piazza Maggiore, poi, si affacciano alcune delle più importanti campane cittadine, destinate a scandire fin dal Medioevoil ritmo degli eventi civili e religiosi. La prima venne sistemata all’inizio del Quattrocento sulla Torre dell’Orologio del Palazzo Comunale, seguita dalla gigantesca campana, di circa 47 quintali, sulla Torre dell’Arego, usata per richiamare la cittadinanza in occasione degli avvenimenti particolari. E poi c’è quella del campanile di San Petronio, realizzata nel Cinquecento, con un sistema di montaggio che consente il concerto di quattro campane con una rotazione di 360 gradi, un’arte detta alla “bolognese” e tramandata ancora oggi da padre in figlio. Il tour musicale continua poi con il famoso Conservatorio Giovan Battista Martini, che ebbe come allievi Gaetano Donizetti e Gioacchino Rossini, il convento di San Francesco dove visse Padre Martini, noto per la grande erudizione musicale in tutta Europa, che portò in visita nella sua cella personaggi come Mozart e Bach, e oggi ospita un museo della musica, l’Accademia Filarmonica, con i tanti componenti illustri nel corso dei secoli, la Basilica di San Domenico con il suo coro antico, le case di Doninzetti e Ottorino Respighi, persino il cimitero
monumentale della Certosa, con le tombe di artisti. Per chi ama più il cantautorato italiano, una sosta d’obbligo è la piazza Grande cantata da Lucio Dalla, anche se poi diversamente da quanto si crede, non è Piazza Maggiore, il fulcro di Bologna, ma piazza Cavour, dove l’artista abitò da giovane. Ma nell’immaginario collettivo rimane piazza Maggiore, inevitabile tappa di chi passa per Bologna.
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Maestosa e vasta, circondata da portici, con la Basilica di San Petronio e molti edifici di epoca
medievale, come il Palazzo del Podestà. Nei secoli era la piazza del mercato, oggi è uno dei punti di ritrovo di bolognesi e turisti. Da visitare, la piazza attigua del Nettuno, la celebre fontana, e il palazzo dell’Archiginnasio, un tempo sede dell’antica Università, ora una delle biblioteche più fornite del mondo, le vie attorno, il Quadrilatero, con i negozietti e i bar all’aperto. Bologna, però, è anche la città delle torri: realizzate in muratura, svolgevano funzioni militari di segnalazione e di difesa, oltre a rappresentare l’imponenza e il prestigio della famiglia che le fece erigere, alla fine del XII secolo se ne contavano un centinaio, di cui solo una ventina sono ancora visibili, sopravvissute a incendi, guerre e fulmini. Le più famose sono quella degli Asinelli e quella della Garisenda, che svettano insieme nel punto di ingresso in città dall’antica via Emilia. La Torre degli Asinelli, risalente agli inizi del 1100, si può scalare con i suoi 498 gradini che portano in cima e un panorama dall’alto della città. Oggi sotto il portico sono state ricollocate alcune botteghe di artigianato a ricordo della funzione commerciale svolta dal medievale mercato di mezzo. La vicina Torre Garisenda è più bassa, con un forte strapiombo dovuto a si differenzia visivamente per la minore altezza di soli 47 metri e il forte strapiombo dovuto al cedimento del terreno: Dante, che la vide ancora integra,  la paragona ad Anteo chinato nel XXXI Canto dell’Inferno. Insieme le due torri sono il simbolo di Bologna, da qui si può partire per un giro dei negozi del  centro e scoprire che la musica resta un elemento fondamentale della città. Come in quella pasticceria-gastronomia che mette in vetrina una torta ispirata a Lou Reed, ai  suoi Velvet Underground e Nico e alla celebre copertina di Andy Warhol. Un modo per ricordare che le sette note, qualsiasi sia il genere a cui appartengono, a Bologna sono sempre benvolute.
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Foto di Massimo Bernardi e www.bolognawelcome.com, ©Comune di Bologna
Info www.bolognawelcome.com

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