A caccia di Angeli e Demoni a Roma

 

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Gli indizi, il simbolismo e  gli elementi naturali, sono nascosti in luoghi importanti: piena di tesori  monumentali ed artistici per eccellenza, Roma viene usata proprio come parte integrante della storia e non solo come sfondo ideale alle gesta del professore. La capitale d’Italia vista dall’alto è un labirinto, così la definisce l’autore americano, tra i quali il popolarissimo  “Il Codice Da Vinci”, ed il recente “Inferno”, da poco nelle librerie.  Per scoprire la Roma di “Angeli e demoni”, il percorso  ideale comincia dal Pantheon, tempio circolare dedicato a tutti gli dei,  sormontato da una maestosa calotta  emisferica, con un foro al centro della cupola. Costruito nel 27 a.C. e ricostruito per volere dell’imperatore Adriano nel 118 d.C. circa, all’interno due file di quattro colonne dividono lo spazio, fresco e carico di storia, in tre navate: quella centrale maestosa e le due laterali dove si aprono sei ampie nicchie.  In aggiunta si possono ammirare alcune tombe, tra cui quella di Raffaello Sanzio (1483 – 1520) oltre alla regina Margherita di Savoia, il re d’Italia Umberto I  ed altri grandi. Capolavoro di ingegneria, menzionato persino da Stendhal, il Pantheon è il primo caso di tempio pagano trasposto a culto cristiano.   Il passo successivo di questo tour particolare è la chiesa di Santa Maria del Popolo, ricca di affreschi, carica di ermetismo, associata nel libro all’elemento terra. Celebre basilica di Roma, in piazza del Popolo alla quale dà il nome, ha origine da una piccola cappella ordinata da papa Pasquale II nel 1099, successivamente ampliata nel 1277,  ma è sotto Sisto IV che  assume il suo aspetto definitivo, barocca. Grazie a Gian Lorenzo Bernini: sue la cappella Chigi, la cupola, le statue. L’autore del thriller si sofferma sulla Cappella dedicata alla famiglia Chigi, nobili dell’epoca, adorna di stelle, raffigurati il sistema solare, i segni dello  zodiaco, ed un tributo alle quattro stagioni. Sempre all’interno, patrimonio artistico mondiale è anche la celebre Crocifissione del Caravaggio.   Successivamente ci si può spostare alla Basilica di San Pietro, ad osservare la chiesa più grande del mondo, e la sua monumentale piazza. Si narra che a seguito  del rifiuto della diocesi romana alle riprese in situ, come avvenne per “Il Codice Da Vinci”,  il regista Ron Howard richiese delle riprese aeree e ricostruì la  piazza su scala originale in un enorme parcheggio a Los Angeles grazie anche ad oltre 200.000 fotografie scattate precedentemente da finti turisti.  L’attuale Basilica fu iniziata sotto papa Giulio II nel 1506 e terminata nel 1626, della quale furono coinvolti grandissimi maestri quali il Bramante, Michelangelo (sua la concezione della cupola), Bernini (suo il Baldacchino all’interno, la stessa concezione della piazza), rivolgendo la nostra attenzione all’esterno; al centro della piazza si erge l’obelisco egizio di Caligola, con ai lati due fontane perfettamente simmetriche, e sempre al centro della piazza il bassorilievo del west ponente a forma di ellisse  coinvolge il lettore nell’ambientazione e nello sviluppo della trama romanzesca. Il simbolismo dell’aria, elemento intermediario tra acqua e fuoco, è chiaro: ambiente adatto e necessario alla luce, al volo, la ragione e la fredda capacitò analitica. Ogni tappa è segnata dalla presenza di un’opera del Bernini, e qui di seguito ne scopriremo i motivi. 
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La chiesa barocca di Santa Maria della Vittoria viene accostata invece al al simbolo del fuoco (lo spirito, la conoscenza intuitiva, l’illuminazione). Costruita e  perfezionata tra il 1608 ed il 1620, dall’architetto Maderno, ha come attrazione principale l’Estasi di Santa Teresa, opera scultorea del Bernini  che raffigura la santa trafitta al cuore con un dardo da un angelo, in un tripudio di oro, affreschi e marmi preziosi in un’atmosfera quasi sovrannaturale. Nel romanzo è molto facile immergersi nella suggestiva atmosfera di piazza Navona (ulteriore tappa del percorso). Già stadio di Domiziano nel III secolo, e da anni  cuore della animata vita notturna della capitale, con il suo culmine nel periodo natalizio con le bancarelle tradizionali, in questo caso, teatro di ennesime scene  cruente del romanzo è la fontana dei Quattro Fiumi, di fronte alla chiesa di Sant’Agnese in Agone, progetto del Borromini.  La fontana è opera di Gian Lorenzo Bernini, realizzata tra il 1648 ed il 1651 su commissione di papa Innocenzo X in piena epoca barocca, al centro della piazza con le statue raffiguranti le allegorie dei  fiumi più noti all’epoca: il Nilo, il Gange, il Danubio ed il Rio della Plata. I quattro colossi si muovono con gesti pieni di vita ed esuberanza espressiva, mentre disseminati attorno alla fontana, assieme alle piante per l’ambientazione, e la personificazione dei fiumi, si vedono alcuni animali che fungono anche da originale espediente per lo scorrere delle acque.    
Ultima tappa del tour angelico e demoniaco, il Mausoleo di Adriano. Ovvero Castel Sant’Angelo: assiste al tragico epilogo del romanzo, per l’antagonista malvagio, e
mai ambientazione fu più accurata, essendo in passato il castello medioevale e rinascimentale (dopo il concepimento come mausoleo funebre dall’imperatore Adriano  nel 125, e successivamente rifugio papale) divenuto severa prigione, quasi esoterico nella sua pianta a cinque stelle.  Nel 590 il pontefice Gregorio I assiste  ad una apparizione dell’arcangelo Michele che rinfodera la spada, sulla sommità del mausoleo, interpretando il gesto come auspicio della fine della terribile  pestilenza che affliggeva la città. Da allora una statua che raffigura l’angelo sorveglia dall’alto il mausoleo, che venne denominato per sempre Castel Sant’Angelo. Nei secoli, la sua storia è sempre stata parallela a quella di Roma: alloggio pontificio, fortezza e prigione,  qui si rifugiò papa Clemente VII durante il Sacco di Roma, qui vennero imprigionati il conte di Cagliostro, Benvenuto Cellini, la povera Beatrice Cenci, molte vittime dei Borgia, Giordano Bruno, alcuni patrioti italiani durante il Risorgimento.
L’epilogo del romanzo  non poteva avvenire in luogo più simbolico di questo. Anche perchè, oltre a San Michele guerriero in cima, davanti al mausoleo regnano sul ponte una serie di statue, opera degli allievi del Bernini, che raffigurano gli angeli. Il bene sconfigge il male, la morale del libro.       

Dove dormire: appartamento, via Giuseppe De Camillis nelle vicinanze di piazza Irnerio a 3,5km da Piazza San Pietro, 100 mt dalla metro, 400 mt dall’IDI Istituto Dermopatico dell’Immacolata, composto da salone con divano letto matrimoniale, cucina arredata, camera da letto matrimoniale e bagno, finestre con doppi vetri. Accessori: lavatrice e TV LCD con collegamento satellitare, riscaldamento autonomo, ferro e asse da stiro. Appartamento luminoso e molto silenzioso.  La zona è ottimamente servita da mezzi trasporto (100 metri dalla metro Cornelia a 2 fermate dalla fermata metro Cipro-Musei Vaticani), negozi, banche, agenzie viaggi, ristoranti, pizzerie.  Si affitta solo per brevi periodi. Prezzi per intero appartamento 70 euro a notte e comprensivi dei consumi e del cambio biancheria da letto e da bagno una volta a settimana. info: ritanigro@gmail.com{gallery}/romaangeli/romaangeligallery3:190:150{/gallery}

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