Un morso al Ticino tra formaggi e dolci

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A parte questo (e non è poco) la regione ha un’altra inattesa risorsa: quella gastronomica. Risentendo della vicinanza geografica e in parte culturale dell’Italia, il cantone ha sviluppato una particolare cura nella cucina che riserva interessanti sorprese. Per un sintetico percorso gastronomico partiamo dal luogo per eccellenza divenuto simbolo della buona tavola tradizionale: il grotto. Questo luogo ora è sinonimo di trattoria, di osteria, di ristorante, deputato alla consumazione di cibi spesso semplici, ma sovente presentati con una grande attenzione all’estetica e all’eccellenza. In realtà il grotto è appunto la grotta che diviene cantina, dove grazie a un’areazione naturale e a una costante temperatura, i prodotti venivano conservati a lungo. Prosciutti, formaggi, pochi vini e altri tesori della terra potevano mantenersi nel tempo, riposare e giungere a maturazione senza rischiare di marcire. In alcuni casi i grotti erano distanti dai luoghi di produzione, come sul lago di Lugano situati sulla sponda più in ombra. C’è un grotto ai piedi del Monte Generoso che ha un lungo camino naturale grazie al quale l’aria arriva direttamente dalla cima del monte, a 1.700 metri. Molti poi sono i prodotti che hanno una forte tradizione territoriale e storica.

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Nel Ticino addirittura ci sono quattro prodotti Slow Food, un apparentamento che permette la tutela e la salvaguardia di piccole produzioni di qualità. Queste sono: la Farina Bona della Valle Onsernone (Nord del Ticino sopra Ascona, prodotta con mais ticinese), le paste frolle della Valle Bedretto (ancora Nord Ticino, vicino ad Airolo), il cicitt delle Valli Locarnesi (lunghissime e sottili salsicce di capra da arrostire) e lo zincarlin della Vall Da Mucc. Questo è un formaggio realizzato anche nel comasco, che nella versione ticinese arriva dalla zona del Monte Generoso e viene prodotto a crudo prevalentemente con latte vaccino e aggiunta di latte di capra. È caratteristica la sua forma a tazzina capovolta. La produzione della zona d’origine è assai limitata, mentre in commercio si trovano altre “versioni”, simili, ma non provenienti dalla zona d’origine (e quindi non presidi Slow Food). Questi sono prodotti cosiddetti d’eccellenza; per il resto la ottima cucina ticinese presenta polente di vario tipo, salumi e insaccati, in sostanza molto simili a quelli delle confinanti zone italiane. Vale tuttavia la pena spostarsi e scoprire queste leccornie perché la qualità è ottima, la cura dei prodotti rilevante e una consumazione nei grotti resta una piacevole esperienza, vista anche la loro dislocazione spesso in luoghi di grande fascino ed attrazione. Tutte le foto sono di swiss-image.ch

Dove Mangiare: Trovare un grotto di proprio gradimento non è difficile. Resta solo l’imbarazzo della scelta sul luogo e sul menu. Info: www.ticino.ch.

Dove dormire
: il Ticino ha una buona ricettività turistica. Si consiglia di trovare un bell’albergo di piccole dimensioni in uno dei tanti incantevoli borghi su un lago. Esperienza unica e romantica in ogni stagione. Anche in questo caso, le migliori informazioni si trovano sul sito del cantone.

Colonna sonora: Vad Vuc (gruppo ticinese) e Davide Van De Sfroos (cantore del lago anche se di quello di Como).

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