Wadden, storia e natura lungo la costa olandese del nord

I tramonti sono letteralmente incendiari sul mare di Wadden, un ecosistema naturale da perseverare, tra flora e fauna. Ma c’è una caratteristica spesso trascurata: la Storia.

Questa zona all’estremo nord dell’Olanda, così vicina alla Germania, oggi parco nazionale, è da sempre stata terra di frontiera e nei secoli la guerra ci ha spesso e volentieri fatto capolino.

Così, dentro il parco, sulla riva e sulle dune fu costruita un’intera linea di difesa, oggi visitabile e visibile ovunque lungo la costa del mar di Wadden.

Il mar di Wadden, con le sue isole, si trova in una posizione strategica già nota ai Romani e ai Vichinghi. Come Napoleone, i tedeschi erano molto interessati alla posizione della regione del Waddenzee, così costruirono bunker in tutta la zona.

Facevano parte dell’”Atlantikwall”, una linea di difesa lunga oltre 5000 chilometri, edificata tra il 1942 e il 1945 per prevenire un’invasione alleata via mare.

Contrariamente a quanto suggerisce il nome, non si tratta di un muro, ma di una linea composta da singoli punti di appoggio: i bunker, appunto. Molti di questi hanno superato decenni di intemperie e di abbandono e oggi sono diventati luoghi di interesse storico.

Una visita al complesso di bunker sull’isola di Terschelling offre uno sguardo molto interessante sulle battaglie combattute nelle isole Wadden e sul modo in cui l’esercito tedesco ha scavato questi dispositivi di difesa.

Per sapere cosa ha significato la Seconda Guerra Mondiale per i Wadden è opportuno
visitare l’”Atlantikwall Centrum” di Huisduinen, vicino a Den Helder. In questo ex edificio amministrativo, che nella Seconda Guerra Mondiale serviva come officina di artiglieria, le storie delle battaglie vengono raccontate da diverse prospettive: sia gli abitanti di Den Helder che i
soldati tedeschi ricordano quello che hanno vissuto sulla propria pelle.

Non solo Storia, però. La zona costiera del mar di Wadden è unica al mondo come natura, diventata nel 2009 Patrimonio mondiale Unesco. Gli agenti atmosferici, il vento e l’acqua creano qui un magnifico paesaggio, che si può visitare a piedi o in bici.

È come se si potesse vedere il limite fra la terra e l’acqua che si sposta nel punto in cui ci si trova. Si può andare alla scoperta delle paludi di acqua salata e delle dune o, quando c’è la bassa marea, camminare sul fondo del mare, un’esperienza indimenticabile.

Inoltre, si possono osservare migliaia di uccelli, che usano i Wadden per dimora o solo come punto di sosta durante le migrazioni. Gli altri abitanti tipici sono le foche, che si possono avvistare sulla spiaggia, anche se una vera emozione è visitare il centro di soccorso di Pieterburen, dove vengono salvati, curati e rimessi in sesto i cuccioli e gli adulti trovati in difficoltà sulla costa e poi rilasciati in mare. Le foche si possono adottare a distanza per recuperare
le spese mediche e di soggiorno. (https://zeehondencentrum.nl/ )

La zona del Wadden olandese ha cinque isole abitate: Texel, Vlieland, Terschelling, Ameland e Schiermonnikoog. Gli abitanti di queste isole e della zona costiera sono noti per essere testardi e inventivi. Da secoli sfruttano la dinamicità della natura con grande cura: dighe, collinette artificiali, avvallamenti e le famose linee difensive. Un mix unico tra natura e Storia da non perdere in Olanda.

Info:
https://hollandnationalparks.com/it

Foto: https://hollandnationalparks.com/it , www.holland.com , pixabay

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