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Alle spalle del lago, basta attraversare il piccolo arco che un tempo era la porta della città, da dove il popolo poteva passare solo il 1 maggio quando era ammesso a vedere il re, e si è catapultati in un’altra epoca. La piazza seicentesca è dominata dal rosso dei mattoni dei palazzi, da una fontana ottocentesca con due stemmi con le aquile, quello dell’Olanda e quello del Sacro Romano Impero, e dal Binnenhof, la sede del Parlamento. Dentro c’è la preziosa Sala dei Cavalieri, con il soffitto medievale in quercia, aperta solo un giorno l’anno: il terzo martedì di settembre, quando la Regina approda qui per un discorso ufficiale, dopo aver attraversato le strade di Den Haag. È una cosa seria, tanto che tutto scintilla d’oro come la carrozza dell’amata sovrana, e arancione, come le bandierine del colore nazionale, poste ovunque. Il percorso è segnato dai lampioni che fanno da sentinelle sui marciapiedi, con sopra una corona, e portano dal centro fino al palazzo dove un tempo vivevano i reali e che ora è l’ufficio della Regina Beatrice. Pochi chilometri separano i due luoghi e sono costellati da vie lussuose dello shopping, palazzi importanti e il lago, ovviamente. Il cuore “acquatico” della città è segnato anche da un imponente viale di tigli, si dice piantati qui per un’idea dell’imperatore Carlo V: oggi i pronipoti di quegli alberi fanno ombra ai visitatori, alle grandi statue del festival della scultura, ogni anno dedicato ad un Paese diverso (nel 2012 sono stati ospitati gli artisti sudafricani) e un mercatino dell’antiquariato. Una zona di relax molto amata, anche se tutta Den Haag non è per niente caotica. Si gira a piedi o con uno dei tanti tram, che se hanno tolto qualcosa di originale e tipico al luogo (i percorsi del tram erano i vecchi canali, prosciugati per creare vie di trasporto prima a cavallo e poi elettrici) ne hanno fatto guadagnare in praticità. Sono solo uno dei molti lati moderni della città: dovunque si giri, nei viali dello shopping, sui marciapiedi in centro e davanti ai palazzi ci sono sculture, alcune gradevoli esempi di arredo urbano e arte mescolate, come con l’opera di Karel Apple, uno dei più rinomati membri del gruppo “CoBrA”, ovvero il movimento sviluppato tra Copenhagen, Bruxelles e Amsterdam.
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Ma il massimo della contemporaneità è la piazza del Municipio, detto dagli abitanti Palazzo di ghiaccio, perchè bianco. Risale agli anni Novanta del Novecento, è sicuramente tra i più grandi municipi di Europa e tra i più accoglienti: l’interno, quasi un santuario profano, è dedicato a uffici efficientissimi, a mostre temporanee di arte, fotografie, moda e quant’altro, e a punto di incontro. Fuori, l’enorme piazza occupata da una fontana a getti continui, è circondata da teatri per prosa e balletti, cinema, ristoranti, hotel e negozi all’insegna della cultura. Di fronte, sorge un po’ sparuta in questo trionfo di contemporaneità, la Nuova Chiesa, costruita nel XVII secolo, di religione protestante: normalmente è chiusa, ma un giro intorno al cortile può far scoprire la tomba del filosofo Baruch Spinoza, che visse a Den Haag gli ultimi anni della sua vita. È una delle tante curiosità nascoste della città che stupiscono i visitatori, come la targa in onore di Amadeus Mozart, che qui visse e suonò, istallata all’entrata di un supermarket, solo perchè un tempo ospitava la casa del musicista. È nascosta proprio alla diramazione delle vie dello shopping, frequentatissime e che durante una notte a settimana, il giovedì, nella bella stagione si animano di sfilate, concerti ed eventi. Molto più in evidenza della targa commemorativa a Mozart è il simbolo di Den Haag: lo si trova ovunque, sui cestini della spazzatura, sui muri dei palazzi, sui disegni del tram. È la cicogna con un’anguilla in bocca: la leggenda vuole che l’uccello fosse una sorta di “spazzino” e mangiasse tutti gli avanzi dei pesci tra i banchi del mercato, liberando così Den Haag dal pericolo della peste e altre malattie. Oltre alla cicogna, la città ha un altro segno distintivo, tangibile ovunque: l’arte in ogni sua forma. Però il meglio si trova al Gemeentemuseum che attualmente raccoglie anche la collezione del Mauritshuis, perchè il palazzo è in restauro. Così in una giornata si possono ammirare secoli di pittura e scultura senza pari: dai capolavori di Rembrandt e Vermeer ( la famosa “Ragazza con l’orecchino di perla” si trova qui) a quelli più audaci e recenti di Piet Mondriaan, oltre a opere di Picasso, Monet, Kandisnsky. Una raccolta, insieme a quella custodita a cielo aperto, che rende Den Haag un centro culturale e artistico di primo ordine.
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In collaborazione con www.holland.com