Le acque sono trasparenti, il fondo del fiume e le alghe verdi sembrano riflessi di uno specchio. Sono passati molti secoli da quando Francesco Petrarca fu ispirato a scrivere “chiare fresche e dolci acque”, eppure la frase poetica si potrebbe comporre anche oggi. Fontaine de Vaucluse è un piccolo villaggio dal fascino antico, tutto concentrato sul Sorgue, affluente del Rodano. Nella stretta valle sopra il borgo sgorga una cristallina cavità sotterranea per poi trasformarsi in un impetuoso fiume.
In una giornata di metà giugno, però, le acque sono calme e tranquille e riportano alla memoria
i versi del poeta. In questo spettacolare angolo della Provenza, Petrarca visse dal 1337 al 1353, ma soprattutto si innamorò di Laura, nobildonna francese moglie del marchese del luogo conosciuta in chiesa nella vicina Avignone, e la musa e il luogo gli ispirarono i versi più romantici. Ancora oggi, Fontaine vive sul mito di Laura, dell’amor cortese e di Petrarca: c’è anche un museo dedicato al poeta in una casa risalente al Trecento, anche se pare non sia quella originale dove dimorò il nostro cantore.
Il borgo è di particolare bellezza tra scorci naturalistici, i fiori multicolori, la ruota mulino che gira, le anatre che nuotano, le case affacciate sull’acqua, la chiesetta in stile romanico provenzale. La sorgente si trova a cinque minuti a piedi dalla via principale e dai piccoli ponti. Secondo la leggenda, fu una ninfa a a sollevare uno ad uno sette grandi diamanti per liberarla dalla roccia: al settimo l’acqua scaturì con forza e impeto. Nel villaggio, tanti negozi di
souvenir, di prodotti gastronomici locali e dell’immancabile lavanda, ristoranti e gelaterie per una sosta golosa e riposante.
Il fiume si può anche esplorare in kayak o costeggiandolo fino a Isle sur la Sorgue, un’altra incantevole cittadina. Proprio su un isola naturale del fiume, percorsa da canali, dighe e ruscelli, al punto da essere considerata una piccola Venezia, è un labirinto di stradine e ponti, di ristorantini affacciati sull’acqua, negozi di antiquariato e artigianato, di case dalle persiane colorate, di terrazze, Al centro la chiesa Notre Dame des Anges, barocca
provenzale con 222 teste di angeli scolpite, mentre la prima domenica di agosto si svolge un caratteristico mercato sulle barche a fondo piatto.
Isle è anche la città dei mulini: ben 17 che grazie al fiume hanno fornito la forza motrice
per le fabbriche di tessuti, soprattutto lana e seta, nel XIII secolo erano molto apprezzate le blanquets, le antesignane delle nostre coperte, e oggi c’è un percorso a piedi o in bici per andare a scoprire i vari mulini.
Questa è anche zona di lavanda e da metà giugno a metà luglio i campi sono tutti lilla. Da Isle sur la Sorgue è facile raggiungere il Museo della lavanda (www.museeedelalavande.com), vicino Coustellet, per scoprire i tanti benefici di questa pianta usata in erboristeria, cosmetica e anche gastronomia. Il panorama è spettacolare e continua per tutta la Provenza, passando per Saint Rémy, antico villaggio d’epoca romana diventato celebre per i quadri di Van Gogh e per aver dato i natali a Nostradamus.
Poco dopo la cittadina, una strada tortuosa tra la macchia mediterranea porta ad uno dei luoghi più affascinanti della regione. A Les Bauex de Provence sembra essere rimasti nel Medioevo: quello che rimane del castello e della relativa cittadella sulla rocca ha qualcosa di ancestrale e suggestivo. Varcate le mura, si sale fino a quello che sembra un vero nido d’aquila, sospeso in alto, tra i ruderi, torri, bastioni, una chiesetta. Quasi quasi ci si aspetta che spunti qualche cavaliere medievale al prossimo angolo.
La fortezza feudale era la base di molti trovatori provenzali ed è appartenuta ai nobili del luogo per cinque secoli cercando l’autonomia con il resto del regno, fu inglobata alla corona francese nel 1481 e lentamente cominciò il declino al punto che Richelieu chiese a re di demolire la cittadella. Per fortuna fu in parte inascoltato e nel 1639 Baux divenne un marchesato della famiglia Grimaldi del Principato di Monaco fino alla Rivoluzione francese.
Oggi è un luogo dove il tempo si è fermato, dove si gode un panorama splendido su vigneti e uliveti estesi fino al mare, e dove si organizzano spesso visite guidate, botteghe artigianali medievali e rievocazioni in costume. Tutto per riportare indietro la Storia.
Poco lontano dalla cittadella, nella vecchia cava di pietra calcarea dismessa la Carriéres de Lumiéres arricchisce la suggestione del luogo. Sui muri e sulla roccia viene proiettata una straordinaria sequenza di immagini e musica ispirata alle opere di Marc Chagall e un cortometraggio su Alice nel Paese delle Meraviglie: è come essere dentro ai quadri, circondati ovunque da colori e suoni. Chagall: Midsummer Nights Dreams verrà messo in scena fino a gennaio 2017, per poi lasciare lo spazio alle visioni futuristiche e infernali, perfettamente
adeguate all’esperimento artistico, del pittore quattrocentesco olandese Bosch da marzo 2017. Un’esperienza unica che completa le emozioni che regala quest’angolo di Provenza, tra campi
di lavanda e borghi incantevoli.
Foto di Sonia Anselmo
Info: www.france.fr