Porto ammaliante tra tetti rossi, azulejos e il Douro

I tetti rossi splendono sotto il sole, i tanti campanili sfidano l’osservatore a contarli, i gabbiani si riposano tra le tegole. Porto è una città ammaliante, che strega il visitatore anche nei piccoli particolari.

Come gli azulejos delle chiese e della stazione di Sao Bento, i barili di vino sistemati sulla riva del Douro, le case colorate sulla sponda di Ribeira. Porto è una città di dettagli, da scoprire lentamente, passeggiando per
le strade in salita della parte vecchia e scendendo tra i vicoli verso il fiume.

Uno sguardo dal ponte Dom Luìs I, cercando di stare immobili mentre il vento sferza a 172 metri d’altezza e il tram
passa sulle rotaie, dà una prospettiva di insieme alla città, di cui è uno dei simboli: inaugurato nel 1886, costruito su progetto di Teofilo Seyrig, allievo di Eiffel, collega Porto con il comune di fronte, Villa Nova de Gaia.

Da una parte i monumenti e le mura trecentesche, dall’altra la zona con le cantine del vino Porto, i grandi marchi
in evidenza, i piccoli produttori che si possono visitare per le degustazioni, le tipiche barche ancorate
ai moli, i ristoranti lungo l’acqua. In mezzo il fiume che porta alla valle con i vigneti e all’oceano,
che si può solcare con le crociere che portano nell’entroterra, alle chiuse e alle dighe.

Dal ponte, proseguendo verso la città vecchia, si arriva facilmente alla cattedrale Sé, altro simbolo maestoso
di Porto. In cima ad un colle, il Terreiro da Sé, domina l’antico cuore medievale della città e ne rispecchia il carattere: rifatta nei secoli, mantiene ancora uno stile romanico. Imponente e relativamente sobria, gli interni un po’ bui con tre navate e varie cappelle, il chiostro con gli azulejos barocchi, con il grande spiazzo panoramico con la torre medievale, il palazzo arcivescovile e la statua a cavallo del condottiero cristiano Vimara Peres che riconquistò la valle del Douro dai Mori nel 868. Lo sguardo un po’ truce, la lancia in resta, il guerriero guarda la città e invita i visitatori a fare altrettanto.

Da qui il panorama sui tetti rossi e sulle numerose chiese di Porto è suggestivo, sembrano saperlo anche i gabbiani
che si fermano sulle balaustre della cattedrale. Punto di partenza di una delle varianti del percorso portoghese
del cammino di Santiago, la Sè è anche l’ideale inizio per scoprire tutta Porto, una città di sali e scendi.

Dal piazzale della cattedrale percorrendo una serie di vicoli, ricchi di quel fascino decadente tipico del Portogallo, si arriva a Ribeira, la sponda del Duoro, l’antico quartiere portuale. Tra innumerevoli negozi, bancarelle, ristoranti, le case colorate di fronte l’acqua riluccicano di meraviglia così come il lungofiume con le panchine e i tanti spettacoli improvvisati dove si può ammirare il ponte Dom Luìs I, Villa Nova de Gaia dall’altro lato e il via vai di traghetti e imbarcazioni. Dai moli, qui, si possono prendere anche le navi che fanno la crociera sul Duoro.

Ricominciando a risalire tramite rua de Sao Joao, l’altro cuore della vecchia Porto, la piazza con l’Igreja de
Sao Francisco, il vicino Palàcio da Bolsa e la statua di Enrico il Navigatore. Sconsacrata, è uno degli edifici medievali della città: costruita dai Francescani nel XIV secolo, contiene un ossario e un museo. Il Palàcio, invece, è in stile neoclassico realizzato sulle fondamenta del vecchio convento.

Da qui Porto si dirama in salite e discese, grandi piazze come Praça da Libertade, spazi verdi e il consueto fascino. Un luogo imprescindibile, altro simbolo della città, è la stazione di Sao Bento, famosissima per l’atrio decorato con ventimila azulejous realizzati nel 1930 e raffiguranti la storia del Portogallo e lo sviluppo della ferrovia.

Costeggiando la stazione e salendo alla sua destra, si arriva nel quartiere dello shopping dominato dalla splendida Igreja de Santo Ildefonso a Praça da Batalha: dalle linee semplici, risalente al XVIII secolo, il soffitto in legno, è decorata da bellissimi azulejos sulla facciata esterna ed è uno dei tanti dettagli da ammirare a Porto.

E’ facile girovagare tra la Rua Santa Caterina e le stradine dei dintorni, tra invitanti pasticcerie, ristoranti con i piatti tipici, soprattutto il baccalà, graziosi caffè liberty e negozi di artigianato e souvenir, fino ad arrivare al mercato di Bolhão. Su due piani, in stile neoclassico, fornisce gli abitanti di pesce, carne,
verdure e fiori ed è luogo di ritrovo per i tanti ristorantini di pesce fresco all’interno. £’ un luogo pittoresco
dove sembra vivere l’anima ammaliante di Porto, non a caso eletta una delle mete assolutamente da visitare nel 2017.

Info: www.visitportugal.com

Si ringrazia www.visitporto.travel per l’assistenza in loco

Foto di Sonia Anselmo

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