Parigi d’inverno 1: i giardini innevati di Luxembourg

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La sovrana madre non godette molto del palazzo del Luxembourg, da lei ristrutturato al di là della Senna, sulla Rive Gauche, in zona periferica all’epoca. Essendo discendente della famiglia Medici e fortissimamente legata ai suoi ricordi fiorentini, Maria volle che la sua nuova abitazione rammentasse il Palazzo Pitti, mentre i giardini di circa 25 ettari furono realizzati sul modello di quello di Boboli. Insomma, un pò della natia Firenze nella città che l’aveva vista regina. Di quei tempi è rimasta la fontana, ancora intitolata alla famiglia Medici, ombreggiata dagli alberi e piena di pesci rossi.  Però Maria fa ancora l’austera sentinella di questo posto: è una delle tante statue, tutte al femminile, che arredano il parco. Lei sembra guardare con rimpianto al suo bellissimo palazzo: creato in stile barocco, ha una pianta ad U con porticato al pian terreno, mentre nelle ali laterali c’erano gli appartamenti reali. Un tempo appesi alle pareti c’erano anche 24 dipinti di Pierre Paul Rubens, commissionati dalla mecenate Maria, che ritraevano la famiglia: ora sono conservati al Louvre. Il palazzo è intitolato al Lussemburgo, perchè il Duca di Lussemburgo ne era il proprietario prima che Maria de Medici lo comprasse e lo trasformasse nella sua dimora. Ma il luogo che attrae parigini e turisti è soprattutto il giardino, chiamato affettuosamente Luco e che venne aperto al pubblico per la prima volta nel 1778. Tra viali di ippocastani, un frutteto di seicento qualità diverse di mele e pere, i boschetti, il giardino in stile inglese voluto da Napoleone, il centro del parco è una area semicircolare, proprio di fronte al palazzo. Sembra un anfiteatro, circondato com’è da sedie di ferro e panchine dove prendere il sole e godersi il panorama sul laghetto ottagonale che fa da palcoscenico. L’estate qui si può “navigare” su barchette in miniatura, l’inverno è il paradiso di anatre e gabbiani che nelle casette poste sull’acqua trovano rifugio al gelo. Tutt’intorno a quest’aerea ci sono le signore che hanno fatto la Storia di Francia: tutte statue di sovrane e dame importanti, come Santa Genoveffa, la patrona di Parigi, una ricca proprietaria terriera del V secolo che pregò affinchè la città venisse risparmiata dall’invasione degli Unni, e così fu. Le statue femminili sono state aggiunte al parco nell’Ottocento e la più curiosa se ne sta un pò in disparte, alla fine di un boschetto e quasi accanto ad una delle porte di accesso al giardino. È la Statua della Libertà, o meglio il primo modello della famosa icona donata dalla Francia agli Stati Uniti. Fa compagnia, come le altre donne di marmo, ai tantissimi visitatori del giardino. Studenti dei vicini licei e università, anziani che giocano a scacchi o a bocce sotto i castagni, bambini che corrono intorno al lago, sportivi che praticano jogging o tennis nei campi vicini al palazzo. D’estate qui ci sono spettacoli di marionette e concerti, non mancano ovviamente luoghi di ristoro e nell’antica Orangerie ha sede il Musée du Luxembourg, dove ammirare varie mostre artistiche. Il Luco è ideale per il relax, ma è anche uno dei posti più romantici di Parigi, anche d’inverno quando la neve si è appropriata dei sentieri e dei prati.
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Foto di Iride Conti e Sax Di Drego

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