Oro, il colore dello splendore di Danzica

Oro: un colore speciale, nobile e dalle tante sfaccettature, che unisce come un filo comune tutta Danzica. La splendida città polacca sul Mar Baltico sembra immersa in questa tinta, tra dettagli di monumenti, il suo più pregevole tesoro, l’ambra, persino il liquore tipico. Senza contare che il tramonto spesso rende il cielo dorato e circonda i suoi tetti.

Danzica, o meglio Gdansk in polacco, è un luogo speciale, unico, dotato di un passato fatto di commerci e indipendenza, di Storia e tradizioni, di lotte che hanno sempre portato in loro il seme della libertà, e di
un presente sempre più proiettato verso il turismo, in continua ascesa.

E’ quanto si è appreso in una serata di presentazione all’Istituto Polacco a Roma (www.istitutopolacco.it): un interessantissimo incontro dove Danzica si è svelata attraverso le parole appassionate di Roberto Polce, scrittore italiano, traduttore e guida turistica da anni residente in Polonia, la creatività e la manualità dell’artista Dorota Cenecka, che ha illustrato come si ricavano i gioielli da un tocco di ambra grezzo, (www.ginatelier.com) le musica originale del Trio Per Ka, straordinariamente bravi a ogni tipo di percussione.

Non sono mancate neppure le degustazioni a tema, con il cibo della Pomerania, la regione di Danzica, soprattutto ottimo pesce, una birra artigianale, antica e densa, non frizzante, e il Goldwasser, il liquore con piccole foglie d’oro.

Ed è proprio la potente acquavite uno dei legami con l’oro di Danzica, raccontato anche da una leggenda sulla
fontana del Nettuno, nel centro della città. Si narra che i ricchi mercanti che abitavano nella zona passando
gettassero delle monete d’oro nella vasca, un po’ come la Fontana di Trevi di Roma, fino a quando la loro
quantità ostruì i tubi dell’acqua, Nettuno si arrabbiò, prese il suo forcone e in una notte fece a piccolissimi
pezzettini le monete, creando una polvere d’oro, un mercante, fiutando l’affare, imbottigliò l’acqua dorata e la
vendette, con grande successo. Da qui la nascita del Goldwasser, anche se non si sa quando divenne alcolico.

Una delle tante curiosità di Danzica e del suo rapporto con l’oro. Ad esempio sulla torre del Municipio
c’è una statua dorata di Sigismondo II Augusto, un sovrano importante per la città perché lasciò a Danzica, unico porto sul mar Baltico, il privilegio e l’esclusività di esportare le merci.

Il commercio è sempre stato alla base dello splendore e dell’indipendenza della città sin dai tempi antichi: capitale della Lega Anseatica, Danzica è sempre stata votata al commercio, già dai giorni dell’Impero Romano, anche se il periodo di maggior gloria è tra il Cinquecento e il Seicento. Quando nel resto di Europa c’erano le guerre di religione, Danzica e la sua regione esportarono il grano mentre nel 1573 venne emanato un editto di tolleranza: qui convivevano sei culti senza avere problemi l’uno con l’altro.

Anche la Porta d’accesso alla città ha un legame con l’oro e con l’indipendenza. Chiamata aurea, per le decorazioni in questo materiale, da qui passava il re polacco: doveva lasciare l’esercito fuori e aspettare l’invito delle autorità di Danzica prima di varcare l’arco ed entrare in quella che oggi è la città storica, un tempo abitata dai ricchi mercanti.

L’oro di Danzica è poi senz’altro l’ambra, questa resina dalle sfumature dorate, esistente in molte tinte, dal nero al bianco e al verdastro, protagonista di numerose leggende e racconti popolari, che si raccoglie sulle rive del Mar Baltico.

La città è la capitale mondiale, con un intero quartiere e una famosa strada piena di negozi, musei e quant’altro
dedicati all’ambra.

Già conosciuta in tempi antichissimi, anche per le sue doti salutari, durante l’Impero Romano fu creata un percorso che portava da Danzica fino ad Aquileia, da dove poi partiva per il resto dei territori. I Romani amavano particolarmente l’ambra, arrivano sul litorale baltico carichi di monete dorate, vetri e vino per comprare la resina, e si racconta che Nerone amava bruciarla, sia per far luce che per i vapori curativi, dentro la Domus Auerea.. ancora oro.

Non solo, a quanto pare i Goti che abitavano la Polonia erano commercianti molto furbi e già avevano creato
delle imitazioni da vendere a caro prezzo ai Romani.
Oggi l’ambra è usata soprattutto per creare bellissimi gioielli, anche dal gusto contemporaneo, mentre la
polvere, scarto della lavorazione, viene spesso venduta per essere aggiunta a bagnoschiuma o creme per portare
benefici alla pelle.

Danzica, essendo sul Mar Baltico e a metà strada tra Oriente ed Occidente, è sempre stata “la chiave di
tutto” come disse Napoleone: essenziale per il dominio sull’Europa centro orientale, ma anche per la Storia
del XX secolo, come l’imperatore corso non avrebbe mai potuto immaginare.

Il 1 settembre 1939 subì per prima l’invasione nazista (per i settanta anni sono previste varie commemorazioni)
mentre il 4 giugno 1989 ci furono le prime elezioni libere in Polonia, avvenute sotto la spinta della lotta del sindacato Solidarnosc, nato proprio nei cantieri navali della città. Un’altra caratteristica, l’inclinazione alla libertà e indipendenza, che insieme all’oro rende Danzica unica e speciale.

Info: www.polonia.travel
Foto www.polonia.travel e dreamslife.com

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