Il lago risplende di un azzurro quasi accecante con il sole di ottobre e Ohrid sembra una sirena
incantatrice arrampicata sulla scogliera. I gabbiani prendono il volo in miscuglio d’ali bianche, un pescatore solitario si gode la quiete del mattino, le barche tinte di celeste e verde prendono il largo, la bandiera rossa con i raggi gialli sventola sulla cima della fortezza.
Tra natura, storia e tradizione, Ohrid, nel sud della Repubblica di Macedonia, è un concentrato di serenità, indotta dalla calma lacustre e dalla tante cupole delle chiese ortodosse. Allo stesso tempo è una città vivace e turistica, con i tanti locali e ristoranti e la strada dello shopping zeppa di negozi di perle e altri souvenir.
Ohrid va scoperta a piedi, per apprezzare al meglio il suo fascino antico. Si può cominciare dalla fortezza di Samuel, che domina la città con le sue mura di tre chilometri e alte sedici metri, con diciotto torri e quattro porte. Oggi salire sul camminamento sulle mura permette una visione meravigliosa sulla città e il lago, mentre i reperti archeologici all’interno della fortezza raccontano una storia di battaglie, vittorie e sconfitte.
Nell’ XI secolo Ohrid fu la capitale dell’impero slavo sotto il regno dello Zar Samuil, di origine bulgara: il sovrano combatté una lunga guerra d’espansione contro Basilio II, il quale alla fine ne uscì vittorioso con un episodio rimasto nella storia per la crudeltà e gli portò il soprannome di “massacratore di bulgari”. Egli fece infatti accecare tutti i soldati imprigionati, mentre lo Zar Samuil riuscì a fuggire per poi morire dopo pochi giorni per la disperazione di aver portato il suo popolo alla sconfitta.
Secondo gli archeologi, la fortezza fu costruita su una precedente fortificazione del IV secolo a.C, opera probabilmente di Filippo II il Macedone. Già a quei tempi la città era detta delle luci, per i riflessi
dorati del sole sul lago, proprio come adesso quando si incendia d’arancione per il tramonto.
Ohrid fu un centro importante e grande, molto attivo culturalmente, come testimonia l’antico teatro, appena sotto la fortezza: risalente all’ultimo periodo ellenistico, durante il quale si susseguivano rappresentazioni di drammi e commedie, divenne sotto i Romani stadio per i gladiatori e fu anche visitato da Settimio Severo, attualmente dopo una ricostruzione delle tribune, che portano ancora incisi i nomi in greco delle famiglie della città, ospita un festival estivo di musica.
Vicino alla fortezza si scende da un bosco millenario con gli scoiattoli che giocano tra i tronchi e si
passa vicino all’antico Monastero di St Pantelimon-Plaosnik, sede della prima università slava dove fu messa a punto la scrittura cirillica, per arrivare alla chiesa di St John-Kaneo, a picco sul lago.
Su una scogliera e circondata da muretti dove i gatti amano prendere il sole e gli abitanti di Ohrid fare picnic, il piccolo edificio risalente al XIII secolo emana un senso di pace e spiritualità, oltre a permettere la vista di un panorama mozzafiato.
Si continua lungo il sentiero, tra passerelle in legno e pontili, che costeggia l’acqua, mentre i cormorani
si tuffano, i gabbiani si alzano in volo, il pescatore si rilassa e le barche prendono il largo.
Alla fine si arriva alla cattedrale di Santa Sophia, la più grande chiesa della regione, ai tempi di Samuele sede del patriarca: gli affreschi all’interno si rivelano particolarmente preziosi, così come le icone dorate, mentre nel cortile i gatti, che Ohrid sono dappertutto e vivono tranquilli, si arrampicano sulle colonne del chiostro.
Alle spalle della chiesa parte la stretta strada Car Samoil con le botteghe degli artigiani, alcune moderne come quella di Eli Ain, l’Atelier Aini (www.behace.net/elian), pregevole artista che dà un tocco di originalità alle ceramiche e a oggetti e bijoux in legno laccato, e quelle più tradizionali con la filagrana in argento, anche se con un aspetto contemporaneo. Questa lavorazione rappresenta l’artigianato tipico di Ohrid, insieme alla carta fatta a mano, gli intagli in legno e gli oggetti in rame.
Sono però le perle del lago che riempiono e invadono i negozi della via dello shopping, nella parte vecchia della città, i veri prodotti di Ohrid. Hanno un segreto che le rende uniche: l’emulsione usata per ricoprire la perla è fatta con l’argento della pelle del pesce plashica che vive solo in questo lago macedone. Le vetrine sono un trionfo di collane di ogni foggia, classica e più stravagante, orecchini e bracciali, tanto che la via sembra un esclusivo susseguirsi di gioiellerie.
La strada va fino alla moschea, al vecchio bazar e ai bagni turchi, dall’altro lato la grande statua di St. Kliment, patrono della città, primo arcivescovo e fondatore dell’università, accoglie i visitatori mentre il porto si anima di gente. Per il santo, l’8 dicembre si festeggia con fiori e cerimonie e secondo la tradizione, se la città fosse in pericolo per qualche motivo, lo spirito di St. Kliment apparirebbe e salverebbe Ohrid dalle sofferenza.
Un’altra grande festa coinvolge tutti gli abitanti: il 19 gennaio per l’Epifania ortodossa, si celebra il battesimo di Gesù Cristo, viene gettata in acqua una grande croce e centinaia di persone nuotano per cercare di recuperarla, chi ci riesce vince un premio. Un rituale che porta in sé la credenza che la croce benedica l’acqua e porti fortuna per tutto l’anno. Una tradizione che rende Ohrid ancora più vivace, mentre il lago sembra sempre portare la bellezza della natura e ispirare serenità.
Dove mangiare: Damar Restaurant, Kosta Abras 6000 Ohrid, Macedonia. Proprio di fronte alla cattedrale di Santa
Sophia, questo ristorante propone piatti della tradizione locale, come Ohrid Tava, una sorta di involtino
di pollo e verdure cotto in una speciale pentola di terracotta, o la trota ripiena, e macedone, come l’immancabile insalata di ortaggi freschi. Tutto innaffiato con il rakija, la tipica grappa, o con i pregiati vini della Macedonia.
Come arrivare: il lago Ohrid dista tre ore d’auto da Skopje. Nell’aeroporto della capitale, Alessandro Magno,
gestito dalla società internazionale TAV Airoports Holding, atterrano compagnie low cost provenienti dall’Italia,
come Wizz Air che vola da Roma Ciampino e Bergamo Orio al Serio. Ohrid ha un piccolo aeroporto, ma al momento non ci sono voli diretti dall’Italia.
Info:, www.exploringmacedonia.com
In collaborazione con TAV Airports Holding, www.tavairports.com, e Fibula Air Travel Ohrid, www.fibula.com.mk