Marsiglia, la città del vento e dei naviganti

bancarelle al porto

Se si aprono le braccia, sembra di volare. Tanta è la foga del maestrale, che soffia feroce spazzando il cielo dalle nubi dei giorni precedenti e agitando il mare. E’ quasi una sfida rimanere in piedi nel punto più alto della città: sulla collina la basilica di Notre Dame de La Garde vigila su tutto, anche sul vento impetuoso.

Marsiglia vista dall’alto luccica contro l’azzurro e il Porto Vecchio sembra accogliere nella sua baia, un riparo
sicuro come lo è da secoli.

Città di naviganti, pescatori, commercianti, immigrati, canaglie e nobili, sin dalla sua fondazione, nel 600 a.C. quando alcuni greci dell’Asia minore gettarono l’ancora nella baia naturale: tuttora Marsiglia è un luogo di gente che va e viene.

A vigilare su questo continuo viavai ci pensa la Bonne Mère, la Madre Buona, la Vergine Maria dorata, posta sulla collina de La Garde e sopra ad un campanile alto a sua volta 60 metri. Venerata e amata, là sulla cima della basilica è luogo di pellegrinaggio, in particolare per la ricorrenza del 15 agosto.

Salire fino qua su a Notre Dame de la Garde è un’impresa, le stradine arrampicate sono difficili, le scale e i sentieri vanno bene per i più allenati, ma per fortuna ci sono anche gli autobus, anche quelli turistici, che portano agevolmente. Arrivare fino alla base, dove ci sono le cappelle con gli ex voto e i ringraziamenti, la cripta piena zeppa di candele e il museo dell’arte sacra, è un conto, ma raggiungere la chiesa vera e propria, tra piattaforme e rampe è un altro, soprattutto quando soffia così forte il maestrale. Ma la sfida è anche questa, la basilica è il simbolo di Marsiglia e va visitata, anche se le raffiche sembrano portare via, giù fino al mare.

A tenere duro però si viene ripagati: il panorama è stupefacente, la città ai piedi, l’acqua che
gorgoglia, le brulle isole davanti, ricoperte di tamerici, il castello d’If, voluto come difesa nel Cinquecento da Francesco I ed entrato nella memoria collettiva per il Conte di Montecristo
e Alexandre Dumas.
Mettersi in coda per entrare dentro la chiesa alta, è un’altra impresa con il vento che fischia tra il piccolo porticato. All’interno ori, mosaici e decorazioni, tutti consacrati a Maria.

Fuori tutta l’enorme struttura sembra una fortezza, con tanto di ponte levatoio e bastioni di protezione. Una piccola cappella fu eretta qui nel 1214, voluta e costruita dai marinai, che partivano per ogni destinazione giù dal porto e nei secoli la collina fu sempre un luogo di vedetta, con il forte edificato da Francesco I, usato come base per l’attuale chiesa: tuttora una salamandra, emblema del re, si trova sul portico nord. Nell’Ottocento fu riedificata in stile neo bizantino e sul campanile fu messa la statua della Madonna, vedibile da ogni lato della città e del mare, faro di difesa, protezione e fede.

La discesa verso la città è più facile e passa vicino all’Abbazia di Saint Victor, con testimonianze archeologiche preziose di epoca greca, cristiana e infine medievale, e con la famosa
Madonna nera conservata nella cripta: nel giorno della Candelora si svolge una processione molto
seguita e si distribuiscono le navettes, piccoli biscotti a forma di barca tipici di Marsiglia e della Provenza.

Continuando a scendere, ecco finalmente il Vecchio Porto, da 26 secoli teatro della storia e della
vita della città. Tante navi attraccate ai moli, banchine con le bancarelle, velieri in rada, la chiesa neo barocca di Saint Ferréol dalla bianca facciata, costruita dove nel XII secolo si
trovava la commanderia dei Templari, la giostra panoramica e uno grande specchio, un’installazione recente diventata in poco tempo l’attrazione della zona, fa da tettoia, punto d’orientamento e gioco di capovolgimenti, al centro della baia naturale e del cuore di Marsiglia.

Chiuso dai due forti, Saint Jean e Saint Nicolas, il porto è la vera anima della città. Impossibile non fare una sosta qui per poi magari andare alla scoperta delle viuzze del centro, proprio alle spalle della baia: palazzi dalle varie influenze, chiese come le due cattedrali, la romanica Antica Major, risalente al XII secolo, e l’ottocentesca Nuova Major, il Municipio barocco, la Place de Lenche che cela le cisterne greche e storici laboratori del corallo, che appartenevano una famiglia di origine corsa, i Lenche, come la piazza, fontane e arredi urbani contemporanei perfettamente adeguati. La zona è Le Panier, il cuore storico della città che prende il nome da un’insegna di una locanda, “Le logis du Panier”, risalente al XVII secolo.

Marinaia, commerciale e multirazziale giù dalle origini, Marsiglia ha un lunga tradizione di convivialità  che si traduce anche nel cibo, come nella famosa bouilabaisse, da assaggiare nei ristoranti intorno al porto. Inevitabile, poi, acquistare almeno un sapone di Marsiglia, magari dal venditore sulla barca ancorata al molo. La produzione risale sin dai tempi dei Galli, ma con le influenze greche e poi del ritorno dei crociati dalla Terra Santa è diventata
una cosa seria sin dal XVI secolo, trasformandosi in un oggetto da esportazione. Oggi, preparato in centinaia di varianti di colori e profumazioni, è ancora un apprezzato souvenir e fa portare a casa un po’ dell’anima corsara e indipendente di Marsiglia.

Foto di Sonia Anselmo
Info: www.marseille-tourisme.com, www.france.fr

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