Il Baltico con la sua luce speciale, calda e morbida d’estate, fredda e limpida d’inverno, è a pochi chilometri più in là, fonte inestimabile di successo e prestigio. Lubecca è elegante, con le sue case in mattoni rossi, rispecchia la ricchezza di un passato così legato alle acque del mare da cui è vicina.
Tutto qui parla di commerci, di quando Lubecca era uno dei porti principali della Lega Anseatica, l’alleanza mercantile delle città del mar Baltico e del Mar del Nord che tra il 1100 e il 1500 ha dominato con il suo monopolio l’Europa settentrionale.
Anzi, Lubecca, con Brema e Amburgo, si fregiava titolo di “Libera città Anseatica” che ha comportato ulteriori benefici, ancora oggi vedibili nelle vie del centro, nei raffiniti palazzi e in questa aura di cultura e storia che impregna l’aria salmastra.
Già il primo impatto è con la porta Holsterntor, che testimonia questo passato prestigioso
e imponente, creata per difendere la città dagli invasori, con le sue due torri cilindriche con tetti conici che le danno un aspetto fiabesco. Sono i decori nelle bande di terracotta che l’avvolgono a suscitare curiosità con i loro motivi ornamentali: gigli araldici, griglie simmetriche, foglie di cardo, alberi stilizzati, figure umane e scudi con l’aquila di Lubecca. All’interno dell’edificio tardo gotico si trova il museo dedicato all’attività mercantile, che tanti benefici ha portato alla città.
Da qui si apre sia il lungofiume, che si affaccia sul Trave, sulla cui ansa si trovava il centro, solcato da molti battelli che raggiungono il Baltico come nelle vecchie rotte commerciali, mentre sulle sponde ci sono ancora i magazzini del sale: Lubecca era una delle tappe più importanti lungo la via che portava dalle saline del sud fino alla Scandinavia.
Dall’altro lato inizia un labirinto di antiche strade ciottolate, palazzi con i mattoni rossi, il Duomo con i campanili gemelli più alti d’Europa, la chiesa romanica di Santa Caterina e quella gotica di San Giacomo o Giles, sul percorso a nord dei pellegrini, curiosi passaggi tra vicoli che si incastrano uno con l’altro in un particolare intreccio, da cui si entra da accessi spesso poco vistosi, e che sono in realtà i cortili delle abitazioni, con i loro giardinetti nascosti.
All’improvviso si aprono i viali dello shopping e piazze affollate. Lubecca è piccola, perfetta da girare a piedi e per gustare i dettagli che sembrano infiniti e hanno in sé il prestigio del ricco passato.
Come nella Marktplatz, la piazza del Mercato, suggestiva durante l’inverno con i mercatini di Natale tra i più amati della Germania, e un’oasi di fresco con i tavoli dei caffé all’aperto in estate. E’ il cuore cittadino, dominata dal municipio gotico e soprattutto dalla Marienkirche, la chiesa di Santa Maria, modello di architettura in mattoni del Baltico.
Costruita in poco meno di cento anni, tra il 1265 e il 1350, si trova nel punto più alto della vecchia città: terza chiesa di Germania per dimensioni, con una volta in mattoni di ben 38,5 metri, che la rende la più alta del mondo.
Oltre la bellezza dell’interno e della facciata, la chiesa è legata ad una leggenda. Curiosamente in un edificio sacro in un angolo spunta una statuetta di un diavoletto. Si narra che quando fu posta la prima pietra della costruzione, il diavolo apparve ai muratori che gli raccontarono una bugia, che stavano costruendo la più grande taverna o casa del vino di tutti i tempi: un’idea che gli piacque molto, dove poteva trovare anime da catturare e portare all’inferno.
Così volle aiutarli con la sua formidabile forza a velocizzare la realizzazione: mentre l’edificio si avvicinava al completamento, il diavolo cominciò a notare alcuni dettagli architettonici, come le guglie svettanti e i segni di un edificio sacro, oltre alla mancanza di botti di vino, e capì di essere stato ingannato. Infuriato, strappò dal terreno un masso enorme con le sue mani artigliate, con l’intenzione di scagliarlo contro la chiesa quasi terminata e farla a pezzi.
Fu un coraggioso e astuto capomastro a bloccarlo e propose uno scambio al diavolo: se avesse lasciato terminare l’edificio i muratori avrebbero realizzato un’osteria nelle immediate vicinanze. Il diavolo accettò, considerando che in una grande taverna avrebbe trovato più anime per sé, fece cadere la pietra dove si trovava, la quale atterò con talmente tanta forza da creare un buco in terra, lasciando dietro di sé i segni evidenti degli artigli, visibili ancora oggi. Gli operai mantennero la parola data e il Ratskeller zu Lübeck, la più famosa cantina e ristorante della città, fu effettivamente costruito proprio di fronte alla chiesa di Santa Maria, rispettando la parte dell’accordo.
In realtà la pietra del Diavolo di Lubecca è un masso di origine glaciale, che si trova vicino alla facciata occidentale. In ricordo della leggenda, c’è una piccola statua di un diavoletto un po’ malizioso e sorridente.
Continuando il giro del centro storico, una traversa porta a scoprire meglio uno dei figli
illustri di Lubecca, Thomas Mann. Per tutto il 2025 sono stati celebrati i 150 anni della nascita dello scrittore, con tanti eventi che continuano sempre nella Buddenbrookhaus, la sua casa del XVIII secolo trasformata in museo.
Poco oltre si trova un’altra casa museo, stavolta dedicata a Willy Brandt, il celebre cancelliere della Germania Ovest, nato a Lubecca nel 1913: le sale della sua ex abitazione raccontano la vita,
l’impegno politico, il suo impegno per la pace, ma anche il rapporto tra le due ex Germanie e la riunificazione. Una testimonianza storica unica.
A pochi passi dalla casa di Brandt, si trova una delle meraviglie architettoniche di Lubecca:
l’Ospedale dello Spirito Santo, uno degli ospizi medievali meglio conservati d’Europa.
Entrare nella vasta sala principale lascia stupiti per la bellezza degli affreschi, per la vastità del luogo, per lo stile gotico. L’Heiling Geist Hospital fu fondato nel 1227 da un ricco mercante tornato a Lubecca dopo aver vissuto a Riga e in un certo senso ricorda quella capitale baltica nell’architettura, con le eleganti torrette e i frontoni. Nel corso dei secoli il luogo di assistenza si prese cura di migliaia poveri e malati, oltre che degli anziani.
Durante il XVIII secolo, il primo e il secondo piano dell’ospedale servivano come alloggi, con piccole camere in legno costruite nel 1820 per offrire riservatezza ai residenti. Queste camere, aperte in alto, sono ancora visibili oggi, complete dei nomi e dei numeri degli ex abitanti sulle porte. Mentre la cappella è un magnifico esempio di arte medievale con raffinati dipinti murali del XIV secolo a tema religioso e storico. Qui si svolgono anche eventi culturali e soprattutto a Natale lo spazio diventa magico con il mercatino artigianale che richiama alla mente i tempi della Lega Anseatica.
Di certo l’Heilig-Geist-Hospital è una delle testimonianze più importanti del passato, dove i commerci e i mercanti hanno reso Lubecca ricca e prestigiosa, dove si scambiavano prodotti di ogni parte del mondo. Uno è ancora oggi un simbolo cittadino e una tradizione popolare: il marzapane.
Il dolcetto di mandorle, originario della Persia e sviluppatosi in Spagna grazie alle monache di Toledo, arrivò proprio grazie alle rotte commerciali in città e oggi Lubecca ne è la capitale mondiale. Al punto che durante le festività natalizie richiama molti acquirenti e visitatori
dai Paesi limitrofi, ma si può assaggiare e comprare tutto l’anno.
Anzi, Niederegger, con la sua pasticceria, caffé e ristorante, proprio dietro la piazza del Mercato e al Municipio, è sempre affollato di gente. Questo nome di fama mondiale nella produzione di marzapane sin dal 1806, anche se a Lubecca si prepara questo dolcetto sin dal 1530, è il
luogo ideale dei golosi, non solo per gustarlo o portare un souvenir delicato a casa, ma per scoprire tutta la storia e la lavorazione delle mandorle grazie al Museo del Marzapane Niederegger.
Oggi patrimonio culinario unico della città, affonda le radici nel fatto che a Lubecca, grazie ai commerci della lega Anseatica, arrivano facilmente le mandorle importate da altri Paesi, come la Spagna, che i pasticceri locali svilupparono in un dolcetto tipico, di qualità superiore, al punto da essere un IGP. Il caffè Niederegger ha poi ampliato la produzione e ora è famoso, non solo per le confezioni regalo di ogni tipo e forma presenti nel negozio, ma anche per la Niedergger Nusstorte, una torta di marzapane e noci, i pasticcini sempre al marzapane e il liquore, da assaggiare nell’elegante sala al piano superiore dove si gode una vista sul Municipio e il centro cittadino. E pensare che nel Medioevo, il marzapane veniva venduto solo in farmacia, considerato un tonico e trattato come una medicina, mentre nel 1800 esistevano 135 produttori locali specializzati.
Oggi il marzapane rappresenta un curiosi mix di storia, gastronomia e tradizione, oltre ad essere un simbolo di Lubecca e del suo prestigioso passato di commercio.
Info:
www.germany.travel/en/home.html
Foto di Sonia Anselmo, Pixabay
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