Rue Sainte Catherine è stipata di gente un pomeriggio qualunque della settimana. Le strade limitrofe sono un via vai di giovani a spasso o in attesa di un tavolo al ristorante in una sera qualsiasi. Il largo lungofiume è affollato di persone che fanno jogging, corrono sugli skate con cane affianco o in coda alle bancarelle del mercato biologico.
Non c’è bisogno di aspettare il weekend per vedere Bordeaux in tutta la sua vivacità. La gente cammina per le piazze storiche, per i quartieri, per i mercati. Una movida continua. Eppure non ci sono i disagi della metropoli e non ci si sente oppressi dalla folla. Bordeaux è così: piena di allegria, rilassatezza, vino e voglia di vivere.
Sotto il cielo azzurro d’autunno splendono i gioielli della città: la cattedrale Sant’Andrea, le antiche torri, il ponte, i palazzi, le guglie delle chiese, il teatro dell’Opera, i nuovi spazi creativi. Bordeaux, Patrimonio Mondiale per l’Unesco e Miglior Destinazione Europea per il 2015, è in continua trasformazione, con costruzioni moderne come Città del Vino che sarà completata nel 2016 sulla riva del Garonna.
Un fiume vasto, scuro di fango e di correnti, dove ci si muove con la barca-bus e dove il ponte di pietra voluto da Napoleone con 17 archi, quanti le lettere del suo nome completo, unisce le due rive, una storica, l’altra più destinata allo sviluppo futuro e alle idee creative.
Bordeaux è così: un mix di antico e moderno che vivono in perfetta sintonia. Come con lo specchio d’acqua, la fontana che quasi lambisce il fiume e dove si riflettono gli edifici circostanti, inserito proprio davanti la grande Place de La Bourse: monumentale, con i palazzi dedicati alla dogana e al commercio, ideata a metà Settecento per avere uno sbocco sul fiume. Qui prima c’erano le mura che circondavano la città e di cui oggi rimangono la porta Dijeaux, quella Callihau e la Grosse Cloche, uno dei simboli di Bordeaux. Intorno al 1190, ci passavano i pellegrini diretti a Santiago di Campostela e pregavano nella piccola chiesa di st Eloi, mentre la grande campana da cui prende il nome la porta , del peso di 7,750 chili, suona sei volte l’anno per le maggiori
ricorrenze e lo spazio interno era una prigione. La Grosse Cloche era l’antico campanile pubblico di Bordeaux, a cui la Storia ha dato una sorte particolare.
Essendo la città più importante dell’Aquitania, è stata per lungo periodo sotto l’influenza inglese, è stata libero comune, ha mantenuto sempre una propria identità anche quando era nel regno di Francia. Tanto che il re Carlo VIII volle costruire due castelli per controllare i suoi sudditi e costringerli a pagare le tasse e mise anche una sua statua sopra la porta di Callihau. Ma riuscì poco nel suo intento.
Tuttora Bordeaux è così: orgogliosa, libera e amichevole. L’eroina che maggiormente la rappresenta è ancora Eleonora d’Aquitania, colei che la portò in dote al re inglese Enrico II e diede il via al destino particolare di Bordeaux.
Eleonora era una donna di forte personalità , mecenate di artisti, moglie prima del re di Francia Luigi VII e poi di Enrico, madre di dieci figli, tra cui Riccardo Cuor di Leone e Giovanni senza Terra, accusa di complotti, animatrice di crociate: uno dei personaggi chiave del Medioevo. La sua presenza, anche a distanza di tanti secoli, si sente ancora: nel quartiere medievale, con le sue stradine rimaste uguali, l’antica piazza della gogna e quella dove c’era il palazzo ducale, e nella cattedrale di Sant’Andrea, dove la duchessa futura regina si sposò con il re francese.
Sant’Andrea è una delle bellezze particolari di Bordeaux: una cattedrale con diversi stili architettonici, dal romanico al gotico e al rinascimentale, consacrata nel 1096, con la porta Reale della prima metà del XIII secolo con le statue originarie dei vescovi, e la torre quattrocentesca, isolata dal resto dell’edificio. Qui c’erano paludi, la chiesa fu costruita su palafitte, senza campanile, e il progetto originale prevedeva quattro torri che non furono mai fatte per paura di sprofondare. Oggi è spettacolare sia all’interno che all’esterno, sulla vasta piazza piena di gente, i tram che passano nelle vie limitrofe, il Municipio Settecentesco
alle spalle.
Testimoniano tutti la grande ricchezza di Bordeaux dovuta al commercio: la vicinanza con l’oceano e la Garonna sono sempre stati utili per i mercanti, che esportavano il vino e i prodotti dell’entroterra e importavano zucchero, caffè, cacao, rum dalle colonie americane, speculando sui prezzi. Dalla piazza della cattedrale si può andare a piedi alla scoperta del centro storico, della basilica di Saint Michel e il suo quartiere di artisti, del Grand Théatre settecentesco dove si mescolavano comuni mortali e aristocrazia senza problemi, dell’immensa Esplanade des Quinconces. Senza dimenticare le vie dello shopping, come la lunga Sainte Catherine, una delle strade pedonali più estese d’Europa.
Attraversandola si scoprono anche le diverse anime di Bordeaux e la passione per il lato godereccio della vita, tra wine bar e ristoranti con i prodotti locali, dalle ostriche alla entrecote. Una volta tornati sul lungofiume, uno sguardo all’altra riva rivela i fermenti culturali e architettonici moderni. Perché Bordeaux è così: romana, medievale,
settecentesca e proiettata al futuro.
Dove dormire: Mama Schelter, 19 Rue Poquelin Molierè, 33000 Bordeaux, www.mamashelter.com. In pieno centro, in pochi passi dalla cattedrale, dal teatro dell’Opera e della Rue Sainte Catherine, è un hotel disegnato da Philippe Starck, pieno di dettagli curiosi e divertenti. Camere ampie, letti comodi, tutti i confort in modo colorato, terrazza con vista panoramica, bar e ristorante
affollato, ottimo rapporto qualità -prezzo, wi-fi gratuito, colazione con prodotti freschi e abbondanti.
Dove mangiare: Brasserie Bordelaise, 50 Rue Saint Rèmi, 33000 Bordeaux, www.brasserie-bordelaise.fr. In centro, il ristorante
multisala ha un’atmosfera da raffinata osteria, servizio veloce, cucina con ingredienti locali e ricette tradizionali.
Compotoir Cuisine, 2, place de la Comèdie, 33000 Bodeaux. Davanti al Gran Teatro, con i tavoli all’aperto, va benissimo
per un pranzo veloce, dato che la caratteristica del locale è quella del “3 in 1”: nello stesso piatto antipasto, portata principale
e dessert.
Foto di Sonia Anselmo e www.bordeaux-tourisme.com
Info http://www.bordeaux-tourisme.com/
In collaborazione con www.tourisme-aquitaine.fr, www.france.fr, www.airfrance.com