La Germania di Martin Lutero

 

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Due date che contengono quasi un riassunto degli avvenimenti della fine del Quattrocento e la metà del Cinquecento: il massimo artefice della Riforma, ex monaco agostiniano sconvolto dall’atmosfera dissoluta alla corte del Papa, che ebbe scontri con i maggiori protagonisti dell’epoca, dall’Imperatore Carlo V al pontefice Leone X Medici, per uscirne con la sua determinazione “vincitore” e portare quello che era la Germania allora, un insieme di piccoli stati elettori, parlanti ognuno il loro dialetto, a fondare le basi per un’unica nazione. Ovviamente a Eisleben c’è la casa dove nacque ed è trasformata in memoriale già nel 1693, diventando il primo museo tedesco e uno degli spazi espositivi europei più antichi. L’edificio accoglie un flusso continuo di visitatori, o pellegrini, in ogni periodo dell’anno, però nella primavera del 2014 verrà chiuso per lavori di ristrutturazione: la mostra verrà riaperta in pompa magna nel 2015, nel frattempo è aperta al pubblico nella “Haus am Mauerwerk”. In Sassonia, Eisleben era famosa già prima dell’anno Mille come mercato, oggi è legata indissolubilmente al cittadino più noto: nell’abitazione tardo gotica di Lutero si può vedere il letto dove morì e il calco della maschera funeraria, ma ci sono anche la chiesa dei Santi Pietro e Paolo, dove il riformatore fu battesimato, con la fonte tuttora esistente, la chiesa di Sant’Andrea, con il pulpito originale dove tenne i suoi ultimi sermoni e la chiesa di Sant’Anna, con l’unica Bibbia illustra in pietra in Europa.
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Nei primi anni del Cinquecento, il giovane Martin andò a studiare filosofia nella prestigiosa università di Erfurt: colpito durante un temporale rischiò di rimanere fulminato e fece voto a Sant’Anna di farsi monaco se si fosse salvato. Così fu, entrò nell’ordine degli agostiniani come frate e fino al 1511 predicò a Erfurt. Oggi, nella città ricostruita dopo l’unione delle due Germanie, si può visitare proprio il convento dove Lutero visse, oltre al maestoso Duomo e rendere omaggio alla garande statua dedicata al Riformatore. Sicuramente però la città tedesca più importante nella vita dell’ex monaco è Wittenberg: qui insegnò nella locale Università, cominciò ad elaborare il suo pensiero, dopo una visita sconvolgente a Roma, e sposò  Katharina von Bora, nel 1525. E proprio questo avvenimento viene celebrato ogni anno in primavera: nel 2014 sarà dal 13 al 15 giugno. Una grande festa, una rievocazione rinascimentale con tanto di sposalizio, banchetto, musici e sfilate. Un appuntamento tra il folklore e la cultura, apprezzato dai turisti.  Lutero portò all’attenzione mondiale Wittenberg per aver appeso le sue celebri 95 tesi sulla porta principale della Schlosskirche, il 31 ottobre 1517, dando così inzio alla Riforma religiosa. In attesa dei cinquecentesimo anniversario, a Wittemberg si respira l’atmosfera di quei tempi lontani nel suo splendido centro storico: tappa principale la chiesa del castello e il suo portone, ma anche le tombe e le abitazioni di Lutero e del suo collaboratore Melantone, le corti del pittore Lucas Cranach (amico di Martin), la chiesa cittadina con l’imponente altare. Nel borgo, ora Patrimonio mondiale dell’Unesco, il predicatore visse nel convento agostiniano, anche con la sua famiglia, e dal 1883 è aperto al pubblico come museo, forse il più grande del mondo dedicato a Lutero.
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Qualche anno dopo, nel 1521, Lutero si rifugiò nella fortezza Wartburg presso Eisenach, dove tradusse il Nuovo Testamento dal latino al tedesco, scrivendo la prima opera in “lingua volgare” e facendo capire alla gente comune le Sacre Scritture. La fortezza, una delle meglio conservete del medioevo tedesco, fondata nel 1067, ampliata nei secoli fino a diventare un ampio castello con edifici romanici, gotici e del XIX secolo, contiene la stanza dove il teologo lavorò per due anni e altri tesori artistici, arazzi medievali, il  Dürerschrank (un armadio con una intricata lavorazione  ad intaglio realizzatoda Albrecht Dürer), quadri di Lucas Cranach il Vecchio, una straordinaria collezione di posate e di artigianato artistico dall’XI al XIX secolo. Inoltre, il paesaggio circostante è molto suggestivo. In onore del riformatore, il 3 maggio 2014 si svolgerà la prima maratona di Lutero, per inaugurare un nuovo percorso tematico. Da Wartburg si può fare un salto a Torgau, dove dal 4 al 6 luglio 2014 c’è una festa rinascimentale con musica dal vivo e un mercato di artigianato e ceramica in onore di Katharina von Bora, la moglie di Lutero. Figlia di una famiglia nobile impoverita, Katharina trascorse la propria infanzia in convento, dopo essere scappata e aver trovato rifugio da Cranach, sposò Martin e per tutta la vita di occupò di faccende domestiche, di gestire le finanze, amministrare una fattoria, una birreria e un allevamento ittico. Lutero la chiamava scherzosamente “il mio capo Käthe”, a dimostrazione che era lei in casa a portare i pantaloni. Per finire l’itinerario attraverso la Germania, una tappa a Berlino, allo Spandovia Sacra, un museo con biblioteca e archivio dove dal prossimo 1 novembre si potrà visitare la mostra “Vom Hahn und der Perle”, il gallo e la perla, illustrazioni di Otmar Alt per le fiabe di Lutero, dedicata all’insolita veste del riformatore di traduttore delle fiabe di Esopo. Una piccola chicca che fa scoprire un aspetto inedito del severo teologo.
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Foto di www.germany.travel
Informazioni www.luther2017.de/en/erleben/wege

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