Attica, Storia, vino e natura nei dintorni di Atene

Il sole che tramonta gioca a nascondino tra le colonne. Il mare calmo incute serenità, i profumi della macchia
mediterranea evocano ricordi e gli antichi resti emanano un senso di eternità. Capo Sounion con il tempio di Poseidone è una delle bellezze dell’Attica, la regione di Atene che comprende entroterra, coste e isole.

A circa 80 chilometri da Atene, Capo Sounion è la punta estrema della penisola, immerso nella mitologia. Questo promontorio roccioso, da sempre sacro, affacciato sul golfo Saronico, porta in sé l’impronta della Storia
millenaria della Grecia e delle leggende remote.

Si narra che il re di Atene, Egeo, si gettò in acqua dalla disperazione quando vide avvicinarsi le navi dalle
vele nere, sinonimo di insuccesso, del figlio Teseo, che era andato a combattere il Minotauro a Creta: Teseo
aveva dimenticato di cambiare le vele con quelle bianche ed Egeo pensò che fosse morto, al punto da suicidarsi. Da
allora il mare prese il suo nome.

Capo Sounion venne citato per la prima volta da Omero nell’Odissea: racconta che il nocchiero della nave di Menelao, appena doppiato il promontorio, morì e qui gli furono resi i dovuti onori. Più recentemente, il tempio e la zona hanno avuto un altro estimatore, Lord Byron, il quale si comportò con un vandalo qualsiasi, incidendo con una sua firma una delle colonne. Oggi il sito è recintato, non ci può avvicinare più di tanto, giustamente.

Si arriva al tempio tramite un comodo sentiero panoramico, con i cani dei custodi che cercano carezze, mentre all’inizio della salita si trovano un negozio di souvenir, un bar e un vasto spiazzo dagli arbusti profumati, come il rosmarino, e grossi gatti coccoloni, dove si gode una vista mozzafiato sul mare, il tramonto e il tempio, lassù in alto.

Tutto intorno gli scavi archeologici che svelano la presenza di un altro tempio, dedicato ad Atena, le fortificazioni e l’antico porto. Sin da tempo immemore, Capo Sounion ha rappresentato per marinai e pescatori l’ultimo appiglio della terraferma prima del viaggio verso l’ignoto e, al ritorno, invece la visione del sogno di casa e della sicurezza.

Per questo, dal 444 al 440 a.C., fu eretto il tempio dedicato a Poseidone, il dio del mare: 42 colonne di marmo bianco alte sei metri, con una sala interna per il culto con una gigantesca statua di bronzo. Era meta dei pellegrini che qui portavano animali per il rito sacrificale.

Oggi restano quindici delle colonne originarie e il luogo, raggiungibile da Atene con autobus, in un paio d’ore di tragitto, e con escursioni specifiche, diventa incredibilmente romantico e suggestivo all’ora del tramonto.

Il tempio di Capo Sounion non è certo l’unica meraviglia dell’antichità dell’Attica, fuori da Atene. Tra i meno conosciuti, il tempio di Artemide a Braurone, sulla costa orientale. Qui si svolgeva un’arcaica festa ed era un santuario pieno di pellegrini.

Secondo Euripide, Atena rivelò il luogo in cui Ifigenia, la figlia che Agamennone dovette sacrificare alla dea, sarebbe tornata dalla Tauride insieme al fratello ad Oreste, portando un’immagine sacra di Artemide: era Braurone e che lì sarebbe stata consacrata sacerdotessa, sarebbe morta e sarebbe stata sepolta.

Da allora, questo luogo, soprattutto la grotta dove visse Ifigenia, divenne sacro per le vergini, per le
ragazze da marito e per le donne in procinto di partorire. In particolare, ogni cinque anni, si celebrava una grande feste in onore della dea con fanciulle provenienti da tutta l’Attica e vestite con uno speciale costume del colore di croco.

Il sito archeologico, risalente al V secolo a.C., si trova vicino al villaggio di Vravrona, frazione di Markopoulo Mesogaias, ed è molto suggestivo, immerso nel verde. Prima di addentrarsi tra le rovine, si visita un interessante museo sugli scavi effettuati in zona, con un plastico che ricostruisce il tempio all’origine e con molti vasi tipici dai disegni rossi e neri, rinvenuti durante gli scavi.

Poi un sentiero immerso tra fichi d’india e alberi di pistacchi, conduce al santuario di Artemide: un ponte di pietra, sopra il piccolo fiume Erasino e il terreno molle e fangoso, qualche colonna, un portico, le
rovine di altri edifici, come una palestra e un ginnasio, e persino una chiesa paleo cristiana. Ha qualcosa di primitivo e selvaggio, con tutta questa vegetazione, che sicuramente farebbe piacere alla dea della caccia a cui è dedicato.

Il tempio di Artemide si trova in una zona dell’Attica estremamente rigogliosa, famosa per i pistacchi, i fichi e per un particolare pomodoro, detto batala, dolce e polposo.
A pochi chilometri si trova la costa, con Porto Rafti, una delle più belle località dell’Attica. Paese di vacanze per gli ateniesi, a una ventina di minuti dall’aeroporto, è un susseguirsi di spiagge con alle spalle dolci colline e davanti il mare calmo, anche in inverno.

E’ stato un importante porto in epoca antica, fino al crollo dell’Impero Romano, oggi è amatissimo per la villeggiatura e pieno di locali e ristoranti di tendenza. Come il raffinato Kazba (www.kazba.gr/en), affacciato sulla baia, che propone menù gustosi con ingredienti locali abbinati a degustazioni dei vini dei produttori della zona.

L’Attica è, infatti, è una regione fertile, con gli alberi di pistacchi che si vedono ovunque, insieme agli ulivi, ai fichi e alla vite. Il clima sempre mite fa diventare la zona una meta adatta ad ogni stagione e ad ogni esigenza, tra itinerari del gusto, attività sportive e per appassionati di Storia e archeologia. La vicinanza ad Atene, poi, rende tutto più facile da raggiungere: anche senza noleggiare un’auto, ci sono agenzie locali, come Signature Travel (https://signaturegreece.com/), che propongono escursioni per scoprire al meglio l’Attica, tra cantine, mare e siti.

Ad esempio, sono previste visite guidate in varie aziende vinicole, anche rivolgendosi direttamente ai produttori. Come Domaine Vassiliou, (https://vassilioudomaine.gr/) nelle vicinanze dell’aeroporto di Atene. Da secoli in questa zona si produce vino e le cantine sono tante, come anche Gikas Winery (www.gikaswinery.gr/en), spesso riunite per i tour di degustazione.

Tutte coltivano con passione e amore, tramandando spesso una tradizione di famiglia, le varietà di grappoli locali, con un occhio di riguardo al Retsina, il famoso vino greco bianco o rosato che da più di duemila anni viene aromatizzato con qualche goccia di resina di pino e donandogli il particolare profumo e sapore.

Al Domaine Vassiliou si può visitare la cantina, esistente dal 1905, con le botti e una bellissima cella destinata ai vini storici, e il curioso negozio, dove oltre alle bottiglie, c’è una collezione di oggetti vintage di uso giornaliero. Anche la cucina è preziosa alle aziende, con prodotti locali che ben si adattano alla degustazione dei vini.

L’itinerario enogastronomico continua con The Queen’s Tower Estate, (www.pyrgosvasiliss.gr/en/the-estate). E’ una splendida tenuta nei dintorni di Atene, a metà strada tra un agriturismo, un sito di interesse storico e una cantina. Si estende sulla tenuta estiva voluta nell’Ottocento dalla regina Amalia di Oldenburg, moglie di Ottone di Grecia. Originaria della Baviera, la nobildonna si innamorò dei costumi e tradizioni greci e volle creare in questa zona un’elegante villa dove venire a riposarsi, con un enorme giardino tra fontane, palme e ulivi.

Oggi con una visita guidata si osservano da vicino il palazzetto con la torre dove Amalia amava rifugiarsi, con molte memorabilia d’epoca, le splendide scuderie con i cavalli desiderosi di coccole, il parco, l’uliveto e il vigneto. Nell’attigua sala ristorazione si svolgono le degustazioni dei vini della tenuta, un bell’esempio della ricchezza enogastronomica dell’Attica.

Info: www.athensattica.gr/en www.visitgreece.gr
Foto di Sonia Anselmo
In collaborazione con www.athensattica.gr/en

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